Giunti riscopre il racconto dello scrittore fiorentino in occasione della Festa nazionale delle Librerie e avvia le iniziative per celebrare i 200 anni dalla sua nascita
Si intitola "Pipì, lo scimmiottino color di rosa": è il piccolo capolavoro firmato da Carlo Collodi che Giunti riscopre e ripubblica in occasione della Festa nazionale delle Librerie, che si tiene sabato 24 ottobre all'insegna dello slogan '80VogliaDiLibri', promossa da Ali, l'Associazione Librai Italiani, per celebrare i suoi 80 anni e il ruolo delle librerie come luoghi di incontro, relazione e scoperta. La scelta non è casuale e avviene a un mese esatto dalla ricorrenza dei 200 anni (il prossimo 24 novembre) dalla nascita dell’autore fiorentino che resta lo scrittore italiano più tradotto nel mondo.
"Pipì, lo scimmiottino color di rosa" (12, 90 euro, 128 pagine), uscito quattro anni dopo "Pinocchio" è un'opera di Collodi sempre rivolta al pubblico dei giovani lettori. Il lungo racconto narra la vicenda del più piccolo di cinque fratellini scimmia che vivono nel bosco meraviglioso di Vattel’a pesca. E a differenza dei fratelli, che hanno il pelo marrone, Pipì è ricoperto da un manto rosa-vermiglio (nell’idioma dei primati significa appunto «color di rosa»). È dotato di un «musino vispo e intelligente», scrive Collodi. È poco rispettoso delle regole, divertente e molto, molto intelligente… La sua più grande passione: scimmiottare tutto quello che vede fare agli uomini (gli effetti comici sono molteplici e non sono passati di moda). Il libro sarà disponibile in anteprima per tutti i clienti delle librerie Giunti al Punto sabato prossimo venturo.
L’edizione è completata da un racconto del comico Fabrizio Biggio e da una recensione d’autore di Pietro Citati. La copertina d’autore è firmata da Sergio Olivotti, Premio Andersen 2025. È l’inizio di una serie di iniziative che l’editore fiorentino mette in cantiere per celebrare un autore la cui fortuna non ha pari al mondo. "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi sono infatti diventate icona dell’immaginario, restano un gioiello della letteratura e, non c’è possibilità di fraintendimento, sono il libro italiano più tradotto all’estero. Più della Commedia di Dante, più delle opere di Giovanni Guareschi, più del grande romanzo di Umberto Eco, Il nome della rosa. Il numero totale di lingue in cui è stata pubblicata la storia del burattino più amato al mondo è 260. In ordine alfabetico: si va dall’armeno al taiwanese (in mezzo ci sono il catalano, il basco, il dialetto milanese, l’afrikaans e perfino l’esperanto…). Da via Rondinelli, in Firenze, Carlo Collodi ha saputo raggiungere, come ha scritto Antonio Faeti, «gli Eterni del Sogno». Dai muri e dalla carta il suo personaggio è passato ai disegni, ai graffiti, alle campiture, alle sculture, alle grafiche, alle riproduzioni cinematografiche, da piccolo abbozzo ha compiuto un viaggio senza eguali. Omaggio consapevole e sentito, Pipì, lo scimmiottino color di rosa è il tributo a uno scrittore che non ha tempo e che non accenna a tramontare. La cui opera resta un dono e aspetta sempre un nuovo lettore, il prossimo.