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Scontro tra Giletti e sindaco Mezzojuso

CRONACA
Scontro tra Giletti e sindaco Mezzojuso

Fermo immagine da 'Non è l'Arena'

"Contro di me c'è stato un attacco mediatico, mi sono alzato e ho lasciato la trasmissione quando Giletti, dopo l'ennesima volta, voleva mistificare la verità. Su quell'atto c'era scritto 12 ettari e lui diceva 90 ettari. Bisogna leggere e studiare le carte e poi bisogna conoscere la realtà dei fatti, lui l'ha mistificata e ho detto basta". A parlare con l'Adnkronos è Salvatore Giardina, il sindaco di Mezzojuso, protagonista ieri sera della trasmissione 'Non è l'Arena' di Massimo Giletti su La7, andata in onda in diretta dal paese in provincia di Palermo, il paese delle sorelle Napoli che da anni denunciano minacce e intimidazioni di stampo mafioso. Durante la trasmissione è divampata una lite furibonda. "A Giletti non piace avere contraddittorio" dice ancora Giardina. "Non parlerei di imboscata - dice poi - ma lui doveva farsi pubblicità per la presentazione del suo libro che farà domani a Palermo dedicato proprio alle sorelle Napoli e intitolato 'Le dannate'. Mai titolo fu più azzeccato...".


"Giletti dopo la sua bella trasmissione poi spegne le luci e se ne va - dice Giardina -io invece continuo a stare accanto alle mie concittadine. E' venuto a Mezzojuso per alzare l'audience. Ma gli è andata maluccio, direi. Ho guardato i dati Auditel. Da quello che ho letto ho visto che ha perso qualche punto di share, non vorrei essere nei panni di Urbano Cairo, perché ha speso dei bei soldini per mettere su la struttura a Mezzojuso". "Sono amareggiato - aggiunge Giardina - parla sulle persone, non fa finire i discorsi. L'ho visto molto nervoso, anche nell'attacco finale, si è permesso di dire: 'Mi alza le mani?' ma se è stato lui a venirmi addosso..". "Io non mi sono per niente pentito di avere partecipato, io sono sempre stato dalla parte della legalità". E dice che domani non andrà alla presentazione del libro di Giletti a Palermo. "Non sono stato invitato...", chiosa. E aggiunge: "Non so se gli conviene che io mi presenti in sala...".

Ma Massimo Giletti non molla. All'Adnkronos dice che "le sorelle Napoli non vanno abbandonate. Terrò sempre il loro caso sotto i riflettori perché queste donne dimostrano che un'altra Sicilia è possibile. E' stata una diretta costata uno sforzo enorme a La7 perché era dai tempi di Santoro che non si faceva una simile esterna". Il tema della puntata è assai caro a Giletti, tanto che il suo libro che s'intitola 'Le dannate', uscirà domani per Mondadori e sempre domani il conduttore lo presenterà al Teatro Santa Cecilia di Palermo con il giornalista Salvo Palazzolo e le tre sorelle di Mezzojuso.

Verso la fine della diretta di ieri sera il sindaco ha prima dato del "farabutto" a Giletti, e poi sempre più infuriato, davanti all'atto notarile che attestava che il terreno era stato comprato dal nonno delle sorelle nel 1923, ha detto a Giletti: "Lei è un falsificatore". E dopo un faccia a faccia tra i due che ha fatto temere il peggio, ha abbandonato la diretta. "Io non mistifico nulla - dice Giletti - ho semplicemente mostrato al sindaco un atto notarile che attesta che il terreno è stato acquistato dal nonno delle tre sorelle nel 1923", mentre il sindaco parlava di acquisto più recente fatto dal padre delle tre donne, avvenuto negli anni in cui quei terreni erano sotto il controllo della mafia corleonese.

"A parte che ci sono i documenti che testimoniano la data di acquisto del terreno, ma che senso ha parlare del padre o del nonno? Adesso ci sono tre donne che, dopo essersi rivolte a don Cola La Barbera, capomafia della zona negli anni passati, che aveva promesso loro tranquillità per tutelare la latitanza di Benedetto Spera rifugiato a pochi metri dal terreno delle Napoli, si sono rivolte ai carabinieri denunciando pressioni e intimidazioni fatte con metodi che fanno molto pensare alla mafia. Questa è la cosa importante", dice Giletti.

"Queste donne lottano da 11 anni e come unico salvagente hanno i carabinieri - prosegue - e non si può gettare fango su di loro dicendo che Salvatore Napoli (il padre, ndr) era un capo mafioso quando invece, come attesta la relazione del colonnello Obinu, il capo mafioso era un suo lontano cugino, Giovanni Napoli. Ma poi anche ammesso che il padre delle Napoli avesse avuto contatti con quel sistema, è ancora più apprezzabile che queste donne si siano rivolte ai carabinieri e ancora più forte l'esigenza di sostenerle", aggiunge Giletti che cita Gesualdo Bufalino: "La battaglia contro la mafia la fai portando dei maestri, perché il problema della mafia è culturale e non si vince soltanto con le forze dell'ordine".

Quanto alla rissa sfiorata con il sindaco Giardina, "la vera sintesi l'ha data il sindaco di Troina un piccolo centro della provincia di Enna, che - racconta il giornalista - da quattro anni vive sotto scorta ed è riuscito a sconfiggere la mafia dei pascoli. Quando gli ho detto che Giardina, all'epoca assessore, andò alla tumulazione di don Cola La Barbera nonostante la Questura avesse vietato i funerali pubblici, lui ha risposto: 'Io i mafiosi li accompagno dietro le sbarre'. Questa è la frase che fa la differenza della serata" rimarca Giletti.

Il giornalista contesta poi la valutazione dello share. "Il sindaco di Mezzojuso dimostra ancora una volta di essere poco attento alla realtà - scandisce - sfiorare il 7% di share parlando di un argomento così importante come una vicenda che a che fare con la mafia dei pascoli, con una trasmissione di oltre quattro ore sullo stesso tema, è un vero e proprio record per La7".

"Purtroppo - aggiunge Giletti - così come ha dimostrato di essere debole in materia giuridica non conoscendo la differenza tra calunnia e diffamazione, Giardina dimostra anche di conoscere poco i dati di ascolto. Prima di parlare, si faccia illuminare dal suo assessore alla cultura". 'Non è L’Arena' ha totalizzato il 6,73% di share e 1.248.363 telespettatori medi con 7.030.311 di contatti. Il programma ha ottenuto picchi del 10,50% con 1.711.069. La7, quindi, con il 6,13% di share è stata la quinta rete del prime time (20.30 – 23.30).



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