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Covid Campania, De Luca: "Da lunedì scuole chiuse"

26 febbraio 2021 | 15.40
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Per frenare la variante inglese del coronavirus a Napoli e in tutta la Regione

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(Fotogramma/Ipa)

"Da lunedì chiudiamo tutte le scuole". Lo ha annunciato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, sottolineando come da oggi si debbano prendere "misure drastiche" per arginare la diffusione del coronavirus, soprattutto a Napoli.

"Abbiamo registrato in queste ore, in particolare nelle scuole di Napoli - ha spiegato De Luca - la presenza di variante inglese, credo sui positivi almeno 6 casi di variante inglese. Non credo che dobbiamo aspettare che ci sia un'epidemia diffusa di Covid anche fra i ragazzi di 10, 15 o 18 anni, con buona pace di qualche comitato sempre pronto a fare ricorsi al Tar. Siamo arrivati ad avere i casi. Dobbiamo far fronte alle varianti emerse e dobbiamo completare la vaccinazione del personale scolastico. Sono due motivi precisi, chiari, che non hanno nulla di ideologico e sono indifferenti alla logica della lamentela continua".

Coronavirus Napoli e regione Campania

"La fiammata di contagio che registriamo oggi è l'esatta conseguenza di un Paese abbandonato a se stesso. Fasce, controfasce, zone e controzone sono palliativi se non abbiamo un controllo rigoroso delle norme essenziali di sicurezza". "Non mi aspetto cose da stato di polizia - ha aggiunto De Luca -, ma mi aspetto che non ci sia nessuno in mezzo alle strade senza la mascherina. Questo è possibile ottenerlo, ma occorrono misure di repressione chiare. Tutto questo non c'è. Le attività possono essere chiuse o aperte, gli orari violati o meno, non succede nulla in Italia. Possiamo dirlo al nuovo governo che se non si mette in piedi un piano di sicurezza e controllo sarà tutto inutile? O perlomeno il calvario sarà prolungato di mesi e mesi".

Secondo De Luca "nelle scorse settimane e nei mesi passati in Italia c'è stato un grande e irresponsabile vuoto, e cioè il controllo del Paese. Ma si può immaginare di affrontare un'epidemia di questa gravità e profondità non avendo un piano specifico di impegno 150mila, 200mila donne e uomini delle forze dell'ordine, delle forze armate, delle polizie municipali, impegnati specificamente sull'obiettivo della battaglia contro il Covid? E' immaginabile governare una situazione del genere senza un impegno chiaro, prioritario, quotidiano di decine di migliaia di esponenti delle forze dell'ordine? A cosa valgono le ordinanze se poi abbiamo un Paese abbandonato a se stesso nel quale nessuno controlla nulla?".

La panoramica dei vaccini

"La distribuzione equa dei vaccini non è avvenuta, abbiamo avuto sperequazioni a danno in particolare della Campania". "La Regione Campania - ha aggiunto De Luca - ha presentato un piano del fabbisogno corretto rispetto alla prima fase, altre Regioni no, anche perché i criteri proposti erano aperti a discrezionalità. Nella definizione di personale sanitario può entrare di tutto. Risultato: la Regione Campania ha ricevuto ad oggi 64mila dosi in meno rispetto al Lazio che ha la stessa popolazione della Campania, significa 32mila persone in meno da vaccinare, 26mila dosi in meno rispetto all'Emilia Romagna che ha 1,3 milioni di abitanti in meno della Campania, 7mila dosi in meno rispetto al Veneto che ha 900mila abitanti in meno della Campania, e potrei continuare".

De Luca ha sottolineato che "come Regione Campania abbiamo accettato un'unica sperequazione, quella della popolazione anziana perché abbiamo altre regioni con una popolazione anziana più ampia rispetto a quella della Campania, ma ovviamente con l'impegno che poi si recuperano le dosi in meno a cominciare da fine marzo. Vedremo se questo Governo ripristinerà da fine marzo l'unico criterio decente in un Paese serio: un vaccino per ogni cittadino italiano, dal Piemonte alla Sicilia".

