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Farmaceutica: assemblea Novartis, si' azionisti a proposte vertici (2)

25 febbraio 2014 | 17.27
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(Adnkronos Salute) - Il 2013 è stato un anno positivo per Novartis, ha affermato Reinhardt rivolgendosi in apertura ai 2.123 azionisti presenti in rappresentanza di 1,67 miliardi di azioni, vale a dire del 61,8% del totale. La società - ha aggiunto - è sulla rotta giusta, ma le sfide non mancano, a cominciare da un difficile quadro economico generale, in cui vanno accentuandosi le pressioni politiche da parte di Usa e Ue. Il presidente del Cda ha parlato anche della difficoltà di trovare manodopera qualificata, senza però soffermarsi sul voto popolare relativo all'immigrazione di massa.

Iniziali applausi spontanei ha provocato l'intervento del numero uno Jimenez, che ha cominciato il discorso sfoggiando un ottimo tedesco. Poco dopo il Ceo americano è però passato all'inglese, per commentare un esercizio 2013 che si è chiuso con un utile pari a 9,3 miliardi di dollari, l'1% in meno dell'anno precedente (+7% a cambi costanti), e un fatturato di 57,9 miliardi (+2%). Jimenez ha prospettato una nuova fase di crescita per l'azienda. Nel rispondere alle domande, i vertici non hanno rivelato novità riguardo a eventuali piani in relazione alla consistente partecipazione che il gruppo detiene nella rivale e 'concittadina' Roche.

I dirigenti hanno dovuto incassare dure critiche per il taglio di 500 posti di lavoro nella sede di Basilea. Reinhardt ha risposto che Novartis non prende decisioni del genere alla leggera e che cercherà di migliorarsi in materia di pianificazione del personale. Jimenez ha fatto presente che il settore richiede flessibilità, ma sarà fatto il possibile per reintegrare i dipendenti interessati dai tagli. Infine, un rappresentante dell'associazione Dichiarazione di Berna ha protestato per le esternalizzazioni di test clinici in Paesi in via di sviluppo, ritenendo la tendenza eticamente problematica. Reinhardt ha sottolineato che Novartis fa il massimo affinché vengano rispettati standard elevati. Un azionista ha anche se la società sia adeguatamente protetta dal rischio spionaggio, in particolare dagli Usa. Jimenez ha assicurato che telefoni e computer sono ben protetti, mentre Reinhardt ha fatto presente che il 98% dei colloqui si svolge in modo diretto, non al telefono.

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