Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che rappresentano la difesa di Alberto Stasi, ospiti insieme all'ex generale dei Ris di Parma a "Lo Stato delle Cose" su Rai 3 dopo la chiusura delle nuove indagini su Sempio
Faccia a faccia ieri sera nel corso della trasmissione "Lo Stato delle Cose" su Rai 3 - condotto da Massimo Giletti - tra gli avvocati di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, e l'ex generale dei Ris di Parma, Luciano Garofano.
Il tutto a poche ore dal comunicato della Procura di Pavia che annunciava la chiusura delle nuove indagini su Andrea Sempio e il delitto di Garlasco, insieme ad una serie di novità, tra cui l'assenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali della famosa bicicletta di Stasi, al momento unico condannato in via definitiva per l'omicidio consumatosi nella villetta di via Pascoli il 13 agosto del 2007. Ma la Procura ha aggiunto anche che i RIS nascosero i risultati proprio sui pedali della bici: ci furono due risultati negativi e mai comunicati.
Ad un certo punto della trasmissione, Garofano accusa Giada Bocellari di essere "scorretta, non faccia affermazioni così roboanti", mentre l'avvocato incalza: "Voi avete smontato i pedali, avete fatto 15 campionamenti per dimostrare la natura ematica". Garofano controbatte: "Legga tutti gli atti, non abbiamo mai scritto che quello fosse sangue. Quale motivo ci poteva essere nel nascondere qualcosa nel momento in cui i periti e i consulenti discutevano tra di loro?".
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— Garlasco Channel (@GarlascoChannel) September 28, 2026
"Questo non devo spiegarlo - replica Bocellari - ma le ricordo che come la traccia sulle unghie non valeva niente anche la traccia sui pedali vale zero". Infine, interviene De Rensis: "Io ho una certezza: sa chi indagherà moltissimo su cosa avete fatto? Il comando generale dell'Arma dei Carabinieri". Garofano a questo punto conclude: "Lo faccia, io sono serenissimo, non avevamo nessun interesse a nascondere le cose. Mi sembra che state amplificando tutto".
Ancora De Rensis: "Io credo che sia arrivato il momento per tutti di avere un po' di dignità perché qui c'è un ballo non solo un caso giudiziario ma qualcosa di più, l'Arma dei carabinieri che potrebbe essere stata oltraggiata, oltre alla morte della povera Chiara e un ragazzo di 24 anni che si è fatto 11 anni di carcere".