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Voucher: De Luca, proposta abolizione ideologica e contro realtà, serve via di mezzo

15 marzo 2017 | 10.38
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"Mi pare che si voglia restringere oltremodo il campo di applicazione dei voucher. Certamente, negli ultimi anni l’attuale disciplina ha lasciato spazio a un utilizzo smodato e ad abusi. Ora si trovi una giusta via di mezzo. La proposta dell’abolizione è ideologica e va contro la realtà dei fatti. Ci sono tantissime situazioni nelle quali è possibile utilizzare i buoni in modo corretto e genuino". Ad affermarlo, in un'intervista ad 'Avvenire', è Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi consulenti del lavoro.

Per De Luca, l’ipotesi di lasciarli solo alle famiglie e alle imprese senza dipendenti, "è una strada troppo restrittiva e non lo dico nell’interesse di noi consulenti del lavoro, che dalla diffusione dei voucher non abbiamo avuto beneficio perché le imprese in questo modo fanno da sole". "Ma pensiamo - precisa - a una piccola azienda, con magari solo un dipendente: perché togliere lo strumento che consente alla bisogna di prendere un ragazzo per qualche ora di lavoro senza preavviso e senza complicazioni burocratiche?". Quanto alla strada del lavoro a chiamata o del contratto termine, avverte, "si tratta di strumenti troppo pesanti, con troppi vincoli, servono misure più snelle e attivabili con tempestività: dobbiamo pensare alle esigenze di quella miriade di piccole imprese, sono centinaia di migliaia, che devono adattarsi alle necessità del mercato".

"Ci vuole appunto una via mediana - ribadisce - e poi i controlli per verificare che le imprese rispettino le regole. Se invece si sceglie di abolire i voucher o minimizzarne l’uso, allora si avvii una riforma per semplificare il lavoro intermittente ed evitare la diffusione di quello nero, che noi consulenti combattiamo".

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