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Pietro Orlandi: "Caso Emanuela non è chiuso come diceva Becciu"

CRONACA
Pietro Orlandi: Caso Emanuela non è chiuso come diceva Becciu

Fotogramma /Ipa

"Apprendiamo quanto sta avvenendo in Vaticano con l’auspicio che la ferma volontà di Sua Santità di volere fare pulizia contro il ‘cancro’ della corruzione possa trovare nuovo vigore anche nella triste vicenda di Emanuela Orlandi. Oltre l’apertura delle tombe del teutonico, infatti, molto altro, che è rimasto senza risposte, era stato chiesto dalla famiglia alla magistratura vaticana, per un’indagine seria e senza ombre". Così all’Adnkronos Laura Sgrò, legale della famiglia di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa nel giugno del 1983.


La prima attività svolta dal difensore in Vaticano fu proprio quella di chiedere al Segretario di Stato, Pietro Parolin, la richiesta di accesso agli atti di tutta la documentazione in possesso della Segreteria di Stato sulla vicenda di Emanuela Orlandi. Il Cardinale Becciu, allora Sostituto, dichiarò immediatamente: ‘Per noi il caso è chiuso’. "Ora più che mai il caso di mia sorella non è chiuso - dichiara Pietro Orlandi - e rinnoviamo al Papa la richiesta di farci accedere alla documentazione su mia sorella". "Rinnoveremo questa richiesta in ogni sede", conclude l’avvocato Sgrò.



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