La Bce resta ferma ma Lagarde si sbilancia sui prossimi passi. Rialzo tassi? La direzione è chiara

Le risposte della presidente della Bce alle domande della stampa aprono a una decisione diversa a giugno, con una minore cautela rispetto al passato

christine_lagarde_bce_afp
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30 aprile 2026 | 16.23
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La Bce resta ferma. La presidente Christine Largarde un po' meno. Alle decisioni sui tassi di interesse, lasciati invariati, e alle altre misure di politica monetaria si lega il linguaggio usato per spiegare la posizione di Francoforte di fronte ai rischi in corso, per l'inflazione e per l'attività economica. Rischi che, viene più volte evidenziato sia nel comunicato stampa sia nello speech della presidente Christine Lagarde "si sono intensificati". Con un avvertimento che può sembrare didascalico ma che ha il suo peso, nella prospettiva delle prossime mosse da mettere in campo: "Più a lungo la guerra continua e più a lungo i costi dell'energia restano alti, più sarà forte e diffuso l'impatto su inflazione ed economia".

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Questo, tenendo comunque conto di un punto di partenza che autorizza un cauto ottimismo: "Rimaniamo ben posizionati per navigare nell'attuale incertezza". Su queste premesse si innescano le indicazioni del percorso che la Bce intende percorrere. "Monitoreremo da vicino la situazione con un approccio 'rinunione per riunione', dipendente dai dati, per determinare l'orientamento appropriato della politica monetaria". Su questo aspetto la comunicazione della Bce insiste sempre: "Non siamo impegnati su una particolare traiettoria". Tradotto, la Bce non ha già deciso come e in quale direzione intervenire nuovamente sui tassi.

Quindi, in estrema sintesi, la formula che serve a ribadire e confermare una postura vigile: "Il Consiglio è pronto ad aggiustare tutti gli strumenti che ha a disposizione, all'interno del proprio mandato, per assicurare che l'inflazione si stabilizzi intorno all'obiettivo del 2% nel medio termine e per preservare il buon funzionamento della trasmissione della politica monetaria". Fin qui, le dichiarazioni ingessate dal protocollo delle comunicazioni formali.

Nelle risposte alla stampa, invece, Lagarde si concede sfumature che aiutano a intuire una direzione. Partendo dai tassi, su cui la decisione del board "è stata unanime", ma con una riunione che ha discusso a lungo varie opzioni fra cui "un rialzo". Parole a cui si lega la frase che più delle altre fa sbilanciare la presidente della Bce: "È chiaro in che direzione sta andando la politica monetaria".

Lagarde ha anche aggiunto che volendo riassumere la decisione di oggi, direbbe: "Abbiamo preso una decisione informata sulla base di informazioni ancora insufficienti". Questo vuol dire, essenzialmente, che in base ai dati disponibili si è fatta l'unica scelta possibile. Ma anche che la situazione, sempre dati alla mano, potrebbe cambiare rapidamente. E questo perché le prospettive economiche, con gli sviluppi della guerra all'Iran, sono "molto incerte", anche perché "le catene di fornitura si stanno ritrovando sotto pressione". Come dire, oggi è così ma a giugno potrebbe cambiare tutto. Un'indicazione piuttosto netta rispetto alle abitudini di comunicazione della presidente della Bce, alla quale si è spesso imputata un'eccesiva cautela, molto lontana dalle esternazioni del suo predecessore Mario Draghi, che facevano più politica monetaria delle stesse decisioni del board. (Di Fabio Insenga)

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