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Eterologa, primo accordo tra le Regioni: gratis per le donne in età fertile

03 settembre 2014 | 18.14
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I tecnici della Commissione salute hanno messo a punto il documento che sarà giovedì sul tavolo della Conferenza delle Regioni. Il ministro Lorenzin: "Bene un'intesa ma una legge è necessaria"

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I tecnici della Commissione salute della Conferenza delle Regioni hanno messo a punto il documento tecnico per l'introduzione della fecondazione eterologa in Italia, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito il divieto previsto dalla legge 40. Il documento sarà giovedì sul tavolo della Conferenza delle Regioni, convocata in via straordinaria anche per discutere dell'attuazione dell'eterologa.

Ricalcando quanto dettato dalla legge 40/2004 sulla fecondazione omologa, i rappresentanti delle Regioni hanno deciso che la fecondazione eterologa sarà gratuita o sottoposta a ticket, quindi accessibile nelle strutture sanitarie pubbliche, per le donne in età potenzialmente fertile.

Per quanto riguarda la 'corrispondenza' fra caratteristiche fisiche di donatori e ricevente, le Regioni sono orientate, a quanto si apprende, "su un piano di estrema ragionevolezza" e, quindi, probabilmente a favore di tale corrispondenza, almeno per quanto riguarda il colore della pelle.

Lorenzin: bene accordo Regioni su eterologa ma legge necessaria - "E' un bene che le Regioni trovino un accordo sulla fecondazione eterologa, ma una legge è necessaria" ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo a Tgcom24. "Le Regioni si vedranno domani perché vogliono partire senza disparità. Credo che sia buono un accordo fra di loro - ha affermato - ma una legge è necessaria, perché solo una legge nazionale può recepire la direttiva europea che mette in sicurezza le donazioni, può permettere un registro" dei donatori "e anche l'inserimento nei Lea e nei ticket dell'eterologa. Le Regioni fanno bene a lavorare insieme, in modo che non ci siano disparità fra una e l'altra".

"Allo stesso momento - ha aggiunto - ho mandato la bozza del decreto alla Camera e al Senato, spero che il Parlamento possa lavorare in tempi veloci, almeno per quelle norme che ci permettono di recepire le direttive europee e di poter effettuare in sicurezza una pratica che riguarda bambini che nasceranno e che - ha concluso - devono avere una sicurezza pari agli altri".

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