Delitto Arce, 5 indagati

CRONACA
Delitto Arce, 5 indagati

Il luogo dove fu ritrovato il corpo di Serena Mollicone (Fotogramma)

Sono chiuse le indagini preliminari sull'omicidio di Serena Mollicone, la studentessa di Arce (Frosinone) uccisa nel 2001. Sono stati recapitati gli avvisi di chiusura dell'inchiesta a cinque persone, a vario titolo, coinvolte nel caso. Si tratta di due carabinieri, un ex carabiniere ossia l'ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce Franco Mottola, sua moglie e suo figlio.


"Sono abbastanza fiducioso" che stavolta, a distanza di 18 anni, si possa arrivare alla verità. Lo afferma all'Adnkronos Guglielmo Mollicone, il papà di Serena. "Stavolta ci sono le prove trovate sul corpo di Serena, le analisi del Ris", sottolinea Mollicone secondo il quale c'è "un corpo di accusa" consistente. "Un ringraziamento agli inquirenti che hanno lavorato con professionalità e volontà ferrea per arrivare a stabilire quello che è successo - sottolinea Mollicone - Un ringraziamento alla magistratura che ha diretto le indagini, ai carabinieri che hanno lavorato in un modo da ammirare".

Il papà di Serena fa anche "un appello: chi sa di questi cinque, parli" dice rivolgendosi agli indagati, in particolare "ai due carabinieri che possono ancora parlare e ritrovare la dignità" e si appella affinché dicano "quello che sanno, senza aspettare che sia un processo a stabilirlo" ritrovando così una "dignità" tanto più importante se si "indossa una divisa". "C'è la volontà dell'Arma di arrivare alla verità, un'Arma ferita da mele marce, che è stata la prima a isolare elementi che hanno allontanato la verità", conclude il papà della ragazza.

"Attendo di sapere e conoscere gli atti dell’impianto accusatorio, dell’analisi investigativa criminale dei Ros ed altro che dovrà essere chiesto dai difensori della difesa e dei familiari della vittima, affinché possa analizzarlo, confutarlo o perfezionarlo" afferma, in una nota, l’investigatore privato Carmelo Lavorino, consulente per la difesa nel processo sull’omicidio di Serena Mollicone. "Non si dimentichi che a suo tempo feci assolvere assieme al mio gruppo di specialisti Cescrin il carrozziere Carmine Belli, accusato ingiustamente dell'omicidio della povera Serena. Se non ci fossimo stati noi - conclude Lavorino - avremmo avuto un innocente in carcere per 24 anni e un altro errore giudiziario".



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