Romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, la selezione dell'Adnkronos
Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos.
È in libreria con Rizzoli 'Cara Istanbul' di Serra Yilmaz. "Chissà se è la sorte di chi nasce in una città come Istanbul quella di sentirsi a casa in due luoghi diversi. Chissà se è stata la mia città a ispirarmi questa via. O forse doveva solo capitare così nel mio destino. Lo chiederò la prossima volta in cui mi leggeranno i tarocchi. O magari la risposta spunterà fuori dai fondi del mio prossimo caffè". Come si racconta la città dell’infanzia, soprattutto quando quella città è Istanbul, luogo leggendario e carico di storia? Serra Yilmaz sceglie di farlo affiancando, come in un album di ricordi, i quartieri, le strade, le case in cui ha vissuto, quando Istanbul già enorme aveva solo un milione di abitanti, e non venti come oggi. Leggendo queste pagine sembra di ascoltare una voce che, accanto alla stufa di maiolica in un inverno rigido o affacciata in una calda serata a una terrazza sul Bosforo, ricostruisce e fa rivivere le voci e gli odori di un angolo di mondo che come pochi altri è stato travolto e mutato dal progresso e dal turismo. La voce, inconfondibile, è quella di Serra, attrice turca tra le più celebri, amatissima dal pubblico italiano, che l’ha conosciuta sul grande schermo nei film di Ferzan Özpetek.
In questa sorta di "autobiografia attraverso persone, case e quartieri" scopriamo così le lunghe estati dalla nonna nella sponda asiatica della città, tra spiagge e giardini; il rapporto coi genitori, le amicizie e gli amori di gioventù, le prime esperienze di lavoro, l’emergere della passione per la Francia, per l’Italia, per il teatro, e ancora le partenze e i ritorni da un luogo "il cui ricordo è inscindibile dalla possibilità di qualunque racconto". Il tutto ben condito da un’ironia caustica, da aneddoti picareschi, anelli smarriti e ritrovati, donne senza ombelico, da una certa superstizione levantina contro il malocchio, da un ritmo magmatico e incalzante e, perché no, da qualche ricetta tipica (la cucina è per Serra una passione antica).
In questa sorta di "autobiografia attraverso persone, case e quartieri" scopriamo così le lunghe estati dalla nonna nella sponda asiatica della città, tra spiagge e giardini; il rapporto coi genitori, le amicizie e gli amori di gioventù, le prime esperienze di lavoro, l’emergere della passio- ne per la Francia, per l’Italia, per il teatro, e ancora le partenze e i ritorni da un luogo "il cui ricordo è inscindibile dalla possibilità di qualunque racconto". Il tutto ben condito da un’ironia caustica, da aneddoti picareschi, anelli smarriti e ritrovati, donne senza ombelico, da una certa superstizione levantina contro il malocchio, da un ritmo magmatico e incalzante e, perché no, da qualche ricetta tipica (la cucina è per Serra una passione antica).
'Le ragazze sono andate via' di Giulia Fazzi
Mondadori manda in libreria 'Le ragazze sono andate via' di Giulia Fazzi. Modena, 1989. Un gruppo di ragazze si abbraccia nella foto di classe. Sono tutte bellissime nelle loro magliette con le spalline, i jeans chiari e le Superga ai piedi, le dita sporche dell’inchiostro con cui hanno appena firmato le dediche sul diario. Sorridono, mentre si affacciano a un domani pieno di promesse: l’estate è dietro l’angolo, c’è l’università da immaginare, la provincia da lasciarsi alle spalle per scoprire finalmente il mondo. Nello scatto, però, ne manca una. Si è persa? Qualcuno le ha fatto del male? In quegli anni Modena è una città cattiva: l’eroina ha invaso le strade, le ragazze non sono più al sicuro. Anche quelle che la città la conoscono come le loro tasche, quelle che sanno che in certi posti non possono più starci, specialmente quando fa buio. Simona pensa solo a quando sarà grande abbastanza per andarsene lontano, dietro la sua incrollabile ambizione. Federica se ne va in giro con le cuffie sulle orecchie, gli U2 a tutto volume per non sentire l’eco delle liti fra i genitori.
