La Verità festeggia i suoi primi dieci anni a Villa Necchi Campiglio

Giornalismo, impresa e spettacolo riuniti a Milano per celebrare il quotidiano fondato da Maurizio Belpietro

La Verità festeggia i suoi primi dieci anni a Villa Necchi Campiglio
02 ottobre 2026 | 13.43
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La Verità ha celebrato i dieci anni dalla sua prima uscita in edicola, avvenuta il 20 settembre 2016, con una serata per ricordare da dove si è partiti e per guardare avanti. Mercoledì 30 settembre, negli spazi di Villa Necchi Campiglio a Milano, oltre 200 ospiti del mondo del giornalismo, dell'imprenditoria e dello spettacolo hanno festeggiato insieme al direttore Maurizio Belpietro e alla redazione questo importante traguardo. Tra gli altri Giuseppe Cruciani, Mario Giordano, Andrea Pucci, Gianluigi Nuzzi, Silvia Grilli, Filippo La Mantia, Enrico Rava. Nel corso della serata Belpietro ha ringraziato i lettori e i giornalisti che hanno reso possibile l'avventura chiamando accanto a sé chi ha intrapreso quest’avventura insieme a lui 10 anni fa: “Sono da sempre più convinto che il lavoro del giornalista sia quello di dare le notizie e non di nasconderle – ha detto Belpietro – ed è quello che facciamo fa 10 anni grazie ad una squadra che giorno dopo giorno lavora per offrire informazione libera e indipendente”.

Tra i primi giornalisti che hanno creduto in questo progetto: Massimo De Manzoni, Francesco Borgonovo, Giorgio Gandola, Claudio Antonelli, Edoardo Cavadini, Fabio Corti, Mario Giordano, Giampaolo Pansa e Giacomo Amadori. La squadra si allarga presto con nuovi giornalisti e firme di rilievo. La Verità nasce nel 2016. A spingere Belpietro a fondare un nuovo quotidiano sono prima Giampaolo Pansa e poi Luca Telese, che lo mette in contatto con Giorgio Poidomani, ex amministratore delegato dell'Unità e tra i fondatori del Fatto Quotidiano. Proprio Poidomani, uomo di sinistra, prepara gratuitamente il primo business plan, a patto che il suo contributo resti segreto. Un aneddoto che Belpietro ha raccontato solo di recente, dopo la sua scomparsa.

Gli inizi sono in salita. La raccolta tra gli imprenditori porta appena 200.000 euro, un decimo del previsto, e il capitale iniziale si ferma a 540.000 euro, in gran parte messi dallo stesso Belpietro. A meno di un mese dall'uscita mancano ancora la sede, lo stampatore e il distributore, e nell'ambiente molti scommettono su una chiusura prima di Natale. Il nome della testata arriva su suggerimento di Stefano Lorenzetto, e l'obiettivo minimo per sopravvivere è di 10.000 copie. Il giornale invece supera le attese. Senza gruppi finanziari alle spalle e con una piccola squadra di giornalisti che lasciano posti sicuri per seguirlo, La Verità si afferma in dieci anni come una voce indipendente, forte di numerosi scoop e di una comunità di lettori che ne ha decretato il successo. Intorno al quotidiano è nato negli anni un vero e proprio gruppo editoriale, cresciuto fino a riunire oggi numerose testate generaliste e verticali, tra cui Panorama, Donna Moderna, Sale&Pepe, Confidenze, Starbene, Casafacile.

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