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Crisi governo Conte, da oggi le consultazioni: le news

27 gennaio 2021 | 09.27
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Dopo il passo indietro del premier, via alle consultazioni: tutti le news sulla crisi di governo

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(Foto Fotogramma)
(Adnkronos)

Con le dimissioni del premier Giuseppe Conte la crisi di governo è entrata nella fase cruciale. Nel giorno in cui iniziano le consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è nato ufficialmente il gruppo 'Europeisti' al Senato ma senza Lady Mastella. Ecco tutte le notizie di oggi.

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22.08 - “Sono giornate lunghissime e intense. Serve dare al Paese, velocemente, un Governo nella pienezza delle funzioni. E il MoVimento 5 Stelle è tutto compatto attorno al Presidente Conte". Lo scrive, sui social, la viceministra dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli. "Ma a pagare questa ingiustificata crisi politica non possono essere i cittadini. Per questo, al Mef, stiamo lavorando per definire gli interventi sulle cartelle esattoriali e i ristori alle aziende che sono state penalizzate dalla pandemia. Vi aggiorno" scrive Castelli.

21.58 - "Per me Renzi deve restare fuori dalla porta". Lo dice Alessandro Di Battista ad Accordi e Disaccordi sul Nove. "Renzi è pericoloso perché non cambia, il governo sarebbe ancora debole" e il leader di Iv continuerebbe ad attaccare, "a tirare fuori il Mes. Oggi che c'è la pandemia, è più difficile votare e si fa scudo su questo".

21.50 - "Ho deciso di sostenere il presidente Conte, perché in una situazione drammatica come quella che vive il Paese, vedo gente pensare più a interessi di parte, seppure legittimi, anziché pensare a cosa serve al Paese". Il senatore Luigi Vitali, ex sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, dice definitivamente addio al gruppo di Forza Italia e annuncia all'Adnkronos il suo sostegno al Conte ter.

21.06 - "Prendiamo atto che Matteo Renzi è tornato ad avere lo stesso atteggiamento che ha portato a una crisi incomprensibile e scellerata. La complessità e delicatezza dell'attuale fase politica dovrebbe richiamare tutte le forze politiche alla responsabilità, per il bene dei cittadini italiani. Un comportamento che il Movimento 5 Stelle sta tenendo, insieme ad altre forze politiche. Evidentemente a tutto questo il senatore di Italia Viva non è interessato". Così in una nota il Movimento 5 Stelle.

20.32 - "Io spero che questo Paese possa avere rapidamente un governo nel pieno delle sue funzioni. Trovo folle l'ipotesi di andare al voto e che non si affrontino i veri problemi che abbiamo di fronte". A dirlo è il segretario della Cgil Maurizio Landini, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. "La gente comune non capisce perché non si affrontano seriamente i problemi del Paese e il voto non è la soluzione" aggiunge.

20.18 - "Pensano di poterci usare contro Conte, si sbagliano”. Così il ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli all’Adnkronos.

20.13 - "Dopo aver aperto una crisi al buio in piena pandemia, ora Italia Viva prova a destabilizzare i partiti della maggioranza con la Bellanova che candida Di Maio a Palazzo Chigi e la Boschi che propone Gentiloni. Nel frattempo dicono pure di non porre nessun veto su Conte. Quanto dobbiamo aspettare ancora perché Italia Viva la smetta di giocare per cominciare seriamente a pensare all’Italia?”. Così Michele Bordo, vicecapogruppo del Pd alla Camera dei Deputati.

20.00 - "Il Movimento 5 Stelle è compatto intorno alla figura di Giuseppe Conte ma è evidente che, da fuori, qualcuno sta cercando di dividerci". Così fonti di primo piano del Movimento 5 Stelle riguardo alle voci della politica che aprono all'ipotesi di un premier a 5 Stelle, con particolare riferimento al ministro Di Maio. "Luigi è una figura di riferimento e una risorsa per il Movimento, ma mettere in mezzo il suo e altri nomi in questo modo, in questo momento, è un chiaro tentativo di delegittimarlo. Noi non ci caschiamo ma, ad essere maliziosi, viene da pensare che questa operazione sia pensata da chi ha come obiettivo finale quello di arrivare a un governo tecnico... Noi siamo e restiamo fermi sul nome di Conte".

19.43 - "La prima opzione che portiamo al Colle venerdì è il voto, ma non è l'unica". Così Matteo Salvini, a margine di un convegno online sulla Shoah. "A Mattarella diremo che le scene che stiamo vedendo sono aberranti, i senatori in vendita non è cosa dignitosa, chiederemo al capo dello Stato se questo Parlamento può garantire una maggioranza solida, se la risposta è sì, per me l'unica possibilità, all'interno di questo Parlamento, è un governo a guida centrodestra", spiega Salvini.

19.36 - "Draghi? Parlo delle cose possibili, le consultazioni avviate dal Capo dello Stato non credo portino, oggi, in questa direzione”. Lo ha detto il senatore centrista Pier Ferdinando Casini, ospite a Restart su Rai2 in seconda serata. “In un momento come questo un Paese si unisce; maggioranza e opposizione superano le loro ragioni e lavorano insieme".

19.32 - La Direzione nazionale del Pd, riunitasi in via telematica, all'unanimità ha espresso voto favorevole sull'ordine del giorno presentato e sulla relazione del segretario Nicola Zingaretti.

19.26 - A quanto si apprende da fonti del Movimento 5 Stelle, il capo politico Vito Crimi oggi pomeriggio ha avuto un lungo confronto con i capigruppo e vice capigruppo M5S di Camera e Senato. "A questo incontro - riferisce una fonte - ne seguirà anche un secondo nel corso della serata". I presenti hanno fatto il punto sulla difficile situazione del Paese confermando che "al Quirinale la delegazione del Movimento porterà il nome del presidente Conte, che rappresenta la figura di riferimento e di garanzia in grado di consentire la nascita di un nuovo governo".

19.12 - "Il gruppo che si è formato oggi al Senato non porta nemmeno un voto in più al pallottoliere, che è fermo alla settimana scorsa. Nonostante Conte cerchi di aumentare i numeri, senza Italia viva non c'è la possibilità di un nuovo governo Conte". Lo dice Maria Elena Boschi al Tg4. La capogruppo di Iv alla Camera sottolinea chiede che ''si riparta dai contenuti".

19.07 - “Sono preoccupato da un numero, 547, il numero dei decreti che dovevano essere emanati dal Governo per attuare tutti i provvedimenti normativi con grande urgenza e che non sono stati ancora adottati". Lo ha detto il giurista Sabino Cassese ospite di Restart su Rai2. "Il Governo ha detto al Parlamento ‘devo muovermi in fretta’ e poi ha camminato lentamente. Se si passa da questa percentuale a quella complessiva dei decreti di attuazione di tutte le norme, poi, siamo al 30% di attuazione. Questo è il vero problema del nostro Paese: tante dichiarazioni e pochi fatti", ha concluso.

19.03 - Doveva trascorrere la giornata a casa, dopo la visita al Quirinale per le celebrazioni della Giornata della memoria, invece il premier Giuseppe Conte ha deciso di rientrare a Palazzo Chigi e lavorare dalla sede del governo per continuare nella difficile operazione di puntellare la maggioranza. Nel pomeriggio sono stati avvistati i 'costruttori' Bruno Tabacci e Renata Polverini, ma l'operazione responsabili al momento non decolla, il gruppo al Senato -dove la maggioranza relativa deve diventare assoluta per poter intraprendere la strada del Conte ter- il pallottoliere è fermo a quota 10, nonostante le voci insistenti di due possibili arrivi dalle file di Forza Italia. E nonostante la rassicurazione ai 'volenterosi' di "entrare di diritto" in un'eventuale lista Conte semmai la crisi dovesse avvitarsi, portando il Paese al voto.

18.56 - "Mentre in Parlamento assistiamo a un autentico scandalo, che è quello di far passare delle persone non su un'idea ma su una gestione opaca delle relazioni, alla creazione di gruppi improvvisati, siamo qui a dire con forza che noi abbiamo rinunciato alle poltrone per far valere le nostre idee". Lo dice Matteo Renzi in un video su Fb. "Non è una questione caratteriale, non è un problema delle singole persone, non è un problema che si può risolvere con una poltrona. Noi le poltrone le abbiamo lasciate, siamo gli unici ad averlo fatto", sottolinea Renzi. "Per fare politica occorre studiare, conoscere e fare proposte. A noi sta a cuore l'Italia e l'Italia -aggiunge Renzi- deve ripartire adesso. Solo una cosa non ci possiamo permettere, non vivere questa crisi come una grande opportunità per ripartire. O prepariamo adesso la ripartenza o l'Italia sprecherà la più grande occasione. Noi continueremo a testa alta a parlare di contenuti e se altri parlano di poltrone, polemizzano sul carattere e ci attaccano con fake news, non è un nostro problema. Noi teniamo la barra dritta, a viso aperto, sulle cose che servono all'Italia non a noi".