Arianna resta ferma alla stazione degli autobus, con quegli amici che a sua madre non sono mai piaciuti, il blocco da disegno sempre nello zaino. Tutte e tre sono alle prese con la difficoltà di diventare adulte in un mondo pronto a lasciare indietro le sue figlie più fragili. Giulia Fazzi esplora il lato oscuro della provincia italiana in un romanzo corale, che dà voce alle ragazze, ai loro sogni, alle loro paure. Una storia dolce e crudele, come solo la giovinezza sa essere.
Giulia Fazzi è nata in provincia di Modena nel 1972. Ha pubblicato i romanzi Ferita di guerra (Alberto Gaffi Editore) e Per il bene di tutti (Il Saggiatore). Suoi racconti sono apparsi nelle raccolte Lettere ai politici (Fazi), Tutti giù all’inferno (Giulio Perrone), Laboriosi oroscopi (Ediesse).
'Memory Girl' di Anna Praderio
Arriva con Gallucci sugli scaffali 'Memory Girl', il primo romanzo della giornalista di cinema del Tg5 Anna Praderio. Clarice ha venticinque anni e una passione per le storie. Quelle degli altri - fa la giornalista - e le proprie, in forma di ricordi anche dolorosi e fotografie dentro una scatola. L’ultima: un grande amore finito. In una magica notte alla Mostra del Cinema di Venezia, con una diva hollywoodiana che le chiede aiuto e una canzone di Amy Winehouse in testa, scopre di avere un dono: un potere inspiegabile, capace di svelare verità e accendere speranze.
Missione dopo missione, al passo di 'La La Land' e con la grazia di 'Colazione da Tiffany', in bilico tra concretezza e sogno, Clarice, supereroina della realtà, e i suoi due amici e aiutanti, Michele e Luna, combattono una quieta ma ostinata battaglia per la giustizia. Fa da set una Milano romantica e cinematografica di giardini segreti e balli in maschera che risuona della voce di Timothée Chalamet e delle battute di film intramontabili.
Tra fiaba femminista e urban fantasy, rom-com brillante e romanzo di formazione, 'Memory Girl' è una storia di empowerment attualissima, attraversata dall’amore per il cinema: una mappa di citazioni, ricordi e consapevolezze con cui Clarice si orienta per costruirsi – ancora prima di un futuro – un suo posto qui, ora. Con l’invincibile leggerezza di un musical e della vita quando è ancora tutta da vivere.
'Costruire un santo. Carlo Acutis influencer di Dio nell'Italia contemporanea' di Tonino Ceravolo
Carlo Acutis è stato definito 'l’influencer di Dio', 'il santo di internet', 'il beato millennial': simbolo di una santità che intreccia modernità e tradizione. Tonino Ceravolo ne parla nel saggio 'Costruire un santo. Carlo Acutis influencer di Dio nell'Italia contemporanea' pubblicato da Rubettino. Se da un lato usa il digitale come strumento di evangelizzazione, dall’altro si oppone da conservatore alle derive morali del suo tempo incarnando un profilo controcorrente. La sua vicenda, amplificata dai media e dai social, mostra il fascino di un santo vicino ai giovani ma radicato nell’ortodossia cattolica.
Eppure, dietro l’entusiasmo per la sua canonizzazione lampo, emergono interrogativi spinosi: quanto c’è di autentica spontaneità e quanto di costruzione agiografica e mediatica? Quanto ha inciso il ruolo della sua famiglia e dei biografi? E ancora: erano davvero così avanzate le sue competenze informatiche? E la sua teologia dell’eucaristia è davvero esente da dubbi? Ci troviamo di fronte, alla fine, a una costruzione della santità situata lungo il confine incerto tra l’autentica storia biografica e l’enfasi agiografica, tra la vita effettivamente vissuta e quella successivamente narrata.
'Circostanze incendiarie' di Amitav Ghosh
Sarà in libreria con Einaudi dal 19 febbraio 'Circostanze incendiarie' di Amitav Ghosh. Dalle isole Andaman e Nicobar devastate dallo tsunami del 2004 al Kashmir lacerato dal conflitto, dall’Afghanistan e dal Medio Oriente della 'guerra infinita' alle 'tentazioni imperiali' dell’Occidente dopo l’11 settembre, Ghosh compone un mosaico dei tumulti che hanno segnato la fine del Novecento e l’inizio del nuovo secolo.
