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Don Sgroi (Conf. episcopale Sicilia): "Riti con misure anti-covid, triste stop a processioni"

01 aprile 2021 | 16.57
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(Don Giacomo Sgroi)

(di Francesco Bianco) - "Grazie a quanto il governo permette, le celebrazioni in chiesa per questa Santa Pasqua, mantenendo tutte le misure di contenimento del Covid, verranno assicurate ai fedeli". Lo afferma in una intervista all’Adnkronos Don Giacomo Sgroi, direttore dell'Ufficio regionale per la liturgia della Conferenza Episcopale Siciliana. "Le celebrazioni liturgiche - aggiunge- si svolgeranno nelle chiese con ciò che prevede l’ultimo Dpcm, ovvero, numero contenuto dei fedeli, misure precauzionali, igienizzazione e sanificazione. In questo senso, tutte le diocesi siciliane e tutte le parrocchie si attengono".

Il direttore ufficio regionale per la liturgia della Conferenza Episcopale Siciliana evidenzia però come "naturalmente, viene meno una componente essenziale -oltre a quella liturgica, centrale e fondamentale dove si vivono i misteri della fede- che e’ quella della devozione popolare che nei secoli ha dato origine a tante manifestazioni religiose concentrate tra il giovedì e il venerdì Pasquale".

"Mi riferisco -continua Don Giacomo Sgroi- all’allestimento degli altari della reposizione dove viene ‘conservato il Gesù eucarestia’ per la comunione del venerdì santo, le processioni del Cristo morto e dell’Addolorata che completano la liturgia della passione che viene celebrata in chiesa con la lettura del passo". "I fedeli, nella tradizione, soprattutto con la ‘pietà popolare’, - dice all’Adnkronos- hanno dato ‘sfogo’ a tutta una serie di devozioni che in tanti paesi dell’Isola assumono diverse caratteristiche locali". "Purtroppo anche quest’anno - sottolinea- tutto questo non potrà avere luogo. Naturalmente si percepisce grande tristezza e dolore nei fedeli anche perché in Sicilia queste manifestazioni sono molto sentite".

"Ma il nostro popolo - tiene a precisare Don Giacomo Sgroi- sta dimostrando grande maturità, comprendendo la situazione, la gravità del momento e non ci sono state proteste in tal senso". "Si vive l’essenziale della fede - prosegue il direttore ufficio regionale per la liturgia della Conferenza Episcopale Siciliana- con la partecipazione alle celebrazioni seppur con tante precauzioni. Aggiungo anche l’aspetto ‘nostalgia’ che allevia il dispiacere di un’altra Pasqua ‘diversa’ da quelle tradizionali. I social infatti ‘aiutano’, poiché tante parrocchie ‘postano’ i ricordi video delle processioni e delle tante manifestazioni di devozione religiosa".

"Rispetto comunque al lockdown generale dell’anno scorso - evidenzia Don Giacomo Sgroi- i fedeli possono partecipare alle funzioni liturgiche seppur in numero limitato. In tal senso, però, i parroci si sono attrezzati". "Ad esempio a Carini, nel palermitano, nelle chiese più grandi - conclude il direttore ufficio regionale per la liturgia della Conferenza Episcopale Siciliana- si celebrano più funzioni pasquali per consentire a più persone di partecipare in diversi orari alle riti della settimana Santa. Ricordo infine, che alcune diocesi siciliane spinte forse dalle misure precauzionali, hanno preferito disdire la tradizionale odierna messa crismale, come avvenuto ad Agrigento e a Piazza Armerina".

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