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Lirica: Elisabetta e Maria Stuarda tornano a insultarsi all'Opera di Roma

15 marzo 2017 | 16.04
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Una scena della 'Maria Stuarda' di Donizetti dal 22 marzo al Teatro dell'Opera di Roma (foto Francesco Squeglia)

Elisabetta I e Maria Stuarda, due primedonne, due regine, cugine e nemiche che nella realtà non si incontrarono mai. Friedrich Schiller nel suo dramma 'Maria Stuarda', con una geniale invenzione teatrale, le fa incontrare e Gaetano Donizetti nell'omonima opera trasforma questo incontro-scontro in una delle pagine più audaci e celebri di tutto il melodramma ottocentesco.

Adesso, a undici anni di distanza dall'ultima rappresentazione, la 'Maria Stuarda' del compositore bergamasco torna in scena al Teatro dell'Opera di Roma mercoledì prossimo, con sei repliche, diretta da Paolo Arrivabeni, con la regia di Andrea De Rosa e due protagoniste assolute del belcanto: Marina Rebeka e Carmela Remigio, rispettivamente nei panni della regina di Scozia e di quella inglese.

L'opera in tre atti, su libretto di Giuseppe Bardari, arriva al Costanzi nel nuovo allestimento in collaborazione con il Teatro San Carlo di Napoli, con le scene di Sergio Tramonti, i costumi di Ursula Patzak e le luci di Pasquale Mari. Nei ruoli maschili spicca il tenore Paolo Fanale nei panni di Roberto, accanto a Carlo Cigni (Talbot) e Alessandro Luongo (Lord Cecil). Il ruolo di Anna è affidato a Valentina Varriale, cantante che fa parte del progetto 'Fabbrica' - Young Artist Program dell'Opera di Roma, come Roberta Mantegna e Erika Beretti che, nella recita del 4 aprile, canteranno rispettivamente i ruoli di Maria Stuarda ed Elisabetta. Maestro del Coro dell'Opera di Roma è Roberto Gabbiani.

"La 'Stuarda' è un'opera abbastanza rara - sottolinea il sovrintendente della fondazione lirica romana, Carlo Fuortes - ma bellissima e molto coraggiosa, a partire dal testo estremamente diretto che porta in scena due primedonne assolute, mettendo in secondo piano i ruoli maschili". Nella scena dell'incontro-scontro tra le due regine, Maria Stuarda apostrofa la cugina Elisabetta come "figlia impura di Bolena", "meretrice indegna e oscena" e "vil bastarda".

Una violenza verbale che, alla prima prova scenica a Napoli nel 1835, le due cantanti (Giuseppina Ronzi de Begnis e Anna del Serre) che non si vedevano di buon occhio, resero con una tale veemenza da venire alle mani. De Begnis accusava del Serre di essere la favorita di Donizetti, il quale replicò infuriato: "Io non proteggo nessuna di voi due, ma due puttane erano quelle (Elisabetta e Maria) e due puttane siete voi due".

Al di là dei pettegolezzi e delle cronache dell'epoca, la 'Maria Stuarda' è "molto difficile vocalmente, anche per il tenore il cui ruolo è interamente scritto su note di passaggio e richiede una tecnica impeccabile", spiega Arrivabeni, sottolineando che "quest'opera rivela la vena drammatica di Donizetti che, pur mantenendo una scrittura virtuosistica, anticipa Verdi".

Un'opera, spiega il direttore artistico della fondazione lirica romana, Alessio Vlad, "in cui l'apporto del direttore d'orchestra è fondamentale, come del resto avviene per tutti i capolavori del belcanto". Al Costanzi va in scena nella versione originale "per due soprani, come fu scritta da Donizetti - aggiunge Vlad - benché una tradizione ottocentesca, per differenziare le due protagoniste, affidava il ruolo di Elisabetta a un mezzosprano, a volte perfino troppo scuro, dalla vocalità simile a quella di Azucena del 'Trovatore' di Verdi".

Quanto alla messa in scena, "viene da lontano - dice De Rosa - dallo spettacolo in prosa di Schiller che a Roma è stato visto al Teatro Argentina e che abbiamo trasposto nell'opera di Donizetti". Il regista sottolinea che nel passaggio dalla prosa al melodramma "Donizetti e Bardari operarono tagli di intere scene, sintetizzate in brevi recitativi". Ma quello che c'è nell'opera e manca in Schiller è "lo straordinario approfondimento psicologico dei personaggi che il compositore riesce a restituire con la musica".

Ruolo fondamentale "anche se di cornice è quello del coro - aggiunge Gabbiani - che ha una presenza molto importante e una struttura musicale che in seguito sarà adottata anche da Verdi". Dopo la prima del 22 marzo alle 20, che sarà trasmessa in diretta da Radio 3 Rai, la 'Maria Stuarda' sarà replicata venerdì 24 (ore 20), domenica 26 (ore 16,30), martedì 28 (ore 20), sabato 1 (ore 18) e martedì 4 aprile (ore 20).

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