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Polemiche su sit-in Casapound a Roma, la questura: "Non ha impedito l'ingresso dei rom a scuola"

CRONACA
Polemiche su sit-in Casapound a Roma, la questura: Non ha impedito l'ingresso dei rom a scuola

E' polemica sul sit-in di protesta organizzato questa mattina a Roma dal Blocco studentesco dopo la denuncia di Arci Solidarietà onlus e della cooperativa Eureka, secondo i quali i manifestanti di Casa Pound avrebbero impedito di uscire a tutte le persone del campo di via Cesare Lombroso, compresi i bambini che dovevano recarsi a scuola.


In una nota la questura di Roma precisa che "il sit in non ha creato pericolo o intralcio al traffico cittadino né tantomeno ha impedito agli studenti di accedere all'interno delle aule. Anche le attività all'interno del campo nomadi sono proseguite regolarmente e non risulta che sia stato impedito il passaggio di alcuni bambini rom che stavano andando a scuola".

Circa 200 studenti, fanno sapere da San Vitale, si sono radunati in un sit in spontaneo, non preavvisato, a poche centinaia di metri dal campo nomadi di via Cesare Lombroso. "La manifestazione di protesta, orientata contro le presunte aggressioni e violenze da parte dei nomadi ai danni delle scuole e degli studenti, svoltasi anche con gli interventi oratori di personaggi esterni agli istituti, riconducibili comunque al Blocco studentesco è terminata intorno alle ore 9, dopo l'accensione di alcuni fumogeni e lo srotolamento di diverse bandiere con il tricolore", spiega la questura di Roma. Sono in corso accertamenti da parte degli agenti della Polizia per identificare le persone che hanno aderito all'iniziativa.

Fabio Di Martino, responsabile nazionale del Blocco Studentesco, assicura: "Non è stato impedito a nessuno di uscire dal campo nomadi di via Cesare Lombroso. La ricostruzione fornita dalla cooperativa Eureka di quanto accaduto alla manifestazione del Blocco Studentesco davanti agli istituti Tacito e Domizia Lucilla, a Roma, è del tutto priva di fondamento'', sottolinea.



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