18.50 - “In merito a notizie di stampa circolate, smentiamo categoricamente ogni coinvolgimento di Cambiamo! nella formazione di nuovi gruppi parlamentari al Senato". Lo dichiarano i senatori di Idea-Cambiamo! Massimo Berutti, Gaetano Quagliariello e Paolo Romani.

18.39 - Nell'ambito delle consultazioni per la soluzione della crisi di governo, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sentito al telefono il Presidente emerito, Giorgio Napolitano. Il colloquio è avvenuto dopo l'incontro con il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, e prima di quello con il presidente della Camera, Roberto Fico.

18.38 - "La relazione di Zingaretti ha indicato la strada: lavoriamo per garantire alle persone un Governo stabile e duraturo, ma senza veti e furbizie. #Conte è il punto di equilibrio che sarebbe ingiusto e avventuroso cambiare. Tutti facciano un passo in avanti, ma che sia credibile". Così la ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, in un tweet.

18.35 - "Siamo tutti al lavoro per il bene del Paese e vi auguro buon lavoro anche a voi". Queste le poche parole del presidente della Camera, Roberto Fico, al termine del colloquio con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell'ambito delle consultazioni per la soluzione della crisi di governo. L'udienza è durata circa mezz'ora.

18.30 - "Conte è l'unica figura autorevole che potrebbe continuare a governare in questo periodo complesso. E' un fatto che il Presidente Conte abbia rimesso il Paese sui binari dell'Europa". Con queste parole Carla Ruocco, deputata del M5S e presidente della Commissione parlamentare di indagine sul sistema bancario e finanziario, risponde alla domanda di Affaritaliani.it se come premier veda solo il nome di Conte o se ci siano alternative, ad esempio Di Maio o Fico. "Ripartire da zero, come vorrebbe Italia Viva, ci porterebbe ad uno stallo dannoso per la gestione delle risorse europee, utili ad arginare la grave crisi economica causata dalla pandemia. Infine, come ha anche affermato il Ministro Di Maio, l'intenzione del M5S è di salire al Colle in occasione delle consultazioni facendo come unico nome quello di Giuseppe Conte".

18.28 - “Ci avviciniamo alla prova dei fatti, non c'è più spazio per tattiche o posizionamenti. Le parole del segretario Zingaretti sono state specchio chiaro della volontà politica del Pd: vogliamo costruire una maggioranza a sostegno di un Governo che lavori subito, che salvi le risorse del Recovery e ridia speranza al Paese”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro Debora Serracchiani, dopo l'intervento del segretario nazionale Nicola Zingaretti nella direzione del partito.

18.24 - “La relazione del segretario Zingaretti alla Direzione del Pd è stata chiara e netta, coerente con la posizione che il nostro partito ha tenuto in tutto questo periodo". Così Marina Sereni, esponente di AreaDem. "La crisi politica è stata aperta in modo sbagliato e incomprensibile, le sfide che il Paese ha di fronte sono straordinariamente impegnative: lotta alla pandemia e piano vaccinale; approvazione del Piano di Ripresa e Resilienza come strumento per spingere l’Italia lungo il sentiero dello sviluppo sostenibile, anche attraverso le riforme necessarie a recuperare efficienza e competitività e ad accompagnare lavoratori e imprese fuori dall’emergenza".

"La proposta che avanzeremo al Presidente della Repubblica di incaricare il Presidente Conte per formare un nuovo Governo europeista e riformatore sulla base di una maggioranza parlamentare coesa e ampia è l’unico modo per superare rapidamente la crisi e per dare a lavoratori, imprese, famiglie risposte all’altezza dei problemi aperti”.

18.20 - "Dopo un confronto aperto sui temi e le proposte che abbiamo portato avanti fin dall'inizio del nostro mandato parlamentare, abbiamo deciso di aderire alla componente del Gruppo Misto Centro Democratico. Un sostegno che nasce dalla certezza che le nostre battaglie non saranno ostacolate e che anzi acquisiranno maggior forza politica. La lotta alla criminalità organizzata e il sostegno incondizionato alle istituzioni e alle politiche antimafia, la sicurezza della Repubblica e delle sue strutture e reti strategiche, l'efficienza sanitaria, il rafforzamento del ruolo geopolitico del Paese e la giustizia sociale saranno i cardini del progetto che in questa componente intendiamo rappresentare e portare avanti". Lo dichiarano le deputate del Gruppo Misto Piera Aiello e Alessandra Ermellino.

"Non si tratta quindi di un appoggio incondizionato né di un sostegno a un progetto di sopravvivenza politica di corto respiro. Non abbiamo chiesto nomine né poltrone. Piuttosto il rilancio di una visione che non può conciliarsi con il sovranismo e tantomeno può sperare di concretizzarsi in seno a un governo debole e privo di un chiaro orizzonte politico. È questa la prospettiva che ha motivato la nostra decisione", concludono.

17.55 - Il presidente della Camera, Roberto Fico, è al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell'ambito delle consultazioni per la soluzione della crisi di governo.

17.41 - "Grazie a Zingaretti il Pd unito ha rimesso l'Italia sull'asse europeista e del progresso. Costruiamo una maggioranza solida per sconfiggere la pandemia, realizzare il Recovery Plan e superare la crisi economica e social". Lo scrive Enzo Amendola su Twitter.

17.38 - “La relazione del segretario nazionale Zingaretti è assolutamente condivisibile. È utile la scelta del Partito democratico di lavorare per una maggioranza solida con una chiara vocazione europeista a sostegno di un governo Conte. Questo il momento della responsabilità di fronte al Paese a ai cittadini”. Così il viceministro dell'Interno Matteo Mauri, esponente dell'area politica del Partito Democratico 'Fianco a Fianco'.

17.38 - "Il voto non è una alternativa, è un pericolo che si scongiura solo costruendo alternative. Se si lavora per distruggere, il voto diventa più probabile". Lo ha detto Andrea Orlando al Tg1. "Come ha detto Zingaretti, segnalare questo rischio non significa volere che si realizzi ma significa mettere in guardia da questo rischio che c'è ed è cresciuto", ha aggiunto il vice segretario del Pd.

17.36 - "Prendiamoci cura dell’Italia. Il Partito Democratico esprime un nome come possibile guida di un nuovo governo. Quello di Giuseppe Conte. Ma tutti dovranno compiere un atto di generosità, per essere all’altezza degli italiani. #direzionePD". Lo scrive il segretario Nicola Zingaretti su Twitter.

17.34 - "Nella riunione del nostro gruppo al Senato mi è capitato tra le altre cose di dire che siamo in un passaggio strettissimo della storia democratica. Gli eventi che sono seguiti confermano questa lettura e siamo di nuovo chiamati a scelte importanti per il futuro della Repubblica". Lo dice Nicola Zingaretti alla direzione del Pd. "La responsabilità nazionale in una democrazia sta nel compito della politica di dare risposte alle aspettative e alle richieste delle persone. Il Paese ha bisogno di risposte. E ne ha bisogno in fretta", dice. "L'irresponsabile apertura di una crisi di governo" è stato "un errore politico, sbagliato e grave e che ha prodotto sconcerto nell’opinione pubblica e incredulità nei governi delle altre democrazie europee. Ha allontanato la politica dal sentire comune di milioni di italiani che da mesi lottano per resistere e per non rinunciare alle loro prospettive di vita", dice. "Nei mesi scorsi abbiamo chiesto un rilancio" e posto l'esigenza di "un salto di qualità, un processo che si è interrotto per le dimissioni delle ministre di Iv e l'irresponsabile apertura di una crisi. Un errore politico, uno sbaglio che ha prodotto sconcerto nell'opinione pubblica e negli altri governi europei", dice.

17.34 - Nella sua relazione in Direzione Zingaretti "ha ripreso l'appello di Conte e i suoi presupposti senza veti ma anche senza sconti o nascondersi le difficoltà". Lo ha detto Andrea Orlando al Tg1. "Abbiamo detto di provare, ma un giudizio serio sulle possibilità di realizzare questa formula si potrà esprimere solo quando le forze politiche si esprimeranno in modo chiaro di fronte alla massima carica dello Stato", ha sottolineato il vice segretario del Pd.

17.33 - "Bene la relazione di Nicola Zingaretti. Il Pd unito indica al Presidente Mattarella il nome di Giuseppe Conte per un nuovo incarico. Serve un nuovo governo che abbia una maggioranza solida ed europeista, che sia all'altezza dell'enormità delle sfide aperte e affronti problemi ed errori che ci sono stati. Serve rilanciare una maggioranza europeista larga, senza frammentazioni, sulla base di un patto e di un progetto politico solido capace di dare risposte sui temi cruciali della gestione della pandemia, della crisi sociale, dell'utilizzo del Recovery Fund. La bussola per uscire da questa crisi sono le esigenze del Paese: servono risposte urgenti e serve un Governo. Precipitare il Paese alle elezioni nel pieno della crisi che viviamo, come chiede la destra, sarebbe un danno enorme per gli italiani". Così il senatore Francesco Verducci, membro della Direzione nazionale del Pd.

