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Il kebabbaro: "L'incendio mi ha fatto male, qui la gente prega"

CRONACA
Il kebabbaro: L'incendio mi ha fatto male, qui la gente prega

(Foto Adnkronos)

dall'inviato Tommaso Gallavotti


"Ah oui. Qui normalmente aspettiamo la Pasqua, perché la gente viene a pregare: tutta la via campa di questo". Haitem, tunisino di Tunisi, da tre anni a Parigi, parla davanti al suo locale che serve kebab e falafel ai turisti che affollano rue de la Huchette, una via pedonale a pochi passi dalla cattedrale di Notre-Dame, rimasta seriamente danneggiata dall'incendio che è divampato ieri sera. "Già adesso siamo messi male - lamenta - doveva capitare proprio il lunedì di Pasqua. Speriamo che passi bene", dice all'Adnkronos in buon italiano. "Sono stato a Modena dieci anni", spiega Haitem, "e ora sono venuto qua", a cucinare kebab per i turisti e per i fedeli, vicino alla cattedrale. "Per me, che sono musulmano ma rispetto tutti - continua - Notre-Dame rappresenta una cosa buona. Mi dispiace per l'incendio: mi ha fatto male, perché è una cosa vecchia, bella, dove la gente viene per pregare", conclude.

Nella via parallela, il Quai de Montebello, lungo la Senna, Dino, un ragazzo tedesco sulla trentina, sta seduto alla reception dell'Hotel Les Rives de Notre-Dame e non è troppo preoccupato per l'incendio che ha danneggiato la cattedrale nota in tutto il mondo, sulla quale si affacciano le camere migliori dell'albergo. "I danneggiamenti sono dietro - osserva - le nostre camere danno sulla facciata", che è relativamente intatta. Quindi, per i clienti "la vista da qui non cambia molto". Inoltre, continua, "non c'è solo Notre-Dame qui: c'è tutto il Quartiere Latino qui dietro, abbiamo la casa di Henri Matisse poco lontano. Siamo sempre completi, il 96% dei giorni dell'anno: oggi sono i giornalisti che hanno occupato tutte le stanze", domani saranno altri.



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