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Covid, Pregliasco: "Strette mano e abbracci? Vediamo in primavera"

20 ottobre 2021 | 16.08
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Per il virologo "non è ancora il momento di abbandonare il nuovo galateo"

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Coronavirus in Italia e voglia di ritorno alla normalità, ma "non è ancora il momento di abbandonare il nuovo galateo, prima 'adda passà 'a nuttata' e ''a nuttata' è l'inverno". Il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, frena gli entusiasmi e la "comprensibile" voglia di ritorno ai quotidiani gesti di saluto. "Per tornare a strette di mano e abbracci - dice all'Adnkronos Salute - vediamo in primavera, forse allora potremmo cominciare ad allentare un po' ma prima è un rischio", avverte. "Anche se - rileva il virologo - già adesso c'è qualcuno che lo fa. Da me ogni tanto qualcuno si presenta tendendo la mano, ma io la schivo".

"Un'estensione della terza dose" di vaccini anti-Covid "a tutti - continua il virologo - è plausibile, ma aspettiamo ulteriori approfondimenti" sulla durata della protezione immunitaria, spiega Pregliasco convenendo sulle dichiarazioni del ministero della Salute Roberto Speranza al Question time ("Valuteremo estensione terza dose in base a evidenze"), e del sottosegretario alla Saute Andrea Costa, che ha stimato un possibile allargamento della platea tra fine 2021 e inizio 2022. Su 'La Stampa' di oggi, anche il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha confermato l'utilità della terza dose per "rafforzare la risposta immunitaria" dei vaccinati.

"Dipenderà - aggiunge l'esperto - anche dall'entità del colpo di coda del virus che ci aspettiamo e ci sarà. Da quanto questo colpo di coda sarà pesante. Per ora - conclude - mi pare giusto così: proteggiamo i vulnerabili e gli anzianotti come me".

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