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Covid, Rezza: "Ondate dovute ad allentamento misure"

26 febbraio 2021 | 17.07
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"Rt poco inferiore a 1, incidenza resta elevata"

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(Fotogramma)

"L'Rt medio a livello nazionale è ancora di poco al di sotto di 1, a 0,99", ma "l'incidenza tende a rimanere elevata, non si sgonfia il serbatoio di infetti e questo è un problema". Lo ha spiegato il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, in conferenza stampa al dicastero sull'analisi settimanale dell'andamento di Covid-19 in Italia. "Con un Rt di quasi 1 - ha precisato il Dg - la mezza buona notizia è che non cresce l'epidemia". Ma "la mezza brutta notizia è che comunque, se l'incidenza è elevata, un Rt di 1 ci dice che un numero di mille casi genera altrettanti casi". Ecco perché l'obiettivo deve essere quello di ridurre l'incidenza dei contagi.

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Oggi in Italia, spiega Rezza, "la popolazione suscettibile" al coronavirus Sars-CoV-2 "è ancora molto ampia. Quindi il virus è libero di correre". A livello europeo continua la "fase di transizione epidemiologica". Nel dettaglio in Italia è evidente l'andamento della curva a ondate. Ma, puntualizza Rezza, "fatico a chiamarle ondate perché qui l'incidenza varia a seconda della pressione degli interventi. Abbiamo ondate" di Covid-19 "perché applichiamo interventi che abbassano l'incidenza" dei nuovi contagi, "e appena si allentano le misure è naturale che questa incidenza si rialzi, proprio perché la popolazione suscettibile è ancora molto ampia".

SCUOLE - Rezza spiega che "oggi vediamo focolai nelle scuole che potrebbero essere conseguenza della diffusione delle varianti che infettano di più bambini, senza però sintomi gravi. L'infezione però decorre in maniera blanda nei bambini che tendono ad essere più infettati rispetto a quanto accadeva con i ceppi originali", afferma Rezza, aggiungendo che "il tasso d'incidenza in età scolastica tende a crescere soprattutto al di sopra degli 11 anni. Non è un incremento drammatico per fortuna ma c'è, ci sono dei cluster soprattutto dove ci sono le varianti". Inoltre, "abbiamo una diminuzione dell'età importante che dimostra, spero, gli effetti della campagna vaccinale nelle persone anziane e nelle Rsa che sono state le prime ad essere vaccinati".

VACCINO - Quanto alla vaccinazione, "bisogna stare molto attenti: quando ci si vaccina non è che l'effetto c'è subito, un giorno dopo, 2 o 3 giorni dopo. Magari" dopo la somministrazione "c'è la tendenza a un rilassamento dei comportamenti. Non è provata, ma è intuibile che possa esserci. Bisogna prestare molta attenzione". Rezza invita dunque i vaccinati alla cautela, sottolineando che "negli operatori sanitari abbiamo avuto qualche incremento" dei contagi, "dovuto a focolai che ci sono stati in aree in cui hanno circolato delle varianti" di Sars-CoV-2 "come la brasiliana", focolai che "però fortunatamente sembra che siano stati bene arginati".
"Le persone con meno di 80 anni che soffrono di patologie come quelle oncologiche sono "una categoria che deve avere priorità ed è destinata a essere vaccinata, secondo il parere del Consiglio superiore di sanità ripreso dal ministero della Salute, con un vaccino a mRna. Sono state riformulate dal ministro Speranza le raccomandazioni ad interim, ma è necessario un passaggio in Conferenza Stato-Regioni. Nel giro di pochi giorni avremo queste raccomandazioni". Lo ha annunciato Gianni Rezza,

VARIANTI - "Da epidemiologo non nascondo la preoccupazione per l'evoluzione dell'epidemia. Non dobbiamo fare allarmismo ma dobbiamo tenere molto alta la guardia, dove c'e' bisogno si deve intervenire tempestivamente e anche duramente", precisa il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute. "Soprattutto dobbiamo fermare le varianti - aggiunge - quindi ora servono contenimento e vaccinazioni. Dobbiamo vaccinare presto e bene. E dobbiamo mitigare l'andamento della variante inglese, la più diffusa". dati sullo studio delle varianti saranno pronti l'uno o il 2 marzo". "Al momento sono state fatte due indagini veloci, cosiddette flash survey - aggiunge Rezza - oltre ad aver stimolato una costante sorveglianza epidemiologica e molecolare dell'epidemia" nelle regioni.

MISURE - "Contieni e vaccina", la strategia che occorrerà adottare contro le varianti del coronavirus Sars-CoV-2 secondo Rezza. "Abbiamo regioni - ha spiegato - in cui vediamo focolai che rappresentano motivi di preoccupazione perché molti di questi sono dovuti alla circolazione di varianti che corrono di più. E' logico che da epidemiologo non posso che esprimere una certa preoccupazione circa l'evoluzione dell'epidemia in questo momento. Dobbiamo tenere molto alta la guardia e intervenire, dove serve, tempestivamente e anche duramente". "Dobbiamo fermare le varianti come quella sudafricana e brasiliana con il contenimento", con le zone rosse dunque. "E' possibile farlo - assicura Rezza - Quindi direi che la strategia è: contieni e vaccina. Dobbiamo mitigare così l'andamento per esempio della variante inglese: sappiamo che diventerà dominante nel giro di pochissimo tempo, ma sappiamo che possiamo contrastarla col vaccino e con un'opera costante di mitigazione e su questo dobbiamo essere molto attenti e pronti".

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