"Stiamo lavorando per cercare di approvvigionarci di vaccini anche all'estero per completare la vaccinazione dei nostri concittadini. Forse ci saranno delle novità nella prossima settimana". "Ovviamente - ha sottolineato - stiamo cercando di approvvigionarci di vaccini, ma avendo chiari due presupposti: la Campania non userà mediatori o intermediari, noi parliamo ad aziende ufficiali e agli Stati, e in ogni caso i vaccini che saranno somministrati in Campania saranno valutati e approvati dalle autorità di controllo, l'Ema e l'Aifa. Vaccini non controllati non ne somministreremo". De Luca ha ricordato che "dobbiamo arrivare a vaccinare 4,5 milioni di cittadini campani se vogliamo raggiungere l'immunità di gregge".

"Il commissario per l'emergenza Covid non risponde alla Corte dei Conti per quello che fa. E' una cosa scandalosa, vergognosa". "Nel decreto di nomina del commissario per l'emergenza Covid - ha spiegato De Luca - è scritto che il commissario non risponde alla Corte dei Conti per quello che fa. E' obbligato ovviamente a rendicontare le spese, ma non risponde alla Corte dei Conti. Sono cose vergognose. La cosa davvero bizzarra è che ci sono forze politiche che hanno fatto una crociata rispetto a un obiettivo idiota, l'eliminazione della prescrizione dopo il primo processo, e poi tollerano una violazione di legalità, una cosa vergognosa, come questa".

Secondo De Luca "la prima cosa da fare nei mesi passati era ragionare sulla produzione italiana dei vaccini, ed è responsabilità dei Governi precedenti e del commissario non averla fatta. Ci vogliono mesi, avessimo ragionato su quest'obiettivo da primavera, oggi avremmo aziende in Italia in grado di produrre i vaccini. Era la prima cosa da fare, non ci ha pensato nessuno. Abbiamo pensato ai banchi a rotelle, alle primule, alle scemenze".

Lockdown o no

"In Italia abbiamo seguito com'è noto la logica del mezzo mezzo: apri e chiudi, apri e chiudi. Io non penso che sia la logica migliore, io penso che sia preferibile avere una chiusura totale più lunga ma avere un altro obiettivo: aprire tutto, ma aprire per sempre, non a metà per un mese e poi dover richiudere e poi riaprire". "Questa logica del mezzo mezzo sta mandando al manicomio l'Italia intera", ha aggiunto. "E' indispensabile frenare il contagio perché dobbiamo reggere per quanto possibile con le terapie intensive e i posti letto attuali. Questo è il lavoro nel quale siamo impegnati quotidianamente: evitare la saturazione delle terapia intensive e di chiudere i reparti ordinari".

"Stiamo cercando di reggere sulle terapie intensive e sulle degenze ordinarie - ha spiegato De Luca - e se abbiamo 2mila positivi al giorno noi rischiamo nel giro di due settimane di avere la saturazione dei posti letto di terapia intensiva oggi disponibili, e la saturazione dei posti letto di degenza ordinaria o subintensiva nei nostri ospedali. Siccome non possiamo avere i malati per terra, è evidente che se non viene frenata l'onda del contagio tu devi chiudere altri reparti, quelli ordinari, per accogliere i pazienti o ampliare i posti di terapia intensiva. Noi vogliamo evitare di chiudere altri reparti perché non si muore solo di Covid: si muore per malattie cardiologiche, neurologiche, abbiamo politraumatizzati, problemi di diabetici. Dobbiamo coprire tutto il ventaglio dei pazienti che rischiano la propria vita".

Per questo motivo, conclude De Luca, "è indispensabile frenare il contagio, perché dobbiamo reggere per quanto possibile con le terapie intensive e i posti letto attuali, magari utilizzando posti letto delle strutture private per non chiudere i reparti degli ospedali pubblici".

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