17.32 - “Il 60% delle riforme economiche del governo Conte è ancora fermo al palo perché mancano i decreti attuativi. E’ assurdo che in un momento drammatico come questo siano state stanziate delle risorse ma non sia ancora arrivata l’attuazione per rendere le misure operative. Mentre quindi Conte va in giro a racimolare voti al senato, ci sono ancora 547 decreti da varare". Lo sottolinea il deputato della Lega, Claudio Durigon.

"Provvedimenti che dovevano già essere entrati in vigore per aiutare gli italiani ora, in questo momento, non chissà quando. A pagare le spese dell’immobilismo del governo sono gli italiani. Basti pensare che lo stop ai decreti applicativi comprende, ad esempio, anche il contributo per l'accesso alla connessione internet, destinato alle famiglie con basso reddito e le modalità di finanziamento per produrre ossigeno ad uso medicinale. Questo è Conte. Questi sono i risultati di chi ha più a cuore la propria poltrona che gli interessi degli italiani”, conclude Durigon.

17.30 - Il neonato Gruppo Europeisti-Maie-Cd, costituitosi al Senato, verrà ricevuto domani mattina alle 11.50 dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell'ambito delle consultazioni per la soluzione della crisi di governo.

17.30 - "Dobbiamo ripartire dalla maggioranza che ha dato vita al Conte due. Se poi qualcuno si chiamerà fuori se ne assumerà la responsabilità. Ma questo non è il momento delle ripicche o dei veti". Lo dice il senatore Pd Tommaso Nannicini in un'intervista ad Affari Italiani.

"Non ho mai nascosto di aver trovato l’hashtag 'Avanti con Conte' una reazione poco politica. Adesso più che Conte sì o Conte no, fermo restando che è stato un importante punto d’equilibrio e può continuare a esserlo, il vero tema è come trovare compattezza sui contenuti. Meno toto-nomi, in sintesi, e più toto-temi", aggiunge Nannicini.

17.29 - E' durato circa mezz'ora il colloquio al Quirinale tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e quello del Senato, Elisabetta Casellati, nell'ambito delle consultazioni per la soluzione della crisi di governo. Nessuna dichiarazione da parte di Casellati.

17.27 - "Italia Viva non ha mai posto veti sulle persone ma sempre parlato di contenuti. La crisi che prima era incomprensibile adesso è divenuta chiarissima: Quando c'è un Paese fermo dove non si affrontano le questioni cruciali per far ripartire l'economia non possiamo andare avanti con logiche assistenziali ma occorrono risposte concrete alle tante situazioni drammatiche". Lo dice a SkyTg24 Daniela Sbrollini, senatrice di Italia Viva.

"Abbiamo bisogno di un governo più forte e più solido che si occupi della povertà educativa che sta provocando un enorme disagio dei nostri ragazzi oramai fermi da un anno. Occorre fare presto e ripartire con un patto di legislatura fatto sulle proposte, ascoltando tutte le categorie che, ad oggi, non hanno ricevuto risposte", conclude Sbrollini.

17.21 - “Si chiama ‘governo europeista’ l’ultima ipocrisia di queste ore per giustificare il Conte-ter. Come a dire che il Conte-bis, benedetto dall’Europa, non lo era abbastanza. O come dire che è stato messo in crisi da chissà chi, forse dai pericolosi sovranisti e non dall’europeista Renzi. O come dire che, se andiamo a elezioni e vince il centrodestra, l’Europa ci toglie i soldi del Recovery fund. Chiamiamo le cose con il loro nome: questo non è ‘europeismo’ ma bensì Poltronismo”. Così sulla sua pagina Facebook il capodelegazione di Fratelli d’Italia- ECR al Parlamento europeo e responsabile Esteri di FdI, Carlo Fidanza.

17.06 - Gli ‘Europeisti’ debuttano in Parlamento. "Il gruppo parlamentare definitosi ‘europeisti’ mi ricorda quando al liceo c’era sciopero, definito ‘contro la fame del mondo’", li schernisce via social don Dino Pirri, sacerdote che diffonde il Vangelo via web.

17.03 - La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, è a colloquio con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell'ambito delle consultazioni per la soluzione della crisi di governo. Dopo di lei al Quirinale è atteso il presidente della Camera, Roberto Fico, mentre il Capo dello Stato sentirà telefonicamente il suo predecessore, Giorgio Napolitano.

16.58 - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha raggiunto il suo studio al Quirinale per avviare le consultazioni per la soluzione della crisi di governo. Il Capo dello Stato ha rivolto un breve saluto ai giornalisti passando per il Salone delle Feste, dove si svolgeranno le dichiarazioni delle varie delegazioni, per rispettare le norme richieste dall'emergenza epidemiologica.

16.58 - "Tirano in ballo il mio nome col chiaro intento di mettermi contro il presidente Conte. Sanno benissimo che sto lavorando fianco a fianco con lui, con la massima lealtà, per trovare una soluzione a questa inspiegabile crisi”. E’ quanto detto dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio ai suoi durante una riunione, commentando le parole dell’esponente di Iv Teresa Bellanova. Lo stesso Di Maio durante la riunione ha confermato l’intenzione del MoVimento di salire al Colle in occasione delle consultazioni facendo come “unico nome quello di Giuseppe Conte”.

16.32 - "Proviamo perché noi non abbiamo mai voluto o auspicato elezioni politiche anticipate e non le vogliamo ora". Ha detto ancora Nicola Zingaretti alla Direzione del Pd. "Hanno fatto bene coloro che in questi giorni, dopo l’apertura della crisi al buio, hanno segnalato questo pericolo perché esso è reale. Segnalare per la strada il pericolo di una buca è l’esatto opposto della volontà di volerci finire dentro. Il danno si compie se si nega l’esistenza di un pericolo e visto che la destra chiede e punta alle elezioni, se non si trova una soluzione su un compromesso accettabile e autorevole il rischio si concretizza", ha detto il segretario del Pd.

16.15 - "L’appello alla responsabilità fatto dal Presidente Conte a sostenere un Governo di stampo europeista e che affronti le sfide che abbiamo davanti ha ottenuto la fiducia dei due rami del parlamento senza il voto dei parlamentari di Italia Viva". Lo ha detto Nicola Zingaretti alla Direzione del Pd. "Una maggioranza assoluta alla Camera e 157 voti al Senato, solo 4 voti in meno della maggioranza assoluta. Una conferma che negli attuali equilibri parlamentari figli della sconfitta del 2018 Conte, indicato ad agosto dal partito di maggioranza relativa, rappresenta nelle forze politiche un punto di equilibrio credibile", ha detto il segretario del Pd. "L'irresponsabile apertura di una crisi di governo" è stato "un errore politico, sbagliato e grave e che ha prodotto sconcerto nell’opinione pubblica e incredulità nei governi delle altre democrazie europee. Ha allontanato la politica dal sentire comune di milioni di italiani che da mesi lottano per resistere e per non rinunciare alle loro prospettive di vita", ha aggiunto.

16.07 - Questo momento politico? "E' come un tango, che attualmente possiamo dire stanno ballando Renzi e Conte... Il tango sta ancora suonando, vedremo come finirà". A parlare, ospite di 'Un Giorno da Pecora', su Rai Radio1, è il sottosegretario agli Esteri e senatore Ricardo Merlo, del neo gruppo pro Conte a palazzo Madama. ''Per ora siamo in dieci", dice Merlo che spiega così l'assenza di lady Mastella: ''Per ora non c'è, non c'è stato l'accordo perché lei voleva aggiungere il suo simbolo 'Noi Campani'".

16 - E’ stato Renzi ha creare questo casino delinquenziale e non può essere lui la soluzione" . Lo ha detto Danilo Toninelli a LabParlamento.it. "Renzi non è il solo nel partito. Secondo me i suoi compagni di Italia Viva si trovano parecchio a disagio, magari non hanno avuto ancora la forza di esprimersi, ma non seguiranno Renzi fino alla morte".

15.50 - Costituito il gruppo di 'responsabili' pro Conte al Senato, ora tocca a quello 'gemello' della Camera sotto l'insegna del 'Centro democratico' di Bruno Tabacci. Sono in corso contatti, telefonate, incontri, per cercare di far partire oggi l'operazione 'costruttori' anche a Montecitorio dove, per regolamento, servono venti deputati. Molto attiva è l'ex azzurra Renata Polverini, avvistata stamane a palazzo Madama: la 'neo responsabile' di 'Cd' è stata a lungo a colloquio con i senatori della nuova formazione centrista 'Europeisti-Maie-Cd' formalizzata oggi a palazzo Madama, Ricardo Merlo e Andrea Causin.

