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Dimissioni Ferrari, è scontro con l'Erc

08 aprile 2020 | 15.52
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Durissima replica del Consiglio scientifico all'ormai ex presidente: "Non dice tutta la verità. Sfiduciato per iscritto all'unanimità". Lo scienziato "deluso" dalla risposta europea all'emergenza Covid-19

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(Foto Fotogramma)

Volano gli stracci all'Erc, il Consiglio europeo della Ricerca, dopo le dimissioni del presidente Mauro Ferrari. Il Consiglio scientifico dell'Erc ha diramato poco fa una durissima replica alle affermazioni dell'oramai ex presidente, per precisare anzitutto che Ferrari si è dimesso perché è stato sfiduciato.

"Venerdì 27 marzo - scrive l'Erc - tutti i 19 membri attivi del Consiglio scientifico hanno richiesto, individualmente e all'unanimità, che Ferrari si dimettesse dall'incarico di presidente dell'Erc". Ferrari ha quindi rassegnato le dimissioni "il 7 aprile. Quindi, le sue dimissioni di fatto hanno fatto seguito ad un voto di sfiducia, unanime e per iscritto", continuano i consiglieri dell'Erc.

La richiesta di dimissioni, puntualizzano i consiglieri, è dovuta a "quattro ragioni" che vengono elencate una per una. Prima ragione: "Durante i tre mesi del suo mandato - mettono per iscritto i consiglieri - il professor Ferrari ha mostrato una completa mancanza di apprezzamento per la ragion d'essere dell'Erc, che è quella di sostenere l'eccellenza nella scienza di frontiera, designata e implementata dei migliori ricercatori di Europa". "Sebbene abbia affermato di sostenerla nei pronunciamenti pubblici - continuano - le proposte che ha fatto al Consiglio scientifico non riflettevano questa posizione. Non capiva il contesto del Consiglio europeo di ricerca all'interno del programma Horizon 2020". Seconda ragione: "Fin dalla sua nomina il professor Ferrari ha mostrato una mancanza di impegno nei confronti dell'Erc, non partecipando a molte importanti riunioni, passando molto tempo negli Stati Uniti d'America e mancando di difendere il programma e la missione dell'Erc quando doveva rappresentarlo". Terza ragione: "Per contro - aggiungono i consiglieri scientifici dell'Erc - il professor Ferrari ha preso diverse iniziative personali all'interno della Commissione, senza consultare o attingere alla conoscenza collettiva del Consiglio scientifico, usando invece la sua posizione per promuovere le proprie idee". Quarto motivo della richiesta di dimissioni: "Il professor Ferrari era coinvolto in molteplici imprese esterne, alcune accademiche e alcune commerciali, che prendevano molto del suo tempo e dei suoi sforzi e che, in diverse occasioni, sono parse avere la precedenza rispetto al suo impegno per l'Erc. Il carico di lavoro associato a queste attività si è dimostrato incompatibile con il mandato di presidente del Consiglio scientifico".

Il Consiglio scientifico dell'Erc viene poi al merito della questione sollevata dall'ex presidente, cioè il mancato sostegno a un appello per finanziare un'iniziativa specifica sulla Covid-19. "Nello specifico, non abbiamo sostenuto una iniziativa speciale perché non è di nostra competenza e la Direzione generale della Commissione per la Ricerca e per l'Innovazione, con la quale siamo in collegamento, era già molto attiva nella sviluppare nei programmi per supportare questa ricerca attraverso i canali appropriati".

Il Consiglio elenca poi, per due paragrafi, una serie di progetti di ricerca nel campo degli agenti patogeni finanziati dall'Erc. "Tuttavia - ammette - l'Erc non fa appelli su tematiche specifiche, dato che il principio guida del Consiglio europeo della ricerca è che i nostri ricercatori sono liberi di perseguire gli obiettivi che essi stessi definiscono e di decidere su che cosa vogliono lavorare. Secondo noi, questo è un modo di importanza cruciale per generare la migliore scienza". Il Consiglio scientifico "desidera chiarire, nel caso ci fosse qualsiasi dubbio, che sostiene assolutamente la visione per la quale la ricerca scientifica fornirà le migliori soluzioni per affrontare le pandemie, come la Covid 19". "Pertanto ci rammarichiamo della dichiarazione del professor Ferrari, che nella migliore delle ipotesi non dice tutta la verità. Questo Consiglio scientifico resta dedito a perseguire la missione per la quale l'Erc è stato fondato: sostenere la ricerca innovativa che viene dal basso (bottom-up, ndr)", concludono i consiglieri.

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