Antonio Gozzi, interpellato dall'Adnrkonos, chiede all'Ue lo stop del sistema Ets come misura di emergenza contro l'aumento del prezzo del gas che, sulla scia del conflitto in Medio Oriente, potrebbe colpire l'industria europea con una nuova crisi energetica.
La crisi in Medio Oriente impone l’adozione di misure urgenti a tutela dell’industria europea: Bruxelles deve sospendere in via emergenziale il sistema degli ets. È l’appello che lancia il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, interpellato dall’Adnkronos sull’impatto del conflitto tra Usa-Israele e Iran per il settore siderurgico. Proprio ieri, nei conti di Duferco di cui Gozzi è presidente, si stimava per il 2026 una ripresa della domanda di acciaio dell'1,3% nel mondo e del 3,2% in Europa. Ma sono previsioni “ante conflitto” che ora è impossibile confermare, perché “non abbiamo ‘profondità di visione’, non sappiamo quanto durerà il conflitto e quindi l’incertezza che blocca gli investimenti”, spiega il numero uno degli acciaieri italiani.
Anche perché, la chiusura dello Stretto di Hormuz stringe al collo dei siderurgici un nodo sempre più stretto: quello dell’energia. “Il costo, per noi, dipende ancora dal prezzo del gas” che al deflagrare delle tensioni è schizzato nuovamente in alto: ieri, dopo lo stop alla produzione di gnl da parte di QatarEnergy, “segnava 48 euro al megawattora, un’esplosione del 50%, molto più grave di quella del petrolio, perché il Qatar rappresenta il 20% del mercato mondiale”, oltre ad essere una delle principali fonti di rifornimento con cui l’Ue ha sostituito il gas russo. In questo quadro già critico “l’Europa aggiunge anche il carico degli ets: è folle”, afferma Gozzi.
Il sistema degli Ets, il meccanismo europeo per ridurre le emissioni di gas serra nei settori energetico e industriale, fissa un tetto massimo alle emissioni di Co2 – abbassato gradualmente ogni anno – e impone alle aziende di comprare un numero di quote pari alle emissioni prodotte. L’obiettivo, quindi, è far ‘pagare’ le emissioni prodotte e, di conseguenza, incentivare l'uso di tecnologie pulite. Le rinnovabili, però, ora “non bastano”, dice il presidente di Federacciai. “Noi abbiamo bisogno, come settori industriali, di energia di base continua per tutte le 24 ore della giornata, mentre le rinnovabili sono intermittenti per definizione”. Sulla questione la discussione in Europa è aperta: il governo italiano ha già proposto una sospensione e revisione dell’intero sistema, intervenendo intanto con il decreto bollette attraverso un rimborso parziale, ai produttori termoelettrici, dei costi legati alla Co2, per ridurre il prezzo marginale e quindi il prezzo all’ingrosso dell’elettricità.
Ma “al di là di questa discussione serve un provvedimento emergenziale”, incalza il presidente, invocando l’intervento immediato della Commissione europea: “Nel fine settimana dovrebbe riunirsi proprio per discutere degli ets” ma “in una situazione che ci vede ancora come soggetto debole deve agire rapidamente con l’unica leva che ha a disposizione: la sospensione in via emergenziale del sistema Ets”, in attesa di ragionare – a crisi rientrata – di una sua successiva revisione.