15.50 - "Questi signori continuano a ripetere che sarebbe da irresponsabili andare al voto nella fase in cui ci troviamo, eppure in piena crisi hanno paralizzato per mesi l’intera Nazione per i loro litigi, le beghe di Palazzo e le ignobili compravendite di poltrone. Ma chi credono di prendere in giro? Elezioni subito". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

15.49 - "Non metteremo veti su Conte ma non c'è solo lui. Andremo al Colle senza fare nomi ma per discutere di temi". Lo dice Teresa Bellanova di Iv a Tgcom24. "Di Maio? Noi non poniamo veti e non li subiamo, partiamo dal programma".

15.34 - "Noi stiamo lavorando sul territorio per fare un nuovo movimento politico che si chiama 'Meglio noi per l'Italia', che nascerà fuori dal Parlamento...". La senatrice del Misto Sandra Lonardo si è tirata fuori dal gruppo dei 'responsabili' pro Conte al Senato e già ''guarda oltre''. L'ex azzurra spiega all'Adnkronos che ha deciso di uscire dall'operazione 'costruttori' perché hanno cambiato le carte in tavola all'ultimo momento con l'inserimento nel simbolo 'Centro democratico' di Bruno Tabacci. ''Non c'era un progetto politico -sottolinea lady Mastella- e una volta visto in faccia chi voleva aderire la vedevo davvero dura... Ho ricevuto una telefona ieri nel corso della quale mi invitavano a fare parte di questo nuovo gruppo 'Europeisti-Maie'. Io ho risposto che andava bene, perché sono sempre pronta a sedermi al tavolo con chi vuole costruire qualcosa per il Paese. Poi arrivo all'incontro e mi dicono che nel simbolo c'è il Centro Democratico. E io: 'ma chi l'ha deciso?'. Mi rispondono: 'De Falco e tutti sono d'accordo'. Allora io non ci sto, faccio presente che non mi va bene, perché così al nascente gruppo si dà una connotazione partitica, non politica".

Lady Mastella spiega la sua 'contro-proposta': ''Propongo di aggiungere anche 'Noi campani'", il simbolo utilizzato alle regionali in Campania, che "rappresenta una realtà territoriale importante, con due consiglieri regionali e che ha ottenuto il doppio dei voti del Centro Democratico di Tabacci... Con questa aggiunta, del resto, non offendevamo nessuno. 'Noi campani', lo ripeto, rappresenta una realtà territoriale consolidata. Due sono le cose: o mi accoglievano come componente politica, oppure 'tornavamo al progetto iniziale, con il solo Maie, che raccoglieva tutte le sensibilità politiche. Mi hanno fatto notare che non si poteva fare. E io me ne sono andata, perché così si faceva un qualcosa non di ampio respiro politico, ma qualcosa con una forte connotazione partitica".

Non solo, avverte l'ex azzurra: "Unitamente a questo, insisto, visto la compagine che sedeva allo stesso tavolo, la vedevo dura che potesse nascere un progetto politico da un altro gruppo Misto... Onestamente, io e De Falco non possiamo fare insieme un progetto politico...''. Ora cosa farà? ''Resto nel Misto dove sono", assicura Lonardo, che si dice pronta a dare la fiducia a un Conte ter: ''Se si dovesse formare un nuovo governo Conte, il ci sarò, avrà la mia fiducia''. Da qui l'appello a ''Conte e Renzi ad andare oltre e a trovare un accordo, per il bene del Paese''.

15.29 - "Leggo dichiarazioni di renziani che auspicano confronti costruttivi e figure autorevoli. Mi corre l'obbligo di ricordare a chi ha dato vita a questa crisi assurda, irresponsabile e a mio personalissimo giudizio dettata da egocentrismo che sfocia in un narcisismo patologico, che i confronti costruttivi non contemplano la presenza di distruttori seriali e che la figura autorevole è unanimemente riconosciuta nella persona del Presidente Giuseppe Conte! Sono convinta che troveremo una soluzione ma non sarà a tutti i costi. Al Presidente Conte vanno i miei ringraziamenti e tutto il mio supporto per questo ulteriore scoglio da superare. E lo supereremo insieme. Siamo con Lei Presidente". Così su Facebook la senatrice del M5S Paola Taverna, vicepresidente del Senato.

15.05 - "E’ nato al Senato il nuovo gruppo Europeisti-Maie-Cd costituito dai senatori che hanno una comune sensibilità europea e che hanno riconosciuto il ruolo fondamentale del presidente Conte rispetto alla gestione della crisi in relazione al rapporto con l'Europa. Il capogruppo, eletto all’unanimità, è il senatore Raffaele Fantetti". E’ quanto si legge in una nota del gruppo Europeisti-Maie-Cd.

"La priorità -dichiarano il capogruppo Fantetti e il suo vice Andrea Causin - è che nasca un governo di legislatura che sia fondato su un patto programmatico che abbia come priorità il contrasto alla pandemia proseguendo in modo spedito con il piano vaccinale per garantire la salute ai cittadini italiani ma anche una forte attenzione alla ripresa sociale ed economica del Paese. Per questo indicheremo al Quirinale la nostra preferenza per un nuovo incarico al Presidente Conte".

"C’è la consapevolezza – continuano i Senatori - che la situazione del Paese che è uguale a molti altri Paesi europei è tragica e per l'Italia è ancora più grave perché abbiamo un sistema di piccola-media impresa, artigiana e commerciale, che soffre particolarmente delle chiusure degli stop and go per cui il primo obiettivo del Governo è quello di lavorare a testa bassa con grande qualità per superare questo periodo pandemico e tornare alla normalità possibilmente prima dell'estate", concludono Fantetti e Causin.

14.53 - "Nel pieno di una crisi tutta interna alla sinistra, siamo ancora ad ascoltare un dibattito surreale in merito ad aperture e chiusure di quel partito a un altro, simpatie e antipatie su un nome piuttosto che un altro. Basta: veramente, non se ne può più. Il paese versa in una condizione penosa sotto tutti i punti di vista (sanitario, economico, etc...). Siamo in una palude politica nella quale Movimento 5Stelle e Pd guardano alla composizione di gruppi parlamentari improvvisati al Senato invece che alla sofferenza del Paese reale. La finiscano una volta per tutte e si esca da questa ipocrisia ributtante: dicano che cosa vogliono fare perché oggettivamente è insostenibile questo modo di fare politica per colpa di una maggioranza lacerata al proprio interno, senza visione e mediocre nell'affrontare le priorità del Paese. Basta giocare con l'Italia”. Lo ha detto Giorgio Mulé, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, a L’Aria che Tira su La7.

14.45 - La Federazione dei Popolari "ha dato vita nel mese di dicembre ad una fase costituente in preparazione di un nuovo soggetto politico di centro. Protagonisti di questa nuova fase sono stati l’Udc, l’on. Gargani, l’on. Rotondi, l’on. Tassone e tanti altri. In un momento di così grande difficoltà abbiamo concretizzato e rilanciato, questo accordo e abbiamo realizzato un comitato formato dall’on. Bonalberti, on. Copertino, on. Gargani, avv. Martella, on. Rotondi, on. Tassone, sen. Sanzarello per guidare e coordinare la fase costituente del nuovo partito".

È "necessario quindi con urgenza", sottolinea una nota, "dar vita ad un gruppo parlamentare alla Camera e soprattutto al Senato autonomo e omogeneo che metta insieme non scontenti o 'responsabili a tempo', ma protagonisti politici idonei a colloquiare con il governo e a confrontarsi con il suo programma".

14.41 - “Come parlamentari di opposizione ci troviamo spesso a calmare i manifestanti che sistematicamente protestano davanti alla Camera quando in realtà i destinatari della protesta stanno nella piazza accanto, a Palazzo Chigi. Oggi con la crisi di governo, la formazione di un nuovo gruppo parlamentare con i prestiti provenienti anche dal Pd, la responsabilità del Parlamento è altresì evidente, così come è stata evidente in tutte le 66 crisi di governo dalla storia repubblicana". E' quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.

"La sovranità appartiene al popolo, ma in Italia -aggiunge- pare che la democrazia parlamentare non debba essere la modalità con la quale i cittadini esercitano la sovranità. Infatti chi incoraggia i trasformismi, una tipologia ontologicamente corruttiva, si fa piuttosto scudo della democrazia parlamentare, né la esercita né la difende. La vera metastasi della politica italiana è questa abituale consuetudine di vendere parlamentari a chi può comprarli con seggi elettorali".

"La Repubblica dei poltronisti... Fin quando non si passerà dalla fiducia dei venduti alla democrazia vera, diretta o parlamentare non farebbe differenza, con l’elezione diretta del presidente della Repubblica l’Italia sarà per sempre ostaggio di questi poltronisti”, conclude.

14.40 -“Riunione con gli amici di Cambiamo! Abbiamo piena fiducia che il Presidente Mattarella saprà dare uno sbocco a questa crisi ben conoscendo le difficoltà e le opportunità che il Paese ha di fronte. Piano di vaccinazione, Recovery, licenziamenti e crisi economica, conti delle Regioni: per affrontare questi temi servono competenza e maggioranze larghe e forti". Lo scrive Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook.

