Il 19 e 20 febbraio il Centro Internazionale di Studi Rosminiani di Stresa conclude le celebrazioni del 50esimo anniversario dalla morte del suo fondatore
'Michele Federico Sciacca - Attualità di un pensatore al 50° anniversario della morte', questo il titolo del convegno, con cui il Centro Internazionale di Studi Rosminiani di Stresa conclude le celebrazioni del 50esimo anniversario dalla scomparsa del suo fondatore, il filosofo Michele Federico Sciacca (Giarre, Catania, 1908 - Stresa 1975). Il convegno si terrà a Milano, presso i Musei Diocesani 'Carlo Maria Martini', il 19 e 20 febbraio. Nelle due giornate si intende ripercorrere lo sviluppo del pensiero del filosofo giarrese seguendo le grandi tappe della sua vita: dalla tesi sul filosofo inglese Thomas Reid al riavvicinamento al tomismo, passando per sant’Agostino e Antonio Rosmini. E proprio a quest’ultimo Sciacca dovette la sua conversione filosofica e religiosa avvenuta negli anni ‘30.
Studioso attento e rigoroso, tanto da essere considerato il più significativo tra i filosofi italiani del XX secolo - si legge in una nota di presentazione dell'evento - Sciacca fu docente, già in età giovanissima, prima a Pavia e poi a Genova. Amava definirsi uomo di scuola: "Accademico no, uomo di scuola sì per la mia vocazione inequivocabile all’insegnamento, alla comunicazione e al dialogo... Non posso fare a meno di comunicare con gli altri, con i giovani". Sciacca fu autore di circa settanta volumi, tradotti nelle principali lingue europee: sentiva come una necessità fecondare degli spiriti, suscitare problemi e sentirsi fecondato dagli altri. Anima inquieta e assetato di verità, trovò nella filosofia di Rosmini sistematicità, chiarezza, profondità. Prese le mosse dal pensatore roveretano per fondare la propria filosofia dell’integralità. Riconobbe la grandezza del Maestro tanto da restituirgli il posto che gli spettava nell’ampio dialogo culturale del primo Novecento. Lavorò con audacia al primo centenario della morte di Rosmini, chiamando i più autorevoli esponenti del mondo culturale di allora; fondò nel 1966 il centro internazionale di studi rosminiani: luogo deputato all’approfonditamente della teoresi rosminiana; istituì nel 1967 la Cattedra Rosmini, per facilitare il confronto e il dialogo tra la filosofia del Roveretano e le filosofie; diede inizio nel 1973 all’edizione nazionale e critica delle opere edite e inedite di Rosmini.
Durante il convegno relatori di fama nazionale ricorderanno la sua rete di rapporti personali e amicizie coi più grandi esponenti del mondo culturale del ‘900, e metteranno in luce le sue molteplici attività, fra cui la fondazione e animazione di centri culturali tuttora fiorenti (Stresa, Bolzano e Merano) e riviste scientifiche ancora oggi in corso (Giornale di metafisica, Humanitas, Città di Vita, Rivista Rosminiana). Prendendo spunto dal pensiero e dall'eredità di Sciacca, il convegno intende riaffermare l’importanza della cultura cattolica e, più in generale, del dialogo tra Chiesa e mondo contemporaneo, nel panorama dei secoli XX e XXI. Sciacca, così come Rosmini e altri pensatori cattolici, possono costituire uno strumento per un 'ponte' con le filosofie e i pensieri moderni e postmoderni, e con la società occidentale attuale figlia del pensiero debole, del post-umanesimo e dell'ateismo moderno.