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Ricavi globali in crescita del 4,3%

Cresce il mercato digitale della musica, successo dei servizi abbonamento

19 marzo 2014 | 19.11
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Nel 2013 il crescente interesse degli appassionati di musica verso i servizi in streaming e, più in generale, verso forme di abbonamento online ha contribuito a guidare la crescita del fatturato in gran parte dei maggiori mercati di musica, con ricavi globali in crescita del 4,3%.

IL MERCATO - Il mercato musicale statunitense è stabile mentre l'Europa, per la prima volta dopo 12 anni, registra una crescita in tutti e cinque i maggiori mercati: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito. In America Latina si osserva addirittura un aumento dei ricavi totali dell'1,4% con un grande contributo della musica digitale a dispetto al calo dei ricavi del mercato fisico.

IL REPORT - Il Digital Music Report dell'IFPI mostra poi che il mercato musicale globale offre ai consumatori una gamma sempre più diversificata di servizi musicali legali. I ricavi da servizi in abbonamento e in streaming sono aumentati del 51,3% raggiungendo per la prima volta, a livello mondiale, la soglia del miliardo di dollari. Se si esclude il Giappone, i ricavi complessivi del mercato della musica registrano ancora un calo dello 0,1%.

IL FATTURATO - ''Nonostante la difficile situazione in Giappone - ha dichiarato Frances Moore, amministratore delegato dell'IFPI - l'industria discografica a livello mondiale è in un momento positivo. I fatturati sono tornati a crescere nella maggior parte dei mercati. I servizi in streaming e in abbonamento sono floridi e i consumatori hanno a disposizione una scelta di servizi molto più ampia rispetto al passato. Inoltre, la musica digitale sta assumendo un ruolo sempre più chiaro e riconosciuto dal momento che le case discografiche, grazie ai ricavi da servizi digitali legali in tutto il mondo, iniziano a sfruttare l'enorme potenziale dei mercati emergenti''.

GLI ABBONAMENTI - Il mercato musicale digitale, grazie a fatturati provenienti da servizi in abbonamento come Deezer e Spotify, è cresciuto fino a sforare la soglia del miliardo di dollari. I ricavi mondiali dovuti ai servizi in streaming, sia in abbonamento che ad-based, costituiscono infatti il 27% del fatturato digitale mondiale, rispetto al 14% del 2011. Attualmente, si calcola che più di 28 milioni di persone nel mondo paghino per un abbonamento a servizi musicali digitali, rispetto ai 20 milioni del 2012 e ai soli 8 milioni del 2010.

LE LICENZE - Le case discografiche sono sempre più propense a concedere licenze a nuovi servizi di musica online. L'industry spera e si aspetta che questi servizi si diffondano rapidamente in tutto il mondo: esistono circa 450 servizi autorizzati a livello internazionale, compresi i servizi globali come Spotify, che ha ampliato in 38 nuovi mercati nel 2013, Deezer, Google Play e servizi regionali come Muve negli USA e in Asia KKBOX.

IL DOWNLOAD - I download digitali restano un driver fondamentale per i ricavi, rappresentando due terzi del fatturato di musica digitale (67%). La vendita di copie fisiche continua a rappresentare una quota rilevante del fatturato in gran parte dei maggiori mercati. Queste rappresentano più della metà (51,4%) del fatturato mondiale, rispetto al 56% del 2012. Anche se a livello mondiale le vendite di copie fisiche sono calate dell'11,7% nel 2013, i mercati principali tra cui Germania, Italia, UK e US hanno visto un rallentamento nel tasso di decrescita delle vendite di copie fisiche. In Francia le vendite fisiche sono addirittura aumentate dello 0,8% grazie al boom del repertorio locale.

I DIRITTI - Anche i ricavi provenienti dai diritti di performance - generati da servizi radio, internet e location di eventi - hanno visto una crescita significativa. Gli introiti provenienti dal pagamento di diritti alle case discografiche hanno raggiunto, per la prima volta nel 2013, la soglia del miliardo di dollari. Questo ha determinato un aumento del 19%, raddoppiando il tasso di crescita rispetto al 2012 e segnando una crescita di fatturato mondiale pari al 7,4%. Gli incassi provenienti da accordi di sincronizzazione, ossia per la musica utilizzata in spot, film o programmi televisivi, sono diminuiti del 3,4% nel 2013 e adesso rappresentano il 2,1% del fatturato mondiale del settore.

Un tema fondamentale del report è l'enorme potenziale dei mercati emergenti, che deriva dalla diffusione, negli ultimi tre anni, dei servizi legali di musica digitale. Molti mercati minori iniziano a vedere un aumento significativo del fatturato, dal momento che i canali digitali offrono nuove opportunità nei Paesi che avevano una debole rete di vendita fisica.

GLI ARTISTI - Rispettando la crescente diversificazione dei canali digitali, a gennaio 2014 l'IFPI ha pubblicato la classifica annuale degli 'Artisti più ascoltati'. Questa tiene in considerazione la popolarità degli artisti sui vari canali, includendo sia gli ascolti dei servizi in streaming come YouTube e Spotify che quelli degli store musicali digitali che, infine, le vendite fisiche. Al primo posto si è classificata la band irlandese degli One Direction, spinta dal successo del terzo album 'Midnight Memories' e dei due singoli più famosi 'Best Song Ever' e 'Story of My Life'. La classifica resa nota a gennaio vede gli One Direction al primo posto anche tra i migliori album del 2013 con 'Midnight Memories'.

Al primo posto della classifica mondiale dei singoli più ascoltati nel 2013 troviamo 'Blurred Lines' di Robin Thicke, il cantante canadese che con l'omonimo album 'Blurred Lines' ha scalato le classifiche di 14 Paesi.

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