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Disabile picchiato dal branco, arrestati due maggiorenni

27 giugno 2019 | 14.39
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Erano già detenuti nell’ambito dell’inchiesta sulla baby gang che ha violentemente bullizzato Antonio Stano

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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Anche due maggiorenni sono stati arrestati da agenti della Squadra Mobile della Questura di Taranto per l’aggressione violenta avvenuta il 1° aprile scorso ai danni di un disabile di 53 anni , con grave ritardo psichico, di Manduria al quale furono rotti due denti incisivi. L'accusa è di lesioni personali. I due, componenti di una delle bande di ragazzini che hanno imperversato per mesi nella cittadina messapica, erano già detenuti per ipotesi di tortura, lesioni, danneggiamento e violazione di domicilio aggravati ai danni di Cosimo Antonio Stano , il 68enne, anche lui con problemi di disagio psichico e isolamento sociale, poi morto il 23 aprile scorso in ospedale e vittima di incursioni violente ripetute nella sua abitazione.

Ieri i due minorenni, anche loro coinvolti nel caso delle aggressioni al pensionato Cosimo Antonio Stano e per questo detenuti in un Istituto competente, avevano ricevuto un provvedimento di collocamento in comunità per l'aggressione al 53enne. Le indagini sono state condotte dalla Polizia di Stato e dal Servizio centrale operativo, coordinati dal pubblico ministero Remo Epifani e dal procuratore Carlo Maria Capristo. Nei confronti dei due maggiorenni ieri sera è stata eseguita un’ordinanza cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario. L'episodio risale al 1° aprile scorso, quando, di notte, dopo aver attirato questa seconda vittima all’esterno della sua abitazione, in quattro si sarebbero accaniti contro la stessa "per puro passatempo", colpendola violentemente con calci e pugni, fino a provocarle la perdita di alcuni denti incisivi.

L’episodio, emerso dalla disamina di un ulteriore video rinvenuto nel telefono di uno degli indagati (colui che ha ripreso l’intera scena e che unitamente ad un altro minore è stato destinatario della misura del collocamento in comunità), è stato ricostruito grazie ad accertamenti compiuti dalla Squadra Mobile e dallo Sco che, attraverso l’analisi di tabulati prima ed i rilievi  (analisi morfologica) più tecnicamente avanzati operati dal Servizio di Polizia Scientifica (sezione indagini elettroniche) poi, hanno consentito di risalire all’identità dei presunti responsabili. 

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