Kering, al via l’Accademia per le Eccellenze: 1.500 studenti per i mestieri del lusso

Primo anno accademico a Milano per il progetto che riunisce cinque maison e sette scuole. De Meo: “Voglio valorizzare il talento degli artigiani, il business è uno sport di squadra”

Sabina Belli e Luca de Meo
Sabina Belli e Luca de Meo
30 settembre 2026 | 17.17
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Non una scuola unica ma una rete che mette insieme maison, scuole, territori e mestieri del lusso. È entrata oggi nella sua fase operativa Kering Accademia per le Eccellenze, con l’inaugurazione del primo anno accademico 2026/2027 al Mind Milano Innovation District. Sono oltre 1.500 gli studenti coinvolti nei percorsi promossi da cinque delle maison del gruppo e da sette scuole associate, per un totale di 40 programmi didattici, circa 62mila ore di formazione e 22.400 ore di stage. A seguirli sono oltre 400 maestri e professionisti.

Il progetto, presentato cinque mesi fa all’Archivio Gucci di Firenze, nasce per mettere in connessione esperienze formative che esistono già all’interno delle maison con quelle degli istituti specializzati. La rete coinvolge i poli formativi d’impresa di Bottega Veneta, Brioni, Gucci, Pomellato e Kering Eyewear e sette realtà associate: Acof, Afol, Galdus, Accademia HModa, Its Cosmo, Istituto Modartech e Mita. Nel primo anno l’Accademia si estende in sei regioni, seguendo le diverse filiere produttive legate al sistema del lusso.

A Milano, davanti agli studenti, il ceo di Kering Luca de Meo e la presidente di Kering Italia e responsabile di Kering Accademia per le Eccellenze, Sabina Belli, hanno raccontato un progetto che punta soprattutto sulle competenze. E proprio il valore dei mestieri è stato uno dei temi affrontati da de Meo nel dialogo con gli allievi. “Io vengo da un mondo diverso da quello della moda e mi sono reso conto che c’è una forte personalizzazione del successo attorno a una persona, anche per la necessità dei media di decodificare un certo tipo di progetto - ha detto il manager -. Io invece mi batto affinché venga valorizzato il talento degli artigiani, perché il business è uno sport di squadra”.

Una visione che, per de Meo, riguarda ogni passaggio della filiera: “Cerco di far capire a tutti che ogni ruolo conta: dal direttore artistico al magazziniere che deve fare in modo che il prodotto arrivi quando deve arrivare”. E ancora: “Anche i grandi talenti creativi, senza la squadra che hanno intorno, arrivano molto poco lontano: dalla sfilata alla comunicazione. Io mi considero l’allenatore di uno sport di squadra e sono abituato a lavorare così”. L’Accademia ha scelto Mind e l’Auditorium di Cascina Triulza, all’interno del Campus di Valore Italia, come sede per il suo anno inaugurale. Una decisione che mette il progetto in relazione con un distretto dove convivono formazione, ricerca e imprese e con un territorio, quello lombardo, strettamente legato alle filiere produttive della moda e del lusso.

Durante la giornata, il racconto della formazione è passato attraverso tre temi: 'Il sogno', dedicato alla maestria orafa con la testimonianza di Asia Crippa, ex allieva dell’Accademia di Oreficeria Pomellato Virtuosi con Galdus oggi inserita nel processo creativo della maison; 'La storia', con il lavoro sull’Archivio Gucci e il progetto realizzato con la Scuola di Restauro di Botticino per la conservazione del patrimonio tessile; e 'I materiali', dedicato alla pelle, ai filati e alla lavorazione a fiamma del bambù della Gucci Bamboo 1947. È su questo patrimonio di competenze che il progetto vuole costruire il rapporto tra formazione e lavoro. “L’84-85% della produzione di Kering viene fatta in Italia” e almeno “il 95% viene esportato”, ha ricordato de Meo durante l’incontro con gli studenti, sottolineando il peso della filiera italiana per il gruppo.

L’Accademia parte dunque con una dimensione già ampia ma con un obiettivo preciso: mettere in comune esperienze che finora sono state sviluppate dalle singole maison e dalle diverse scuole, creando percorsi nei quali la conoscenza dei materiali, delle tecniche e dei mestieri possa essere trasferita direttamente alle nuove generazioni. "L’eccellenza non può essere semplicemente conservata: deve essere alimentata, messa alla prova e aperta a nuove idee - ha spiegato de Meo -. La nostra ambizione è offrire ai giovani una formazione che permetta loro di comprendere la forza del saper fare italiano e, nello stesso tempo, di accompagnarne l’evoluzione all’interno di un’industria in continuo cambiamento".

Il progetto dell’Accademia al primo anno mette già in rete 1.500 studenti e centinaia di professionisti, con l’idea di costruire competenze che restino nel tempo. "Il valore dell’Accademia risiede nella capacità di mettere in relazione esperienze formative diverse e creare un dialogo continuo tra maison, scuole e territori - ha aggiunto Sabina Belli, presidente di Kering Italia e responsabile Kering Accademia per le Eccellenze -. Porre la preziosa 'intelligenza delle mani' al centro del nostro ecosistema significa far dialogare la maestria artigianale con la creatività, la ricerca sui materiali e l’innovazione tecnologica, offrendo alle nuove generazioni gli strumenti per interpretare le trasformazioni del lusso".

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