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Dai fratelli Wright all'idrogeno: la tecnologia aerea si sposta sulla propulsione sostenibile

22 giugno 2021 | 07.03
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Elettrici, a idrogeno o al plasma i nuovi propulsori d'aereo hanno in comune lo sforzo per lo sviluppo di tecnologie a impatto climatico ridotto.

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- Da Apeleon.com

In principio furono i fratelli Wright nel 1903. Da lì l'aviazione è stata tutta proiettata in una rincorsa tecnologica verso la ricerca della velocità, ma anche della sicurezza e della comodità nel trasporto di merci e persone. A questo punto, anche per le tematiche ambientali che si sono decisamente spostate dal dibattito pubblico al settore produttivo e di sviluppo, le nuove tecnologie lavorano decisamente attorno alle questioni connesse ai motori e alle energie che spostano gli aerei.

Sono passati pochi mesi da quando il primo aereo a idrogeno con celle a combustibile e motori elettrici, costruito sulla base di un modello commerciale, ha volato per alcuni minuti decollando dall'aeroporto di Cranfield, Inghilterra, sede della struttura di ricerca ZeroAvia. Più o meno nello stesso periodo Airbus ha comunicato alcuni dettagli di tre progetti su cui sta lavorando, tutti alimentati a idrogeno e con l'obiettivo di farli entrare in funzione entro il 2035. A sua volta, United Airlines ha annunciato di aver firmato un accordo commerciale per l'acquisto di aerei chiamati Overture da Boom Supersonic, aerei ottimizzati per funzionare con carburante per aviazione sostenibile al 100%.

Il focus tecnologico attuale risponde senz'altro all'idea di ridurre l'impatto ambientale dell'aviazione. Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia, le emissioni di anidride carbonica del trasporto aereo sono decollate, per restare in tema, raggiungendo una cifra che sfiora la gigatonnellata nel 2019, qualcosa come il 2,8% delle emissioni globali di CO2 prodotte dalla combustione di combustibili fossili. Anche il WWF descrive l'aviazione come una delle fonti in più rapida crescita per quanto riguarda le emissioni di gas serra e il viaggio aereo rappresenta attualmente l'attività a più alta intensità di carbonio che un individuo possa fare. Secondo l'Air transport action group, per ogni passeggero, volare produce 285 grammi di anidride carbonica a chilometro percorso.

Il vero motore della tecnologia gira attorno al sistema di propulsione. Al Mit di Boston si lavora, in questo senso, su un sistema che potrebbe eliminare il 95 per cento di emissioni di CO2. In questo caso, il progetto della propulsione assomiglierebbe a un moderno motore diesel che ripulisce le emissioni prima che i gas di scarico siano espulsi. E, mentre sempre il Mit e l'Institute of Technological Sciences di Wuhan si sfidano su aerei con motore al plasma, la startup austriaca Volare GmbH e l'Università Tecnologica di Vienna stanno sviluppando aerei alimentati elettricamente ed ecosostenibili per rotte di medio raggio. Un velivolo “progettato per combinare i vantaggi di un aereo con quelli di un elicottero”.

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