"No a governi confusi e raccogliticci. Ora è il momento della serietà, della generosità, dell’impegno", conclude il presidente della Liguria.

14.34 - "Gli italiani non vogliono più Matteo Renzi al governo, e se ha ancora senso parlare di democrazia, il Movimento 5 Stelle non deve più sedersi al tavolo con Matteo Renzi. Farlo significherebbe legittimare la sua condotta scellerata e dargli ancora più peso politico. E sarebbe il danno peggiore che si possa fare al Paese in un momento del genere". Così scrive su Facebook Francesco Forciniti, deputato M5S.

14.29 - Il premier Giuseppe Conte è a lavoro a Palazzo Chigi, dopo essere salito al Quirinale, questa mattina, per le celebrazioni della Giornata della memoria. Occhi puntati sul Senato, dove è nato il gruppo dei responsabili 'Europeisti', 10 senatori che guardano al presidente del Consiglio, certi che in un'eventuale lista Conte, che potrebbe nascere in un futuro non troppo lontano se la crisi dovesse avvitarsi portando il Paese al voto, "entreranno di diritto", confidano i 'pontieri' che lavorano ad allargare il perimetro della maggioranza per centrare l'obiettivo di un Conte ter.

I numeri, al momento, non ci sono, tanto che sembra farsi largo la consapevolezza che il contribuito di Iv sia indispensabile. "Non sarà certo Conte a porre veti, non lo ha mai fatto e non è nel suo stile", assicurano parlamentari più vicini al presidente del Consiglio. Il premier si affida alle decisioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, offrendo la sua piena disponibilità per uscire quanto prima dalla crisi.

14.25 - “Quella del commissario Ue per il Bilancio Johannes Hahn è un’ingerenza inaccettabile, assurdo che in piena crisi di governo si permetta di entrare a gamba tesa nelle vicende italiane, parlando di forze irresponsabili e suggerendo persino che le elezioni potrebbero mettere a rischio fondi Ue e Recovery Fund". Così in una nota gli europarlamentari della Lega Marco Zanni, presidente gruppo Id, e Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega al Parlamento Europeo, commentano le dichiarazioni del commissario Ue Johannes Hahn.

"E’ questo il concetto di democrazia che hanno i componenti della Commissione Europea, che dovrebbe lavorare con ciascun governo degli Stati membri a prescindere dal colore politico? - si domandano i leghisti - . Anziché parlare della crisi di governo, il commissario farebbe meglio a preoccuparsi delle enormi falle del Recovery Fund, che per sua stessa ammissione vedrà i primi fondi arrivare a oltre un anno e mezzo dalla crisi, con la Ue fanalino di coda per aiutare imprese, lavoratori e famiglie in difficoltà".

"Da Bruxelles non deve esserci nessuna intrusione: le istituzioni europee rispettino l’Italia, dove la sovranità è del popolo. Restino sugli spalti e non entrino in campo, né con le indicazioni, né tantomeno con le velate minacce”, conclude la nota.

14.24 - “Come parlamentari di opposizione ci troviamo spesso a calmare i manifestanti che sistematicamente protestano davanti alla Camera, quando in realtà i destinatari della protesta stanno nella piazza accanto, a Palazzo Chigi. Oggi con la crisi di governo, la formazione di un nuovo gruppo parlamentare con i prestiti provenienti anche dal Pd, la responsabilità del Parlamento è altresì evidente, così come è stata evidente in tutte le 66 crisi di governo dalla storia repubblicana". Lo afferma il vice presidente della Camera e deputato di Fdi, Fabio Rampelli.

"La sovranità appartiene al popolo, ma in Italia pare che la democrazia parlamentare non debba essere la modalità con la quale i cittadini esercitano la sovranità. Infatti chi incoraggia i trasformismi, una tipologia ontologicamente corruttiva, si fa piuttosto scudo della democrazia parlamentare, né la esercita né la difende. La vera metastasi della politica italiana è questa abituale consuetudine di vendere parlamentari a chi può comprarli con seggi elettorali.

"La Repubblica dei poltronisti... Fin quando non si passerà dalla fiducia dei venduti alla democrazia vera, diretta o parlamentare non farebbe differenza, con l’elezione diretta del presidente della Repubblica l’Italia sarà per sempre ostaggio di questi poltronisti”, conclude Rampelli.

14.08 - "Che Forza Italia dica che ci vuole un governo di unità nazionale tiene in linea teorica, ma sono certo che Forza Italia non può governare con i 5 stelle". Così Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, a Rai Radio anch'io, su Radio 1. "Dal nostro punto di vista la cosa migliore è andare al voto per avere un governo solido. Io credo che Forza Italia rimarrà fedele al centrodestra perché non può governare con i 5 stelle", sottolinea Molinari.

Poi rassicura sulla tenuta della coalizione: "Già il fatto di riuscire ad andare uniti è un grande passo. Dire che non siamo disponibili ad un Conte ter è un segno di grande unità".

13.55 - Al Quirinale per le consultazioni dopo la crisi di governo e le dimissioni di Conte, Italia Viva andrà "senza veto o preclusione, rappresentando il fatto che abbiamo bisogno di un confronto sul programma. Per noi vengono prima le risposte alla lettera data al presidente del Consiglio, programmatica. Poi le indicazioni sui nomi derivano dopo". Così Ettore Rosato di Italia Viva a Un giorno da pecora. Conte potrebbe essere ancora premier? "Lo abbiamo sempre detto, anche nei momenti più duri del confronto. Non abbiamo mai detto, presidente noi non la vogliamo più vedere", replica. "Conte era un avvocato senza esperienza politica", continua l'esponente Iv, adesso "la figura che può svolgere questo incarico deve essere una personalità autorevole e che sappia costruire una coalizione". Al Quirinale per le consultazioni nella delegazione di Italia viva ci saranno "sicuramente Renzi e i capigruppo, poi vediamo, forse andrà anche io" ma "andrà Teresa Bellanova così sono due uomini e due donne". Al Colle "non andiamo con nessun coltello tra i denti ma con delle richieste moto specifiche che riguardano il futuro del Paese", continua Rosato, aggiungendo: "Con qualsiasi presidente del Consiglio che avrà l'incarico ci confronteremo sulle stesse cose su cui abbiamo provato a dare una scossa al governo e se il presidente del Consiglio incaricato sarà capace di convincerci delle risposte saremo ben contenti di dare fiducia", ha spiegato il presidente di Italia viva.

13.46 - Alessandro Di Battista plaude alle parole della senatrice M5S Barbara Lezzi, che in un post su Facebook ha ribadito il suo no a un ritorno di Iv in maggioranza. "Non ci sto. Renzi deve restare fuori dal nuovo governo che deve essere presieduto da Conte... Avanti con Conte e fuori Renzi. Altrimenti il M5S non ci sta", afferma Lezzi incassando l'apprezzamento di Di Battista, che commenta con un semplice "chapeau".

13.34 - "Dobbiamo prendere atto che la maggioranza non c'è più e quindi c'è un rischio elezioni ma siamo nelle mani del presidente Mattarella: sono più che rispettoso del presidente della Repubblica che sarà lì con la calcolatrice in mano per vedere se 'questi' qui hanno in numeri". Così' il presidente del Veneto Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa ha commentato la crisi di governo in atto. Il governatore del Veneto ha spiegato che "ieri al vertice del centrodestra io non c'ero. Il segretario Salvini ci ha sentito tutti". E ancora Zaia è tornato sulle mosse del premier dimissionario: "Prendiamo atto che c'è una crisi, che il presidente del Consiglio, con le sue dimissioni, ha certificato che i numeri non li aveva e ci poteva risparmiare una settimana di 'esibizioni' di maggioranze che non aveva".

13.16 - Tutti noi sappiamo che in questo momento il bene del Paese, dei cittadini e delle imprese è fare un governo di unità nazionale, dove tutti diano il meglio di sè per risolvere l'emergenza sanitaria, far ripartire l'economia e investire nel miglior modo i soldi che l'Unione Europea in parte ci presta e in parte ci regala. Per questo scopo vanno scelti i migliori, le persone più preparate e capaci di cui la nazione dispone. Ci appelliamo a Lei Presidente Mattarella ed a Voi tutti i presenti in parlamento affinché uniate le forze e chiediate tutti insieme a Mario Draghi di formare e presiedere il nuovo governo. Un governo politico qualificato, in cui tutti i partiti devono essere rappresentati dalle donne e uomini migliori". E' l'appello pubblico al Capo dello Stato e ai parlamentari diffuso dall'Associazione Spontanea Cittadini Draghi Presidente. "L’ Italia -continuano i promotori dell'appello- è un Paese che ha dimostrato di avere coraggio e determinazione in tante occasioni della Sua storia, adesso è arrivato il momento di farlo nuovamente".