Nei suoi viaggi è salito su una vetta ghiacciata al confine conteso tra India e Pakistan, ha intervistato la cognata di Pol Pot in Cambogia, ha condiviso l’euforia degli egiziani quando Nagib Mahfouz vinse il Premio Nobel e ha sostenuto i suoi vicini sikh minacciati durante i disordini seguiti all’assassinio di Indira Gandhi. In ciascuno di questi scenari, lo sguardo del narratore e quello del testimone si fondono, mentre la scrittura si interroga sul proprio potere e sulla propria responsabilità: cosa significa, oggi, scrivere in un mondo che brucia? Con la grazia del romanziere e la precisione dell’antropologo, Ghosh ci consegna una lezione urgente e radicale: anche nei tempi più bui la cura del linguaggio resta la prima forma di resistenza.
'Papa Leone XIV' di Elise Ann Allen
Robert Francis Prevost è il primo papa americano della storia. Quando, l’8 maggio 2025, il suo nome risuona in un’affollata piazza San Pietro, sono in molti a restare sorpresi. La sua elezione come Leone XIV inaugura una nuova fase per la Chiesa cattolica. Ma chi è il nuovo pontefice? E quali sono i temi che ne orienteranno il cammino? Nella biografia, 'Papa Leone XIV' ora in libreria con Mondadori, Elise Ann Allen, corrispondente vaticana traccia un ritratto inedito dell’uomo che oggi siede sulla Cattedra di San Pietro.
Lo fa attraverso i racconti delle persone a lui vicine, amici intimi e collaboratori che hanno avuto l’occasione di incontrarlo negli Stati Uniti, in Perù e a Roma, ma soprattutto attraverso le esclusive interviste che ha condotto con il Santo Padre. Ne emerge l’immagine di un uomo che, prima come priore agostiniano e poi come vescovo della diocesi peruviana di Chiclayo, povera e segnata da mille difficoltà, ha saputo svolgere pienamente il suo ruolo di pastore, capace di ascoltare i fedeli, di star loro accanto come una guida e come un fratello, senza paura di 'sporcarsi le mani' per aiutare il popolo ad affrontare le prove quotidiane.
Ed è lo stesso pontefice, con parole semplici e dirette, a ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita, dall’infanzia a Chicago alla formazione nell’Ordine di Sant’Agostino, dall’esperienza missionaria in America Latina, fino all’arrivo nel cuore della Città del Vaticano. Ma Leone XIV guarda anche avanti e apre più di uno spiraglio sul cammino di 'costruttore di ponti' che sta intraprendendo, ben consapevole delle sfide poste da un mondo polarizzato e bellicoso, sempre più dominato dall’intelligenza artificiale. Un documento eccezionale, in cui il nuovo papa condivide le sue priorità, le sue profonde convinzioni e la sua visione per il futuro della Chiesa e dell’umanità.
'Lina e il sasso' di Mauro Covacich
'Lina e il sasso' è il nuovo libro di Mauro Covacich che sarà in libreria con La Nave di Teseo. Lina è una bambina di nove anni, è diversa dai suoi compagni di scuola ma è capace di accendere il cosmo intorno a lei. Sua madre Elena, dopo la separazione dall’ex marito, la cresce nella periferia di Roma insieme al nuovo compagno, Max, uno scrittore in crisi. Max si affeziona a Lina, va a prenderla a scuola, le racconta le fiabe, la osserva complice dei suoi misteriosi comportamenti e, soprattutto, la difende dalle cattiverie del mondo.
Nel frattempo Carlotta, l’ex di Max, affianca alla sua carriera di colta intervistatrice di successo una vita parallela di trasgressivi incontri notturni, finché i due mondi non sembrano pericolosamente incontrarsi. Nell’impossibile equilibrio di queste forze, ogni piccolo accadimento può generare un terremoto che apre all’amore i corpi dei protagonisti, nella forma dolce di un mazzo di rose inviato da un ammiratore segreto, o in quella terribile di un marchio d’infamia.
Mauro Covacich compone un romanzo dalla geometria perfetta, una favola moderna sulle combinazioni imprevedibili dei sentimenti che riscrivono le nostre vite, rischiarata da una bambina la cui luce brilla, acceca, colpisce. Seguendo la scia di Lina, inevitabilmente, ci ritroviamo addosso un poco della polvere iridescente che semina tra queste pagine.
