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Egitto, al Sissi: "Se crolliamo, intera regione a rischio anarchia. Pericolo anche per Israele ed Europa"

15 marzo 2015 | 13.24
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Il presidente egiziano al Washington Post: "A noi serve che gli Stati Uniti capiscano chiaramente che c'è un vuoto strategico in questa regione"

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Abdel Fattah al-Sissi (Xinhua)

"In Egitto vi sono 90 milioni di abitanti. Se crollerà, l'intera regione precipiterà in un ciclo di anarchia, con un grave pericolo per i Paesi dell'area, compreso Israele, che si estenderà all'Europa". E' questo l'allarme che il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sissi lancia dalle colonne del Washington Post. "Di che cosa si preoccupa?", gli viene chiesto. "Che il mio Paese crolli. Questa è l'unica cosa", risponde l'uomo forte egiziano.

"Sissi riflette la volontà degli egiziani", dice il generale, che esclude ogni futuro ritorno dei Fratelli Musulmani in politica. Avevano trasformato la vita degli egiziani "in un inferno - afferma nella lunga intervista - Possiamo pensare che un paese come l'Egitto possa diventare come sotto i talebani, con la distruzione delle piramidi?". "La loro ideologia richiede che prendano il potere, ma non lo lascino più... questa è una descrizione generale dell'Islam politico", dice il generale, secondo il quale tutti gli estremisti islamici derivano dai Fratelli musulmani, anche quelli dello Stato Islamico.

Sissi accusa gli estremisti islamici "delle violenze nel Sinai e al nostro confine occidentale con la Libia". "Non c'è sicurezza in Libia - aggiunge - per impedire il flusso di armi e combattenti stranieri che vengono in Egitto e minacciano la nostra sicurezza nazionale". E alle domande sulle accuse di mancato rispetto dei diritti umani nel suo paese, Sissi risponde: "Voi guardate l'Egitto con occhi americani. La democrazia nel vostro paese si è potuta evolvere in 200 anni. Dateci la possibilità di svilupparci. Se affrettiamo le cose, Paesi come il nostro crolleranno".

"A noi serve che gli Stati Uniti capiscano chiaramente che c'è un vuoto strategico in questa regione. Ci sono Paesi che si disintegrano e dove crolla la sicurezza... solo ieri i terroristi in Libia hanno rapito otto operai petroliferi e li hanno massacrati... E che cosa fanno gli Stati Uniti? Si limitano a guardare", afferma il presidente egiziano, secondo il quale la minaccia dello Stato Islamico potrà essere sconfitta soltanto "con gli stivali sul terreno", ovvero mandando truppe di terra.

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