12.57 - Nasce oggi ufficialmente, in Senato, il nuovo gruppo parlamentare Europeisti-Maie-Centro Democratico. Ne fanno parte 10 senatori: Maurizio Buccarella, Adriano Cario, Andrea Causin, Saverio De Bonis, Gregorio De Falco, Raffaele Fantetti, Tatjana Rojc, Gianni Marilotti, Ricardo Merlo, Maria Rosaria Rossi. "Il gruppo - si legge in un comunicato - è costituito da senatori che hanno una comune sensibilità europea ed hanno riconosciuto il ruolo fondamentale del Presidente Conte rispetto alla gestione della crisi". Capogruppo è stato nominato Raffaele Fantetti, vice capogruppo Andrea Causin. "L'auspicio da tutti condiviso - si legge ancora nel comunicato - è che nasca al più presto un governo di legislatura che sia fondato su un patto programmatico, che abbia come priorità il contrasto alla pandemia, impostando in modo molto più efficace un piano vaccinale in grado di garantire la salute dei cittadini italiani unitamente ad una loro forte protezione sia sociale che economica".

"L'europeismo come valore fondante ha aspetti molto concreti e solidali per l'Italia - ha dichiarato Fantetti - sta ora a noi essere all'altezza del momento per definire subito il migliore Prr finanziato dai fondi europei abilmente negoziati dal presidente Conte". “Non chiamateci responsabili - ha aggiunto Ricardo Merlo, sottosegretario agli Esteri e presidente Maie - perché tutti votavamo già la fiducia al governo Conte. La formazione di questo gruppo non ha nulla a che vedere con ciò che è successo in altre occasioni in Parlamento, quando alcuni parlamentari sono passati da sinistra a destra in 24 ore”.

“Il nostro è un gruppo formato da persone che hanno in comune una chiara visione europeista e che credono nel progetto per l’Italia del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Vogliamo contribuire ad arginare certe derive euroscettiche, perché ormai è chiaro che senza l’Europa il nostro Paese sarebbe più debole e isolato. Sono convinto che il gruppo crescerà – ha concluso Merlo – si stanno già portando avanti interlocuzioni con diversi senatori".

12.56 - "Il sottosegretario agli Esteri Riccardo Merlo, che con la sua sigla Maie degli italiani eletti in Sud America ha permesso la nascita del gruppo di 'responsabili europeisti' a sostegno di Conte, sarebbe coinvolto in un gravissimo caso di conflitto di interessi che potrebbe aver esposto l’Italia a ingerenze straniere". Lo dichiara il senatore di Fratelli d'Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.

"Risulta infatti che il dottor Daniel Oscar Ramundo avrebbe ricoperto contemporaneamente il ruolo di segretario particolare del sottosegretario al ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale, Ricardo Merlo, e di deputato del Parlamento del Mercosur, l'istituzione parlamentare del mercato comune dell'America Meridionale - aggiunge Fazzolari - . Dal curriculum di Ramundo pubblicato sul sito Mae risulta che si è dimesso dalla carica di deputato, ma sul sito del Mercosur si evince che sia rimasto deputato fino al 31 dicembre del 2020 e cioè per l’intero periodo in cui è stato segretario particolare del sottosegretario Merlo. Insomma, Merlo e Ramundo, oltre ad aver dichiarato il falso, avrebbero esposto la nostra Nazione a possibili ingerenze e interferenze straniere". "Ritengo che su questo punto il sottosegretario Merlo debba fare immediatamente chiarezza, soprattutto ora che le sorti del prossimo governo rischiano di dipendere da un gruppo di voltagabbana che si autoproclamano 'responsabili' e che trovano l’immediata dignità di un gruppo parlamentare al Senato proprio sotto la sigla del Maie di Merlo. Se queste sono le premesse del nuovo gruppo di Giuseppe Conte, non osiamo pensare a cosa si ridurrebbe il Conte ter", conclude l'esponente di Fdi.

12.40 - "Da democratica cristiana auspico che si vada oltre... Sia Conte che Renzi devono andare oltre, perché il Paese non si governa sul contro qualcuno ma si governa sull'inclusione e la solidarietà, superando gli ostacoli''. Sandra Lonardo, ex senatrice di Forza Italia, spiega all'Adnkronos le ragioni che l'hanno spinta a restare fuori dal nuovo gruppo pro Conte a palazzo Madama e si augura che Giuseppe Conte, ''nell'interesse del Paese", alle prese con un'emergenza pandemica senza precedenti, recuperi lo strappo con Matteo Renzi. Lonardo, moglie dell'ex Guardasigilli, Clemente Mastella, ricorda le ''liti furibonde'' all'interno della Balena bianca che poi finivano sempre con un accordo comune: ''Ricordo la vecchia Dc, i cavalli di razza della Prima Repubblica quando si ammazzavano politicamente nel chiuso di una stanza per poi trovare sempre la quadra... Ecco, faccio un appello a Conte e Renzi: andate oltre mettetevi d'accordo, fatelo per il bene del Paese''.

12.30 - "Il centrodestra con la richiesta di elezioni anticipate dimostra di avere come primario interesse non quello degli italiani, ma quello di parte. È giusto invece, guardando all'interesse generale e alla difficile fase che stiamo vivendo, ricercare soluzioni per dare risposte concrete e immediate alla domanda di protezione e rilancio dell'economia che arrivano da cittadini e imprese. Occorre ripartire dalla maggioranza assoluta alla Camera e da quella relativa al Senato ottenute da Conte la scorsa settimana, per provare ad ampliare la base parlamentare del governo con chi ha a cuore il presente e il futuro dell'Italia più di qualche teorico tornaconto elettorale". Lo afferma il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro.

12.25 - "Per il PD, questo nuovo Governo può ripartire con una maggioranza più larga. Per noi Conte è l’unico che garantisce un equilibrio a quella maggioranza, che in Parlamento comunque si è manifestata. Andremo, quindi, dal Presidente della Repubblica a chiedere di ridare il mandato a Conte". Lo ha detto Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd, questa mattina a Tv7 Gold. "Valuteremo se e chi, fuori dalla maggioranza che già propone Conte, si impegnerà a raccogliere questo invito e sarà pronto a impegnarsi per questi obiettivi: la lotta alla pandemia, il Recovery Plan e fare alcune riforme di cui il Paese ha assolutamente bisogno, a partire da quella della legge elettorale", ha aggiunto.

12.20 - "Chi vuole pace fiscale, azzeramento della burocrazia e del codice degli appalti, riforma della giustizia, si siede al tavolo con la Lega e con il centrodestra". Così Matteo Salvini, parlando con i giornalisti, di fronte all'Agenzia delle Entrate di Roma, sull'Ardeatina. "Se Conte - spiega - non avrà i numeri, come non li avrà, siamo disponili a discutere di temi reali. Via maestra è quella delle elezioni. Chi volesse parlare di temi reali può dialogare con il centrodestra, credo che sia difficile lo voglia il Pd, ma noi siamo curiosi e pronti a dialogare con tutti".

12.20 - “Con il ‘governicchio Conte abbiamo un’Italia nel caos vaccini, un’Italia che non ha presentato alcun progetto per impiegare i 209 miliardi del Recovery, un’Italia all’ultimo posto per crescita ed occupazione in Europa. Serve un esecutivo forte, oppure le elezioni sono l’unica strada”. Lo afferma il presidente di Noi con l’Italia e vicepresidente del gruppo Misto alla Camera Maurizio Lupi.

12.15 - "Diremo a Mattarella 'no' a questo teatrino, al mercato delle vacche e a un reincarico a Conte, quando non ci sarà più questo signore a Palazzo Chigi, ragioneremo di tutto il resto". Così Matteo Salvini, parlando con i giornalisti di fronte all'Agenzia delle Entrate di Roma, sull'Ardeatina, ribadisce la posizione del centrodestra in vista delle consultazioni di venerdì, quando gli alleati sono attesi al Quirinale. "La via maestra - assicura - sono le elezioni, se cambia idea chi sta azzerando quota cento, chi invece non vuole azzerare quota cento può governare con la Lega'.

12.08 - I Vescovi danno voce alla "preoccupazione per la tenuta del Paese" messo alla prova dalla pandemia e anche "dalla crisi politica" e chiedono a tutte le forze in campo di lavorare per "ricucire il tessuto sociale lacerato". E’ proprio la "preoccupazione per la tenuta del Paese - spiega la Cei - che ha fatto da sfondo alla sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente, che si è svolta in videoconferenza ieri, sotto la guida del cardinale Gualtiero Bassetti. In questa fase delicata, è emersa l’urgenza di un’opera di riconciliazione che sappia sanare le diverse fratture che la pandemia ha provocato sul territorio nazionale, andando ad ‘aggredire’ tutte le fasce della popolazione, in particolare i più vulnerabili e gli ultimi". Il Paese "segnato dall’emergenza sanitaria e dalle sue drammatiche conseguenze sociali, e ora ulteriormente messo alla prova dall’attuale crisi politica, è stato il perno della riflessione dei Vescovi che si sono confrontati proprio a partire dall’analisi delle fratture – sanitaria, sociale, delle nuove povertà, educativa – visibili a livello locale e nazionale. La cronaca e i costanti contatti sul territorio restituiscono un quadro in chiaroscuro, dove alla creatività e alla resilienza dell’intera comunità italiana fanno da contraltare l’incertezza del futuro, l’inquietudine per la mancanza o la perdita del lavoro, una crescita significativa del disagio psicologico, l’emergere delle nuove povertà che stanno stritolando famiglie e imprese".

