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Doping, presidente Fidal: "Fiducia in Procura ma tutti responsabili "

02 dicembre 2015 | 20.22
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"Nel ribadire la totale fiducia nell’operato della Procura Antidoping del Coni, ed auspicando una rapida conclusione dell’iter giudiziario, ritengo opportuno sottolineare quanto già espresso a suo tempo". Sono le parole del presidente della Fidal, Alfio Giomi, sulle risultanze del lavoro della Procura Antidoping del Coni che ha deferito 26 atleti dei 65 coinvolti nell'inchiesta 'Olimpia'. Giomi il 18 settembre 2014 aveva sottolineato che "la vicenda riguarda tutto (o quasi) lo Sport Italiano e non solo l’Atletica. Questo non sposta di una virgola la nostra responsabilità, ma serve ad inquadrare il problema nella giusta dimensione". E che "scaricare solo sugli atleti la responsabilità di quanto è accaduto è troppo semplice. L’atleta è il punto di partenza e di arrivo di tutto il movimento sportivo, ma in mezzo ci sono Tecnici, Società, Federazione, Coni. Assumiamoci tutti la nostra responsabilità".

"Rispetto a quelle parole -aggiunge oggi Giomi-, vorrei solo ricordare che il Consiglio federale attualmente in carica ha stabilito il 28 febbraio dello scorso anno che gli atleti, al secondo mancato controllo e/o mancata comunicazione, perdano ogni forma di assistenza da parte della Federazione; ed inoltre, che lo stesso Consiglio ha varato il 20 dicembre 2013 il 'Codice etico dell’atletica italiana', che prevede, tra le altre cose, l’automatica esclusione dalle squadre nazionali per gli atleti condannati a pene superiori ai due anni di squalifica per fatti di doping".

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