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Da balistica a genetica forense, Polizia Scientifica spiegata agli studenti

22 gennaio 2020 | 19.14
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Al Palazzo dei Congressi di Roma il capo della polizia Franco Gabrielli

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Dalla ricerca e individuazione delle tracce sulla scena del crimine alle analisi sui reperti. Balistica, genetica forense, chimica e meccanica ma non solo. Sono molti gli ambiti di conoscenza al servizio della Polizia Scientifica. Aspetti che sono stati spiegati e trasmessi a studenti delle superiori, che hanno partecipato all'evento 'Virtute e Canoscenza', organizzato in occasione della prima Giornata della Polizia Scientifica per le scuole al palazzo dei Congressi di Roma e in contemporanea in tutte le sedi dei Gabinetti Regionali e Interregionali di Polizia Scientifica d'Italia.

Sono 113 i laboratori della Scientifica in Italia che quotidianamente lavorano per la ricerca della verità e per svelare gli autori dei crimini. Sul palco il direttore del Servizio di Polizia Scientifica Luigi Rinella, che ha illustrato come l'Afis, la banca dati delle impronte contenga "16 milioni di reperti dattiloscopici" e come da un "tampone salivare" sia possibile estrapolare "in 90 minuti il profilo genetico" di una persona. Non meno importanti sono le analisi balistiche, che si avvalgono ad esempio della banca dati delle armi Ibis per verificare se sia stata utilizzata in altri crimini, dello Stub, analisi che viene eseguita su un sospettato per capire se sia proprio lui ad aver sparato.

A spiegare ai ragazzi l'importanza delle analisi sul Dna è stata Paola Asili, direttore tecnico superiore della Polizia Scientifica e genetista forense, che si è occupata in prima persona delle indagini sull'omicidio di Yara Gambirasio. ''In quel caso abbiamo usato un approccio di studio diverso, non ci siamo limitati solo a studiare il dna nucleare ma abbiamo studiato in particolare il cromosoma y che avevamo trovato sul corpo della vittima", ha spiegato e poi attraverso una lunga serie di passaggi siamo arrivati al profilo di ignoto 1.

Gianpaolo Zambonini, coordinatore del progetto Ibis 3d-Balistica 2.0, ha spiegato la complessità degli esami balistici che vanno dai ''segni lasciati da un’arma sui proiettili, alle polveri rilasciate, all'impatto del colpo su un oggetto e alla matricola". A sottolineare l'importanza della balistica sul palco Manuel Bortuzzo, giovane promessa del nuoto ferita da un colpo di arma da fuoco a Roma lo scorso anno.

"La balistica nel mio caso ha fatto la differenza - ha detto Bortuzzo - in un tempo record, grazie alla balistica, gli investigatori sono riusciti a risalire a chi mi ha sparato e li hanno catturati subito dopo. Per via del frammento di proiettile che mi è rimasto dentro non potevo sottopormi a una risonanza magnetica e invece grazie alla balistica gli esperti mi hanno assicurato che il frammento non è attivo e non avrebbe causato danni. Così ho potuto fare la risonanza magnetica e sapere che qualcosa poteva essere salvato e che quindi non è tutto perso".

Alla manifestazione, realizzata nell’ambito di un programma di comunicazione e formazione su sicurezza, cultura scientifica e legalità, organizzata dalla Direzione Centrale Anticrimine e finanziata dalla Regione Lazio e da un progetto europeo sul potenziamento del network italiano di balistica, ha partecipato il capo della Polizia Franco Gabrielli.

"La disciplina è competenza e apprendimento - ha detto il capo della Polizia Franco Gabrielli - Viviamo in un tempo nel quale qualcuno ha immaginato che 1 vale 1. L’uguaglianza è nella dignità della persona. La competenza credo debba essere un valore da salvaguardare insieme alla conoscenza. Dobbiamo rivalutare una parola desueta, la fatica dell’apprendere, dello studio e dell’impegno".

"Quello che avete visto non è uno spot pubblicitario", ha aggiunto Gabrielli rivolgendosi agli studenti presenti. "Le cose che abbiamo cercato di trasmettervi si possono riassumere con tre parole: competenza, passione e umanità", ha spiegato. "Quando ci sono competenza, passione e umanità si realizzano le cose che avete visto", ha ribadito Gabrielli. "La polizia che amo non è quella muscolare ma è quella che intercetta i bisogni e le necessità della gente", ha concluso Gabrielli.

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