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Caso camici Lombardia: Dama ne offrì altri 200mila ad Aria

CRONACA
Caso camici Lombardia: Dama ne offrì altri 200mila ad Aria

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Dama, la società varesina di cui è titolare il cognato del governatore lombardo Attilio Fontana, Andrea Dini, e di cui la moglie dello stesso Fontana detiene il 10% delle quote, su "indicazione" dell’assessore regionale Raffaele Cattaneo aveva offerto altri 200mila camici ad Aria, la centrale acquisti di Regione Lombardia, a integrazione del primo ordine da 75mila camici. Lo dimostrerebbe una mail, ora acquisita dalla procura di Milano che sta indagando sulla vicenda, datata 22 aprile, sei giorni dopo il primo ordine, formalizzato il 16 dello stesso mese.


La richiesta di integrare la prima fornitura - poi in realtà mai del tutto consegnata, così come mai sono giunti a destinazione gli ulteriori 200mila capi proposti - è stata inviata direttamente da Dini all’ormai ex direttore generale di Aria, Filippo Bongiovanni. Ora entrambi sono indagati con l’accusa di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dai pm Paolo Filippini, Luigi Furno e Carlo Scalas. Bongiovanni nei prossimi giorni sarà sentito in procura per chiarire la sua posizione. Per il momento, invece, non sono all’ordine del giorno né una eventuale iscrizione di Fontana nel registro degli indagati e né una sua audizione.

Nel frattempo anche oggi è proseguita l’acquisizione di mail e altro materiale utile ai fini dell’indagine da parte dei finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria di Milano. L’attività degli inquirenti si sta concentrando sul conflitto di interessi rappresentato dalla partita di camici da mezzo milione di euro commissionata a Dama, società che di norma realizza i capi del marchio Paul&Shark ma che con l’emergenza coronavirus si è riconvertita alla produzione di Dispositivi di protezione individuale, tra cui appunto camici per operatori sanitari.

Ora c’è da chiarire se qualcuno, all’interno della Regione e di Aria, fosse consapevole del conflitto di interessi rappresentato dalla parentela dei soci di Dama con Fontana prima del servizio della trasmissione televisiva ‘Report’, che ha sollevato la vicenda e in seguito al quale la fornitura è stata trasformata da vendita a donazione. Da capire anche se Dama abbia avviato le procedure di riconversione perché consapevole che avrebbe poi ricevuto un ordine ingente da Aria e per quale motivo, dopo che la storia è diventata di pubblico dominio, gli ultimi 25mila camici della commessa non siano mai stati consegnati.



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