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Covid Veneto, Zaia: "Rischio zona gialla, appesi a un filo"

03 dicembre 2021 | 13.04
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Il governatore: "Superiamo parametri per incidenza e terapie intensive"

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Il Veneto rischia il passaggio da zona bianca a zona gialla. "Siamo appesi ad un filo", dice il governatore Luca Zaia snocciolando i dati covid rilevati su base settimanale. "L'incidenza è a 317,1 casi su 100mila abitanti, l'incide Rt è a 1,39. L'occupazione delle terapie intensive è al 10%, quella in area non critica è all'8%. "Superiamo i parametri per il passaggio in zona gialla per l'incidenza e le terapie intensive. La soglia per l'area non critica è al 15%, noi siamo all'8%. Siamo appesi ad un filo, la preoccupazione c'è", dice Zaia.

"Il passaggio di zona dal bianco al giallo è abbastanza morbido ma non è una passeggiata. Scatterebbe l'obbligo di portare la mascherina all'aperto, come già fanno molte persone. Si ridurrebbero a 4 i posti al tavolo al ristorante, non è una complicazione da poco nel periodo di Natale. Si riduce al 50% la capienza di cinema e teatri", aggiunge.

"Se dovessimo proiettare la media dei ricoveri degli ultimi 15 giorni, pian piano arriveremmo anche all'arancione e al rosso, ma non è prevedibile il comportamento del virus. Per questo investiamo molto sulla dose buster o terza dose, perché ci garantisce di essere abbastanza tranquilli sul rischio di ricoveri, perchè la vera sfida di questa tragedia si gioca dentro l'ospedale", afferma.

"Una battaglia che ha già cominciato a togliere posti letto a pazienti che ne avevano bisogno per altre patologie. I pazienti covid sono pazienti complicati: sono come "radioattivi", chi interagisce con loro, ad esempio, deve mettere in atto procedure che paralizzano reparti interi. Per non parlare della divisione dei pazienti covid e non Covid nei reparti. La sfida è negli ospedali", ribadisce.

"I Covid Hospital non sono stati riaperti, al momento, ma siamo pronti, se servisse, ad aprire i 7 ospedali chiusi, dismessi, che abbiamo però tenuto manutentati, in ordine, per qualsiasi esigenza, sono 700 posti letto. Ad esempio Noale, e Valdobbiadene sono stati utilizzati in passato. In questo momento non serve. Sull'apertura dei covid Hospital affrontiamo l'idea, ma solo in relazione alla crescita delle terapie intensive,dobbiamo però vedere l'evoluzione. In ogni caso, abbiamo già il nostro piano, sempre legato alle diverse fasi", spiega ancora.

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