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Enogastronomia: da panzerotto a piadina arriva mappa Street Food

04 luglio 2014 | 13.31
LETTURA: 3 minuti

Seconda edizione per la guida del Gambero Rosso.

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Focacce, panzerotti, bombette, piadine, frittatine, folpi, panini e chi più ne più ne metta. Ovvero alcuni dei più ghiotti cibi italiani. Sono i protagonisti della seconda edizione della guida Street Food del Gambero Rosso. Dal Piemonte alla Sardegna, una fotografia, insolita e gustosa, di un’Italia autentica custode di sapori che si perdono nella notte dei tempi. Storie molto spesso di famiglie che si tramandano i 'segreti' di generazione in generazione ma anche di grandi chef che decidono di aprire succursali itineranti delle proprie insegna gourmet. Qui i protagonisti non sono grandi locali ma chioschi, botteghe, paninerie e pulmini itineranti, dove l’importante è il sapore.

"La guida - spiega il Gambero Rosso in una nota - si inserisce nel fermento che ha travolto la cultura del cibo di strada all’italiana, cercando di fotografarne l’evoluzione nazionale. Il cibo di strada è infatti in uno stato di grazia in questo periodo e le api itineranti, i food truck e i mercati hanno cambiato volto arricchendosi di nuove creazioni che ripercorrono i sapori veri e autentici delle regioni".

Più di 100 nuovi indirizzi per un totale che supera le 400 segnalazioni, 20 ricette di cibi da strada tradizionali, una panoramica dettagliata dei mercati sparsi sul territorio, spaccato di veracità e vetrina di prodotti tipici. Novità di questa edizione i dolci da passeggio con in primis il gelato. Ritornano i 20 campioni regionali che meglio rappresentano nelle loro proposte la tradizione culinaria della regione e che la interpretano con formule moderne. E due premi speciali: il 'Panino dell’anno', omaggio allo spuntino per eccellenza, che è stato assegnato a Generi Alimentari Da Panino per 'Lo Speciale', e 'Street Food da chef', per la rivisitazione più originale di un piatto tipico dello street food, andato a Pino Cuttaia del ristorante La Madia di Licata (Agrigento) per il suo arancino con ragù di triglia e finocchietto selvatico.

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