Numeri in salita del 4,5% per la 64esima edizione. Padiglioni pieni e forte presenza internazionale confermano la kermesse come punto di riferimento per il settore
Fino a poche settimane prima, c’era chi arrivava a dubitare persino dello svolgimento dell’evento. Timori legati alle tensioni geopolitiche e all’impatto sull’economia globale, fino al rischio di un blocco nei trasporti aerei: attorno alla 64esima edizione del Salone del Mobile di Milano si era creato un clima di incertezza, con pressioni per un rinvio. “Ci sono state telefonate dall’estero da parte di clienti che dicevano ‘mi hanno detto che il Salone quest’anno non si farà’. Stava montando un fronte ma noi siamo andati avanti guardando i dati, i numeri, parlando con le aziende e c’erano tutti i presupposti affinché si svolgesse”, ha raccontato la presidente, Maria Porro. La scelta di non arretrare si è rivelata vincente. La 64esima edizione chiude con 316.342 presenze, in crescita del 4,5% rispetto al 2025 (dato aggiornato alle 12.30 dell’ultimo giorno e destinato a salire), confermando il Salone come punto di riferimento globale per il design.
Un risultato che assume ancora più valore alla luce del contesto internazionale. “È stato un Salone molto concreto, al di là dei numeri, in cui si sono scritti ordini, si sono incontrati i player. La qualità non è misurabile solo con i numeri ma anche con il sentiment degli espositori, altissimo”, ha sottolineato Porro. I padiglioni della Fiera di Milano Rho sono stati costantemente pieni, con lunghe code agli stand e una forte voglia di fare impresa. A trainare la manifestazione è ancora una volta la componente internazionale: il 68% degli operatori proveniente dall’estero, una quota record in linea con il 2025. In totale, sono stati 1.900 i brand presenti da 32 Paesi. Sul fronte dei mercati, la Cina si conferma al primo posto per numero di operatori, pur in lieve flessione rispetto allo scorso anno. L’Europa mostra segnali di crescita, con Germania (+5,1%) e Spagna (+8,7%) in evidenza, mentre tra i mercati extra-europei spiccano Stati Uniti (+8,8%) e Regno Unito (+10,4%). Da segnalare anche l’exploit di Canada (+28%) e Messico (+15%), insieme alla tenuta di aree strategiche come il Brasile e la Corea del Sud.
In un contesto segnato da conflitti e instabilità, risultano particolarmente significativi anche i dati provenienti dal Medio Oriente, con presenze in crescita da Libano, Arabia Saudita ed Emirati. Un segnale della capacità del Salone di attrarre e connettere mercati anche nelle fasi più complesse. Tra i progetti che hanno caratterizzato l’edizione 2026, spicca il debutto di Salone Raritas, con 28 gallerie da 12 Paesi, che ha ampliato il dialogo sul valore culturale del design, mettendo al centro unicità, ricerca e sperimentazione. “Ci sono buoni numeri e feedback positivi con tante gallerie che vogliono partecipare. Non è vero che è esclusivo ma ha varie fasce di prezzo, con un’eterogeneità della proposta”, ha spiegato Porro, annunciando di fatto la continuità del progetto anche per la prossima edizione.
Positivo anche il bilancio sul fronte media, con 6.039 presenze tra stampa e operatori dell’informazione (+14,7%), e sulla partecipazione delle nuove generazioni: oltre 14.000 studenti e 700 designer under 35 da 39 Paesi al SaloneSatellite. A sottolineare la solidità della manifestazione è anche il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, al suo ultimo Salone in carica: “Il Salone del Mobile di Milano si conferma l’unico punto fermo per il nostro settore - ha rimarcato -. In mezzo a queste burrasche continue noi rimaniamo un punto di riferimento per le aziende che navigano in mari tempestosi e non è poco. Al di là dei numeri, espositori e visitatori confermano di essere contenti, una cosa non scontata. Dal punto di vista della qualità è stato uno dei migliori Saloni”.
Archiviata un’edizione che ha saputo trasformare le difficoltà in slancio, il Salone del Mobile guarda già avanti. Il prossimo appuntamento con la manifestazione è in calendario dal 13 al 18 aprile 2027. (di Federica Mochi)