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Buste esplosive a Roma, si indaga per terrorismo

CRONACA
Buste esplosive a Roma, si indaga per terrorismo

Immagine di repertorio (Fotogramma)

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per attentato con finalità di terrorismo e lesioni in relazione ai tre pacchi bomba esplosi nelle ultime ore a Roma e Fiumicino e indirizzati a tre donne, ferendo due delle destinatarie e un’addetta del centro smistamento posta di Fiumicino.  A condurre le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal pm Francesco Dall’Olio, sono Digos e carabinieri del Ros.


Prende corpo la pista anarchica, secondo quanto emerge al termine di un vertice in Procura fra pm e gli investigatori del Ros e della Digos. In particolare si ritiene che dietro questi gesti possano esserci frange antimilitariste che vogliono protestare contro gli accordi siglati dalle università di Tor Vergata e della Cattolica del Sacro Cuore con l’Aeronautica militare e con il Corpo d'Armata di Reazione Rapida della Nato. Al momento però non sono arrivate rivendicazioni.

Il primo pacco bomba esploso domenica notte che ha ferito un’addetta del centro smistamento posta di Fiumicino era indirizzato a un’ex dipendente dell’Università di Tor Vergata e come ‘mittente’ riportava proprio l’ateneo. Il secondo pacco è esploso invece nelle mani della destinataria, un’ex dipendente Inail che abita al Nuovo Salario e che ha riportato 20 giorni di prognosi. L’ultimo ordigno è esploso ieri sera in via Fusco alla Balduina: la destinataria, una 68enne ex impiegata nel settore delle biotecnologie all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha riportato ustioni su mani e viso con prognosi di 30 giorni.

A quanto emerso dalle indagini, le tre donne non si conoscono fra loro ma i presunti mittenti delle rispettive buste erano noti ai destinatari. I plichi erano del tutto simili fra loro e secondo gli inquirenti sarebbero stati fatti da una stessa persona. In Procura è stato aperto un fascicolo di indagine per attentato con finalità di terrorismo e lesioni.

Inquirenti e investigatori non escludono inoltre che possano esserci altri plichi esplosivi in circolazione come i tre pacchi bomba esplosi nelle ultime ore. In particolare, sono state allertate le Poste Italiane per effettuare controlli su plichi e pacchi in transito al centro smistamento posta di Fiumicino, dove domenica scorsa è rimasta ferita un’addetta che ha riportato 10 giorni di prognosi.

Dalla quantità di esplosivo contenuta nei plichi inviati a Roma nelle ultime ore emerge la volontà di fare male, ferire, ma non uccidere. E’ l’idea che si stanno facendo inquirenti e investigatori. Sono in corso ancora accertamenti sul tipo di esplosivo utilizzato e sui plichi in busta A4 gialla con all’interno una scatolina in legno contenente l’innesco che si attiva all’apertura della busta.



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