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Richeldi: "Il peggio deve ancora venire? Spero Oms sbagli"

CRONACA
Richeldi: Il peggio deve ancora venire? Spero Oms sbagli

AFP

Il peggio deve ancora venire? "Personalmente mi auguro che l’Oms si sbagli. Sarebbe però certamente un errore ignorare i messaggi di allerta che vengono dall’unica organizzazione sanitaria sovranazionale, che ha un punto privilegiato di osservazione, rispetto ai singoli Paesi". A dirlo, in un'intervista su 'La Stampa', Luca Richeldi, pneumologo, componente del Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute, commentando il nuovo allarme lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità sulla pandemia.


Riferendosi all'andamento drammatico di Covid-19 in Usa o in Brasile Richeldi ha sottolineato che "questi Paesi stanno vivendo fasi diverse e scontano il prezzo di mancate misure di contenimento e di ineguaglianze sociosanitarie che sono molto più spiccate rispetto all’Europa". Per quanto riguarda invece i nuovi focolai italiani, sembrerebbe che non provochino malattie serie "o comunque non gravi come nei mesi passati. La mia opinione - dice - è che questo sia l’importante risultato combinato di diagnosi più precoci, carica infettante ridotta e maggiore protezione delle persone più vulnerabili".

Quanto all'abolizione delle distanze di sicurezza sui treni, come hanno fatto alcune Regioni del Nord, "è una decisione sbagliata. Nei luoghi chiusi non c’è altro sistema per proteggersi dal contagio. Il distanziamento fisico è ancora necessario e in particolare sui treni", afferma Richeldi, ricordando che è ancora necessario il distanziamento "in particolare nei luoghi chiusi in cui si permane in modo stazionario per tempi prolungati. Mi pare proprio che i treni rientrino in questa fattispecie". Ancora necessario, inoltre, "l’utilizzo delle mascherine. E poi la frequente igiene delle mani, anche con gel su base alcolica. Non sono sacrifici così grandi, soprattutto se confrontati con quelli dei mesi scorsi". Per quanto riguarda gli aerei l'esperto precisa che sono sicuri "a patto che vengano rispettate le misure che al momento ne regolano l’attività. Quindi, anche in questo caso, la sicurezza nostra e degli altri va di pari passo con il rispetto delle regole".

Infine Richeldi sottolinea che non tutti i Paesi oggi sono nelle stesse condizioni. "L’andamento della pandemia varia considerevolmente tra le varie regioni geografiche. È il risultato delle differenze temporali tra vari Paesi nelle fasi epidemiche in cui si trovano, ma anche delle diverse misure di contenimento adottate o meno. È certamente preoccupante vedere che non esiste una regia sovranazionale che abbia i poteri di coordinare a un livello più ampio. I confini geopolitici sono sconosciuti ai germi che sono responsabili delle malattie trasmissibili".



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