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Eurostands si riconverte e vende 4mila barriere 'anti Covid'

L'imprenditore: "Quindici giorni fa ero disperato, ora richieste da Spagna, Svizzera e Germania"

CRONACA
Eurostands si riconverte e vende 4mila barriere 'anti Covid'

di Vittoria Vimercati


Dagli allestimenti per i grandi eventi alle barriere in plexiglass per proteggere farmacisti e cassieri dei negozi di alimentari dal coronavirus. La storia di una riconversione di successo arriva da Cavenago, Monza e Brianza, negli stabilimenti della Eurostands, il gruppo che allestisce Fiere in tutto il mondo. "Quindici giorni fa ero disperato. Sapevo che avrebbero annullato il Salone del Mobile e da settimane ricevevamo continui rinvii per fiere e altri eventi. Ho 105 dipendenti e non sapevo cosa fare", racconta all'Adnkronos Maurizio Cozzani, l'amministratore delegato di Eurostands.

Da qui, l'intuizione: provare a ripartire mettendo in produzione delle barriere impermeabili, disegnate dall'architetto Alessandro Ballocchi, che aveva raccolto il grido d'allarme dei farmacisti, preoccupati di non essere protetti a dovere durante il lavoro. "Ho chiamato il mio capofabbrica e in 24 ore abbiamo rimesso in vita lo stabilimento".

Il prodotto, studiato in tempi record, va già a ruba. "In dieci giorni abbiamo venduto 4mila barriere a farmacie di tutta Italia, da Nord a Sud. Ho richieste che aumentano di ora in ora, anche da parte dei negozi di alimentari", spiega Cozzani, che non nasconde l'entusiasmo, condiviso anche dai suoi operai. Abituati ad allestire in un anno 35mila metri quadrati di fiere, erano preoccupati di poter perdere il lavoro. Ora, a Cavenago, sono tutti ai loro posti. "Chiaramente tutti distanti, con guanti, camici e ogni genere di protezione: sembra di essere a Wuhan", ci tiene a precisare l'amministratore delegato, che è "molto felice" soprattutto perché, con la riconversione, non dovrà chiedere la Cassa integrazione.

Gli ordini per le 'Covistop', così ha ribattezzato le lastre parafiato, sono arrivati non solo dai negozi, ma anche da grandi aziende, come Tim e Intesa SanPaolo, ed Eurostands sta iniziando a progettare anche altri prodotti alternativi, sempre sul filone Covid19. "Oltre a varie tipologie di schermi, stiamo iniziando a realizzare delle colonnine che distribuiscono gel igienizzanti".

Pur con questa riconversione, il 2020 sarà un anno di rinunce rispetto alle previsioni. "Solo il Salone del Mobile per noi significava ricavi per almeno 3,5 milioni", una parte importante del fatturato di Eurostands: "Nel 2020, le nostre previsioni erano di arrivare a 24 milioni di ricavi, ora non so se arriveremo a 18". Le incognite restano, anche per la seconda parte dell'anno. Molte fiere sono state rinviate ma non si sa quanto durerà ancora l'emergenza sanitaria.

Il rinvio del Salone è una ferita per tutto il settore. "Siamo solidali con chi ha preso questa difficile e coraggiosa decisione, ma siamo un grande Paese, ci sarà modo di ripartire".



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