Obiettivo capire l'impatto di un fattore di rischio modificabile
Negli Stati Uniti, circa il 13% dei casi di demenza (1 su 8) tra gli anziani potrebbe essere attribuibile all'insonnia. E' il risultato di uno studio del Massachusetts General Hospital di Boston, pubblicato sul 'The Journals of Gerontology: Series A'. I ricercatori hanno utilizzato i dati del National Health and Aging Trends Study (Nhats) del 2022 per classificare l'insonnia come 'insonnia iniziale', 'di mantenimento' o entrambe, e poi hanno identificato il probabile rischio di demenza negli over 65 utilizzando algoritmi consolidati. L'obiettivo dello studio è stato quello di identificare l'insonnia come "un plausibile fattore di rischio modificabile per la demenza". Questo perché "quantificare il suo impatto a livello di popolazione - suggeriscono gli scienziati - potrebbe fornire indicazioni utili per definire strategie volte a ridurre il rischio di demenza tra gli anziani negli Stati Uniti".