11.59 - "Non ci sto. Renzi deve restare fuori dal nuovo governo che deve essere presieduto da Conte. Non mi interessano le critiche sui transfughi, su Ciampolillo, su questo o su quello. Queste sono le regole che noi vorremmo cambiare ma ora sono queste. Se esistesse il vincolo di mandato, non ci sarebbe Renzi leader di partito in Parlamento e il M5S avrebbe ancora tra le sue fila tutti i parlamentari che ha eletto nel 2018. Non è così ma non può significare la resa a chi non è affatto migliore degli altri e che ha dimostrato di essere guidato dall'ingordigia, contrariamente ad alcuni suoi parlamentari". Lo scrive su Facebook la senatrice 5 Stelle Barbara Lezzi.

"Abbiamo detto mai più con Renzi e questo deve avere un valore. Deve avere un peso. E deve essere difesa la nostra intenzione. L'incertezza consuma, logora e spalanca le porte agli avversari. La pavidità degli esponenti della maggioranza relativa apre agli interessi renziani che non sono quelli degli italiani. Alle lusinghe cedono i deboli e ne vengono divorati. Avanti con Conte e fuori Renzi. Altrimenti - rimarca l'esponente grillina - il M5S non ci sta".

E ancora: "Una parte del M5S non ha imparato ad individuare le priorità e non ha la tempra per seguire il solco della sua ragion d'essere. Se così non fosse, non avremmo ascoltato, ieri sera in riunione, l'anticipazione dell'intervista di Casini di oggi, in cui impartisce la lezioncina, tratta dalla sua esperienza, secondo la quale non dovrebbe esistere il 'mai'. Confesso il mio disagio, il mio disorientamento nell'ascoltare e leggere colleghi che, in totale assenza di pudore, aprono a Renzi come se niente fosse successo".

"Renzi ha lanciato il guanto di sfida a Conte, indicato dal M5S, con offese, pretese e menzogne e lo ha umiliato ritirando le sue ministre malgrado il Presidente, appena mezz'ora prima della famosa conferenza stampa, avesse aperto a un tavolo di confronto. Renzi ha occupato l'intero palcoscenico mediatico per giorni con il solo scopo di denigrare il Presidente Conte. Ora, però, c'è chi vuole indurlo a ingoiare rospi e insulti riaprendo il dialogo con l'ex premier sempre più avido di potere e poltrone. La retorica del bene del Paese o del consegnare il Paese alla destra è la copia conforme della narrazione da Prima Repubblica che non collima né con il M5S né con la situazione attuale. E' solo l'apoteosi della filosofia andreottiana del 'tirare a campare anziché tirare le cuoia'", prosegue l'ex ministro per il Sud.

11.47 - "Il Governo con l'aggiunta di qualche stampella è un'operazione di palazzo. Noi ci tiriamo fuori da questi giochi e come forza di Centro nel Centrodestra auspichiamo un Esecutivo solido che porti l'Italia fuori dalla crisi". Così il senatore Udc e presidente nazionale dello Scudo crociato, Antonio De Poli, sulla crisi di Governo.

11.29 - “Forza Italia andrà alle consultazioni dal presidente Mattarella con il centrodestra, ma è chiaro che delle differenze ci sono e noi le rivendichiamo. Noi non abbiamo mai chiesto le elezioni, noi abbiamo da subito - con il presidente Berlusconi - parlato di un governo di unità sostanziale. Abbiamo da subito messo al centro le esigenze del Paese”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo ad “Agorà”, su Rai3. “Se ci sono le condizioni per un governo di unità nazionale, per un governo dei migliori, per un governo della competenza, per un governo che metta al centro non le poltrone ma le priorità del Paese, Forza Italia c’è, e anche il centrodestra ci può stare".

"È chiaro che a queste parole del presidente Berlusconi noi ci saremmo aspettati da parte della sinistra un’apertura, apertura che non c’è stata. Preferiscono litigare sul Conte ter, su Franceschini o Di Maio, e nel frattempo perdere tempo. Servirebbe, invece, un nuovo progetto e una forte discontinuità rispetto agli ultimi due governi”, conclude Gelmini.

11.27 - "In questa fase particolarmente complessa ho dato il mio aiuto tecnico alla costituzione di un gruppo europeista che contribuisca a rafforzare e stabilizzare un nuovo Governo. La mia iscrizione al gruppo Maie è stata concordata con il mio partito, cui resto iscritta e militante. Confido che questo atto possa dare una mano alla costruzione di una maggioranza solida all'altezza dei problemi enormi che il Paese sta affrontando. Confermo immutata l'attenzione al territorio del Friuli Venezia Giulia di cui sono espressione e in particolare alla minoranza slovena in Italia, che ho l'onore di rappresentare in Parlamento". Lo dichiara la senatrice Tatjana Rojc (Pd), dopo aver aderito al nuovo gruppo Europeisti-Maie-Centro democratico.

11.23 - Le banche vanno avanti comunque come tutta l'economia produttiva anche di fronte alle avversità e alle variabili politiche e noi che siamo tra i principali anelli di connessione non dobbiamo fermarci, proseguiamo il lavoro quotidianamente". Lo ha affermato il presidente dell'Abi Antonio Patuelli durante il videoforum organizzato dall'Adnkronos in diretta streaming sul sito dell'Agenzia.

11.21 - La vox comune è 'bisogna aspettare'. Ma al Senato, mentre è in corso la discussione sul Dl Natale, i contatti tra 'navigator' contiani e possibili europeisti-responsabili è plasticamente visibile nei capannelli in Transatlantico e buvette. Passa il ministro per i rapporti con il Parlamento Federicò D'Inca, che si guarda intorno, puntando poi al bancone della buvette dove la vicepresidente del Senato, Paola Taverna si intrattiene con altri colleghi.

Poco più il là Luigi Zanda, big del Pd, parla fitto con Gaetano Quagliariello, senatore di Idea, tra i centristi 'accreditati', in queste ore, tra i possibili rinforzi per un Conte-ter. La senatrice Paola Binetti in Aula, durante il suo intervento, si appella "al prossimo premier, chiunque esso sia, e alla prossima maggioranza, qualunque essa sia".

Poi avvicinata dai cronisti dice: "Oggi nessuno vi dirà nulla". Ma tra di loro i senatori parlano. Sibillino l'ex M5S, Mario Michele Giarrusso ora nel misto. Che nega possibili adesioni al gruppo appena nato degli Europeisti: "Per ora non entro", assicura all'AdnKronos.

10.47 - "L’articolo del Corriere della Sera ci risulta francamente surreale e lo smentiamo con forza. Nel pezzo ogni presunto contatto tra Di Maio e Renzi viene smentito dai renziani, dal nostro staff, ma d’improvviso spuntano fuori non meglio identificate fonti qualificate che, senza indicare un quando, un come, un dove, un perché, lasciano intendere che, appunto, ci siano stati contatti tra i due leader. Non si sa di che genere, in quale forma, a proposito di cosa: generici e confusi contatti. E questi nebulosi contatti riescono magicamente ad occupare allo stesso tempo una sola riga del pezzo ma oltre metà del titolo. Come diceva qualcuno, a pensar male si fa peccato ma molto spesso si indovina". Lo scrive lo staff del ministro degli Esteri Luigi di Maio.

"Il ministro Di Maio - prosegue - non sente Matteo Renzi da settimane e settimane. Al contempo, mantiene cordiali rapporti con molti esponenti di IV e non se ne vergogna affatto, è ciò che del resto si verifica per molti altri esponenti di governo e non. Questa continua ricostruzione falsa, drammaturgica e dietrologica del sospetto sta diventando francamente stucchevole e la consideriamo uno dei sintomi di questo clima avvelenato. Il ministro Di Maio è ad oggi tra le persone più vicine al presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed è colui che si è adoperato in prima persona nell’individuazione dei costruttori per un consolidamento della maggioranza".

10.44 - La Direzione nazionale del Pd è stata spostata alle 16 a causa di votazioni in Parlamento. Lo rende noto l'ufficio stampa del Pd.

