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Terrore a Milano, dirotta bus e gli dà fuoco

CRONACA
Terrore a Milano, dirotta bus e gli dà fuoco

(Fotogramma)

Follia e paura a Milano. Il conducente di un bus delle autolinee padane, Ousseynou Sy, ha dirottato il mezzo dove viaggiavano 51 ragazzi e alcuni insegnanti sulla provinciale 415 che collega Pantigliate a San Donato Milanese e dopo averli fatti scendere ha cosparso di liquido infiammabile sedili e corridoio appiccando il fuoco. Tanto spavento ma per fortuna nessun ferito. Sul caso indaga la procura di Milano. Titolari dell'inchiesta i pm Alberto Nobili e Luca Poniz.


Interrogato in serata, l'uomo - che deve rispondere di strage e sequestro di persona con l'aggravante del terrorismo - "vista la pericolosità del gesto in sé", "ha confessato che da qualche giorno aveva ponderato il gesto", come ha spiegato in conferenza stampa Alberto Nobili capo del pool dell'antiterrorismo milanese.

Il 47enne "ha ammesso la premeditazione" e "ha detto di aver fatto tutto da solo, non ha consultato nessuno e non ha avuto nessuna direttiva". L'uomo "non è inquadrabile per conoscenze investigative pregresse in nessun contesto radicalizzato o stragismo islamico. E' un lupo solitario che non ha fatto nessuna riflessione sull'Isis".

CHI E' - Ousseynou Sy ha 47 anni ed è di origini senegalesi. Cittadino italiano dal 2004 dopo aver sposato un'italiana da cui si è separato e ha avuto due figli, Sy è autista di autobus da una decina di anni. A suo carico risulterebbe una denuncia per guida in stato di ebbrezza e una per violenza nei confronti di minori (condanna a un anno sospesa).

PERCHE' HA AGITO - L'uomo avrebbe agito esasperato dall'attuale situazione migratoria. "Non ce la faccio più a vedere bambini e donne che muoiono in mare" ha detto secondo quanto riferito dal pm di Milano Alberto Nobili. Il magistrato a capo dell'antiterrorismo svela come l'autista avesse registrato, sul suo canale YouTube, "un video per annunciare il gesto eclatante. Video diffuso, tra ieri sera e stamane, sia ad alcuni amici a Crema che ad alcuni parenti in Senegal".

"Nessuno si sarebbe fatto male, volevo arrivare all'aeroporto di Linate e poi scappare in Senegal - ha sottolineato il 47enne -. Volevo solo fare un gesto dimostrativo, che tutto il mondo parlasse di me, come per dire 'Africa sollevati, basta donne e bambini morti in mare'". Gli investigatori stanno cercando di capire quali fossero le reali intenzioni dell'uomo una volta arrivato all'aeroporto.

LA DINAMICA - Il 47ennel ha costretto gli insegnanti a legare con delle fascette da elettricista alcuni dei 51 ragazzini: i professori, spiegano i carabinieri, non hanno stretto le fascette, in modo da lasciarli liberi di scappare. Secondo quanto emerso da alcuni particolari "il mezzo era in fiamme, mentre alcuni bambini erano ancora dentro". L'uomo, aggiunge il pm Alberto Nobili, aveva comprato una "tanica da dieci litri di benzina e le fascette da elettricista" per legare i bambini e gli accompagnatori. Al momento non è stato trovato il coltello che l'autista avrebbe avuto con sé, nessuna traccia neppure di un'arma, anche se alcuni testimoni raccontano "di aver visto il calcio di una pistola".

LA CHIAMATA AL 112 - E' stato un ragazzino a riuscire a prendere uno dei cellulari sequestrati e a chiamare il 112, avvisando i carabinieri di quello che stava accadendo. Sconvolti i genitori, corsi a scuola dopo l'avviso del sequestro del pullman.

IL PRONTO SOCCORSO - Dopo il gesto, l'uomo è stato portato all'ospedale Niguarda di Milano, dove i medici gli hanno medicato mani e braccia per lievi ustioni. A quanto si è appreso, il 47enne era tranquillo durante le medicazioni. Nessuno dei ragazzini, messi in salvo dai carabinieri dopo un inseguimento e successivo speronamento dell'autobus, è stato portato al Niguarda, dove è invece stato portato uno dei soccorritori arrivati sul posto: per lui, una semplice distorsione al polpaccio.

"UOMO ESASPERATO" - L'avvocato di fiducia dell'autista, Davide Lucchini, ha descritto il 47enne come "un uomo esasperato che non condivide le politiche restrittive in tema di immigrazione, il cui disagio è esploso con l'ultimo episodio di cronaca", ossia il no allo sbarco sulle coste siciliane di alcuni migranti. "Non ha mai dichiarato di essere vittima di razzismo - ha spiegato il legale -, lui è ateo e non ha nessun aggancio per cui si possa ipotizzare un legame col terrorismo. Voleva compiere un gesto eclatante perché crede che il tema migratorio sia sottovalutato dall'opinione pubblica, e perché come senegalese sente questo tema sulla sua pelle: quei morti in mare, mi ha detto, sono suoi fratelli", ha aggiunto al termine dell'interrogatorio durato oltre un'ora.

"Durante il tragitto ha spiegato ai bambini perché stava facendo quel gesto dimostrativo che voleva concludere fermandosi all'aeroporto. E' molto dispiaciuto che i piccoli possano aver avuto paura, visto che lui è dalla loro parte e non vuole che gli accada nulla", ha concluso il difensore di fiducia. Nei prossimi giorni per l'autista ci sarà l'interrogatorio di garanzia.

SALVINI - Intanto, il Viminale si è messo subito al lavoro per verificare la possibilità di togliere la cittadinanza italiana a Sy, secondo quanto si apprende da fonti del ministero dell'Interno. L'eventualità è contemplata dal Decreto sicurezza e il ministro Salvini segue direttamente la vicenda. "Ringraziamo Dio, ma non basta però pregarlo. Già giovedì manderò una circolare ai sindaci, che prevede che chi lavora con il pubblico e con i bambini porti la fedina penale" ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, a 'Porta a Porta'. "Questo portava un pulmino con i ragazzi e aveva precedenti penali", ha sottolineato Salvini, rivolgendosi all'autista del bus come "una bestia e ignorante" e facendo notare come l'uomo abbia detto che i morti nel Mediterraneo sono "colpa di Di Maio e Salvini".



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