Capotreno ucciso a Bologna, fermato l'uomo ricercato per omicidio

Fermato il 36enne croato Marin Jelinic, un senza fissa dimora che sarebbe già noto per aver creato problemi in stazioni ferroviarie

Il capotreno ucciso e - a sinistra - Jelenic
Il capotreno ucciso e - a sinistra - Jelenic
06 gennaio 2026 | 08.53
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E' stato fermato l'uomo ricercato per l'omicidio del capotreno 34enne Alessandro Ambrosio. Si tratta di un 36enne croato, Marin Jelinic, un senza fissa dimora e legami sul territorio italiano, identificato grazie all'aiuto delle telecamere, già noto per precedenti relativi al porto di armi da taglio e per aver creato problemi in stazioni ferroviarie. L'uomo è stato fermato a Desenzano sul Garda.

Jelenic ieri era salito sul treno regionale da Bologna per Milano. Risultato molesto e aggressivo, intorno alle 20, era stato fatto scendere dal treno alla stazione di Fiorenzuola (Piacenza) e affidato alle forze dell'ordine. Il 36enne è stato quindi identificato e poi rilasciato poiché in quel momento non era stata ancora diffusa la nota di rintraccio.

Ambrosio è stato accoltellato a morte mentre andava a prendere la sua auto nel parcheggio riservato ai dipendenti delle ferrovie nei pressi della stazione centrale di Bologna, probabilmente raggiunto alle spalle mentre camminava in un vialetto.

Il delitto

Jelenic è stato ripreso mentre si aggirava nell'atrio della stazione di Bologna intorno alle 18. Un filmato di pochi secondi diffuso dalla polizia, ha mostrato il croato camminare tra i viaggiatori, vestito con pantaloni neri, una felpa grigia con il cappuccio, giacca e sciarpa. A quanto si apprende, le immagini sarebbero successive all'omicidio di Ambrosio: dunque il ricercato sarebbe rientrato in stazione dopo aver accoltellato il capotreno per poi darsi alla fuga.

In un altro video si vede l'uomo seguire la vittima dopo il suo arrivo in stazione per un lasso di tempo significativo e apparentemente senza motivo.

L'addio degli amici: "Era un gran chitarrista e uno di noi"

"Ambro era uno di noi. Ambro era un gran chitarrista. Ambro era tante altre cose", il ricordo del Centro Culturale Anzolese. Ambrosio, residente a Calcara di Valsamoggia, suonava spesso con gli altri attivisti del Centro, che frequentava assiduamente.

"Completamente irrazionale pensare che una vita possa spegnersi così - si legge in un post sulla pagina Facebook del centro corredato da una foto di Ambrosio alla chitarra - Una vita di un ragazzo, di un uomo vissuta con estrema gentilezza, di una educazione fuori dal comune, ma soprattutto con goliardia e ironia". Ambro "era con noi al concerto dei 1 maggio, era con noi il maggio dell’anno precedente al concertone di chiusura della Fabbrica di Apollo, era con noi in sala prove, è stato con noi ogni qualvolta gli è stato chiesto il proprio contributo, rimarrà sempre con noi. Ripetiamo ancora, non può spegnersi una vita in questo modo", concludono gli amici di Ambrosio, esprimendo "sentite condoglianze alla famiglia, un abbraccio forte da parte di tutto il Centro Culturale Anzolese".

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