10.41 - "Io credo che le dimissioni di Conte siano state un elemento di chiarezza e distensione per certi aspetti, per cui ci possono essere i presupposti per provare a ricominciare. Ma è chiaro che bisogna abbassare il livello di pregiudizi, dei veti, delle incompatibilità personali. Dobbiamo mettere da parte le simpatie e le antipatie, altrimenti non ne usciamo". Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervenendo a 'Omnibus' su La7. Secondo Nardella, occorre "fare uno scatto in avanti sui punti, su come vogliamo affrontare il Recovery Fund, sulla questione del Mes" perché "in una situazione di emergenza come questa o si fanno passi avanti coraggiosi, innovativi o rimaniamo fermi". Infine, per il sindaco di Firenze è "difficile che Conte non riceva un incarico a formare un altro Governo, poi da qui ad avere una maggioranza larga e solida che si auspica ce ne passa", ma "se si mettono in campo altri nomi è chiaro che si uccide fin dall'inizio l'ipotesi di un percorso quantomeno lineare di un Conte ter".

10.37 - "Rimane il mio impegno a sostenere il presidente Conte, ma un nuovo gruppo senza omogeneità politica e con esperienze diversissime non è quello che auspico in vista di un nuovo progetto, quello del 'Meglio Noi', cui, con altri all’esterno del Parlamento, stiamo dando vita". Lo dichiara la senatrice Sandra Lonardo."I responsabili, singolarmente - spiega - sono stati fondamentali per evitare che si precipitasse nella crisi di sistema, ora, però, occorre ricomporre ed allargare il più possibile senza esclusioni".

"Auspico che, con la guida di Conte, tutte le forze politiche, che avevano costituito la sua esperienza di Governo, mettano da parte le ostilità inutili ed incomprensibili e lavorino per un Governo che dia fiducia ad un Paese scosso ed impaurito, che non comprende le ragioni della crisi". Lonardo ricorda che "nella mia storia ho visto incomprensioni tra i cavalli di razza democristiani, ma che, al momento giusto, sapevano mettere da parte anche i litigi ed i difficili rapporti umani per il bene della Dc e per il bene del Paese. A Conte e Renzi è richiesto altrettanto oggi, con la mediazione politica del Pd, che deve svolgere questa funzione di pacificazione", conclude Lonardo.

10.23 - "Una crisi insensata rallenta provvedimenti essenziali per gli italiani. Noi, però, continuiamo a lavorare per dare aiuti alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori. E teniamo ferma la prospettiva di proseguire con Giuseppe Conte per garantire al Paese il rilancio che merita". Lo afferma in un Tweet il ministro per la Pa Fabiana Dadone.

10.21 - "L’idea di affidare le sorti del governo che affronti con efficienza la più grande vaccinazione di massa e investa non per le prossime elezioni ma per le future generazioni 209 miliardi di risorse europee a un gruppo eterogeneo e litigioso di 9/10 senatori, impegnati in una legittima ma sgangherata operazione trasformista imbellettata dalla nobile etichetta di ‘europeisti’ per il Conte ter, dice tutto sulla necessità di un altro premier e un’altra più ampia maggioranza. È possibile, si provi, si faccia”. Lo scrive su Facebook il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova.

10.03 - "Se passerò con gli europeisti? Per ora no". Taglia corto con l'AdnKronos il senatore del Misto, Mario Michele Giarrusso, ex Cinque stelle, tra i nomi più gettonati tra coloro che potrebbero dare sostegno al premier dimissionario Giuseppe Conte, in vista di un Conte ter. Poi Giarrusso spiega che "le novità dovete chiederle al Maie".

10.02 - L’ex azzurra Sandra Lonardo alla fine è rimasta, a sorpresa, fuori dalla partita degli 'Europeisti'. Il colpo di scena si sarebbe consumato ieri sera alla fine di una giornata convulsa per l’'Avvocato del popolo' che decide di lanciare un appello finale a tutti coloro che hanno "a cuore le sorti della repubblica, in nome di un governo di salvezza nazionale". Lonardo, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti parlamentari della maggioranza, si sarebbe tirata fuori dopo un acceso botta e risposta con Maria Rosaria Rossi sul simbolo del costituendo gruppo. Raccontano che Lonardo avrebbe voluto inserire accanto al logo del Maie e del Centro democratico anche il suo simbolo ‘Noi campani’ con cui si era presentata alle ultime regionali in Campania a sostegno di De Luca ma l’ex forzista Rossi si sarebbe opposta. Al punto di minacciare di lasciare il tavolo delle trattative, rischiando, con un senatore in meno necessario a creare il gruppo come da regolamento, di mandare tutto all'aria. Alla fine, ad avere la meglio, riferiscono le stesse fonti, sarebbe stata Rossi che avrebbe trovato in zona Cesarini due ‘responsabili’ (uno al posto di lady Mastella) per garantire la nascita del Nuovo contenitore politico pro Conte. Rossi smentisce nettamente questa ricostruzione ma chi ha partecipato attivamente alle trattative conferma le tensioni sulla questione del simbolo.

10.01 - "Per ora mi pare che non cambi nulla, per eventuali novità bisogna aspettare venerdì". Lo dice all'AdnKronos Paolo Romani, senatore di Cambiamo, rispondendo a una domanda sulla situazione al Senato, dove si riaccende il 'dialogo' con i possibili responsabili, dopo l'appello Facebook, fatto ieri sera dal premier dimissionario, Giuseppe Conte.

9.57 - Con la nascita del nuovo Gruppo Europeisti-Maie-Centro democratico non cambiano gli equilibri della maggioranza in Senato. I dieci senatori che hanno dato vita alla nuova formazione hanno infatti tutti quanti votato la fiducia al governo il 19 gennaio scorso, contribuendo al raggiungimento dei 156 voti che hanno permesso l'approvazione della risoluzione presentata dalla maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Inoltre i senatori Gianni Marilotti e Tatjana Rojc facevano già parte del centrosinistra in quanto provengono dal Gruppo delle Autonomie e dal Pd. Per il resto Raffaele Fantetti, Maurizio Buccarella, Adriano Cario, Saverio De Bonis e Ricardo Merlo erano nel Misto componente Maie; Gregorio De Falco nel Misto componente Azione; Andrea Causin e Maria Rosaria Rossi in Forza Italia.

9.26 - Nasce al Senato il nuovo Gruppo Europeisti-Maie-Centro democratico. Lo ha annunciato il presidente, Elisabetta Casellati. Ne fanno parte i senatori Buccarella, Cario, Causin, De Bonis, De Falco, Fantetti, Marilotti, Merlo, Rossi, Rojc. Capogruppo sarà Raffaele Fantetti, vice Andrea Causin.

9.06 - "Sì, in effetti sono fuori dal Gruppo che sarebbe nato in Senato. Non ho mai firmato''. Lo conferma all'Adnkronos la senatrice Sandra Lonardo.

8.45 - Nasce ufficialmente il gruppo dei ‘Responsabili’ al Senato senza lady Mastella. Indicata come una dei principali sponsor dell’operazione costruttori pro Conte, l’ex azzurra Sandra Lonardo alla fine resta, a sorpresa, fuori dalla partita. Il colpo di scena si consuma ieri sera alla fine di una giornata convulsa per l’avvocato del popolo che decide di lanciare un appello finale a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Repubblica , in nome di un governo di salvezza nazionale. Lonardo, a quanto apprende l’Adnkronos, si sarebbe tirata fuori dopo un acceso botta e risposta con Maria Rosaria Rossi sul simbolo nel costituendo gruppo. Stamattina è attesa a Palazzo Madama la formalizzazione e l'annuncio della nuova formazione centrista.

8.27 - "Conte ha già provato a fare a meno di noi. Mi pare che non ci sia riuscito. Errare è umano, perseverare è semplicemente inutile. Buon lavoro al nuovo Gruppo, se mai si costituirà. Mi pare che non stia allargando la maggioranza ma tenendo insieme persone che hanno già votato sì alla fiducia, da Ciampolillo a Maria Rosaria Rossi". Lo dice Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva alla Camera, intervistata da 'Il Messaggero'.

8.10 - “Abbiamo il dovere di cercare di lavorare con un governo politico che rilanci la propria azione e la propria credibilità, che faccia le riforme necessarie alla governabilità e a rendere esecutivo il Recovery. Ma abbiamo sempre messo un paletto: no alle forze sovraniste”. Lo dice, intervistata dal Corriere della Sera, Debora Serracchiani, vicepresidente del Pd. “II nostro segretario Zingaretti - osserva - ha più volte sottolineato la necessità di appellarsi a forze europeiste e democratiche. Anche queste forze dovranno pronunciarsi. Ma, ripeto, tutto resta nelle mani del presidente Mattarella”.

8.01 - "Chi spera in un governo guidato da me resterà deluso. Perché la soluzione è un Conte ter, con una maggioranza simile a quella che ha sostenuto l'ultimo esecutivo. Se non ci riescono, allora vedo le elezioni". Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, ex commissario alla Spending Review, lo afferma a 'La Stampa'. Le priorità, dice, sono altre rispetto a un "tira e molla" che "sta rallentando" la missione chiave del Paese: approvare un Recovery Plan e mettere in campo "alcune delle riforme che necessarie al Paese per portare la crescita a quel 2% l'anno che ci consentirebbe di recuperare il tempo perduto".

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