'L'inverno della levatrice' di Ariel Lawhon
Arriva sugli scaffali con Neri Pozza 'L'inverno della levatrice' di Ariel Lawhon. Maine, villaggio di Hallowell, una notte d’inverno del 1789. Il fiume Kennebec è quasi completamente ghiacciato, invaso da micidiali lastroni che tagliano come cristallo. Prima di chiudersi nella loro gelida prigione, le acque restituiscono il corpo di Joshua Burgess, con gli abiti che ancora lo avvolgono come petali di un grande tulipano appassito. A esaminare quel cadavere gonfio e martoriato viene convocata Martha Ballard, la levatrice del villaggio, colei che facilita le nascite, che ascolta i corpi dei malati e se ne prende cura.
E il corpo di Joshua Burgess parla, e dice che la morte non è arrivata solo per acqua, ma anche per corda: qualcuno potrebbe aver impiccato Burgess, prima di gettarlo nel Kennebec. Anche se poi il dottore, dall’alto della sua competenza, esprime il suo parere contrario e senza appello: è stato un incidente. Burgess, tuttavia, non può essere morto per una banale imprudenza. Oltre a Martha, in tanti pensano che meritasse una punizione, soprattutto dopo l’oltraggiosa violenza ai danni della giovane Rebecca. Martha aveva raccolto per prima quella terribile confidenza e l’aveva trascritta nel suo diario, come sempre fa con i racconti che le vengono affidati: perché non vadano perduti, perché le mura di casa non proteggono le madri, le sorelle, le figlie. Comincia così un’estenuante ricerca della verità per la levatrice Martha Ballard, armata solo delle sue parole contro i pregiudizi di una società che non intende ascoltarle. Con una prosa tesa e delicata, Ariel Lawhon racconta di una donna indomita e della sua instancabile battaglia per la giustizia. Un’eroina misconosciuta, mai finora celebrata, che ebbe l’ardire di levarsi in difesa dei più deboli, cambiando per sempre la storia di un’America che stava ancora muovendo i suoi primi passi.
A volte, il mio lavoro mi porta ad ascoltare storie. Donne che si ritrovano a confessare peccati che non hanno commesso, ancora incredule che sia capitato proprio a loro. Così quel pomeriggio sono rimasta ad ascoltare Rebecca, in silenzio. Avevo due certezze: Rebecca doveva raccontarmi tutto e io dovevo scoprire chi andava punito per ciò che le avevano fatto. Ariel Lawhon è un’autrice pluripremiata di romanzi storici. Le sue opere sono state tradotte in oltre trenta lingue e selezionate da Good Morning America, Library Reads e One Book, One County. Fra i suoi libri precedenti, 'Il mio nome era Anastasia' (Piemme 2019) e 'Nome in codice Hélène' (Piemme 2023). 'L’inverno della levatrice', ispirato alla vicenda reale di Martha Ballard, è stato un New York Times bestseller e libro dell’anno per NPR. Lawhon vive a Nashville, Tennessee.
'Applausi e sputi' di Vittorio Pezzuto
In occasione dell'uscita della serie tv 'Portobello' di Marco Bellocchio e del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, Piemme pubblica una nuova edizione aggiornata di 'Applausi e sputi' di Vittorio Pezzuto, un libro fondamentale per conoscere la vita e soprattutto le vicende giudiziarie di Enzo Tortora, penna caustica e corrosiva, uomo di spettacolo a tutto tondo, autore radiofonico e teatrale, padre della tv moderna. Una carriera esplosiva, costellata di successi. Una fama di innovatore geniale, conquistata a colpi di creatività e talento. Poi nel 1983 la caduta, quando viene accusato di associazione per delinquere di stampo camorristico e spaccio di droga.
È l'inizio della sua seconda vita. Si ritrova, innocente, in carcere. Potrebbe essere l'inizio della fine e invece decide di reagire, conducendo insieme al Partito Radicale una grande battaglia politica che lo porterà al Parlamento europeo e a promuovere il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati. Arriverà l'assoluzione, con formula piena. E il "caso Tortora" diventerà il simbolo della malagiustizia. Come ammette Davide Giacalone nella prefazione, "con queste pagine Vittorio Pezzuto ci rimette davanti agli occhi non soltanto Enzo Tortora, ma noi stessi e quel che di marcio c'è nella furbesca ipocrisia della celebrazione senza redenzione. Se leggerle vi produrrà del dolore è segno che siete sulla via della guarigione". (A cura di Carlo Roma)