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De Luca: "Chiudo tutto in Campania, coprifuoco superato"

CRONACA
De Luca: Chiudo tutto in Campania, coprifuoco superato

Emergenza Covid in Campania, il governatore De Luca chiude tutto. "Oggi siamo chiamati a prendere decisioni forti, definitive ed efficaci, per far fronte a una situazione che è diventata pesante" dice nel corso di una diretta Facebook. Nella Regione oggi i contagi sono stati 2280. "Ogni giorno che passa rischia di aggravarsi in maniera insostenibile la situazione dell'epidemia. Per questo io ritengo che non ci sia più un'ora di tempo da perdere e perfino l'ordinanza che entra in vigore oggi è già superata dai dati del contagio con i quali dobbiamo fare i conti. Io credo che dobbiamo decidere oggi, non domani, non fra una settimana, perché davvero non abbiamo più davanti tempo da perdere". "Avevamo immaginato una chiusura parziale - ha spiegato De Luca - ma per i dati che abbiamo non basta più neanche questo. Dobbiamo decidere di chiudere tutto".


De Luca ha fatto sapere che comunicherà "al Governo non solo la mia richiesta di lockdown su tutta Italia, ma per quel che riguarda la Campania procederemo in direzione della chiusura di tutto. Per l'Italia deciderà il Governo, per la Campania faremo quello che riteniamo giusto per noi. Io credo che dobbiamo chiudere tutto tranne le attività industriali, agricole, dell'edilizia, l'agroalimentare, le forniture agroalimentari, le cose che abbiamo già conosciuto a marzo e aprile. Chiudere tutto tranne che le attività essenziali. Credo che dobbiamo bloccare la mobilità tra regioni e tra comuni, tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive".

"NON VOGLIO CAMION CON LE BARE" - "Siamo ancora in tempo, oggi abbiamo una situazione pesante ma non siamo alla tragedia, però siamo a un passo dalla tragedia. Detto in maniera brutalmente chiara, io non voglio trovarmi di fronte qui da noi ai camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute"."Non siamo garantiti da nessuno che questo non avvenga, se non dalla nostra responsabilità, dalla correttezza dei nostri comportamenti e anche dalle decisioni che prendiamo da subito, altrimenti quelle immagini che abbiamo visto qualche mese fa sono destinate a riprodursi e ad entrare nella nostra vita in maniera drammatica", ha aggiunto De Luca.

UN MESE DI LOCKDOWN PER FRENARE IL CONTAGIO - "Oggi dobbiamo fare l'ultimo tentativo per bloccare l'esplosione del contagio, quindi dobbiamo chiudere tutto per un mese, per 40 giorni, per frenare l'esplosione del contagio. Poi si vedrà tra un mese, ma è evidente che senza decisioni drastiche non si può reggere, e dobbiamo farlo oggi perché siamo ancora in condizioni di reggere, domani non sarà più possibile". "Le situazioni che troviamo la sera davanti ai bar, la notte nelle ore della movida, davanti alle scuole agli ingressi e alle uscite - ha aggiunto De Luca - sono quelle che hanno portato a una diffusione enorme del contagio e rispetto alle quali dobbiamo prendere decisioni oggi".

"CHIUDERE OGGI PER POTER RIAPRIRE A NATALE" - "Se dobbiamo prendere, e il tempo è arrivato, la decisione di chiudere, meglio farlo oggi. Se decidiamo oggi senza perdere tempo, probabilmente abbiamo la possibilità di arrivare al periodo di Natale in condizioni migliori e forse possiamo anche immaginare una riapertura parziale". "Tutto sommato - ha spiegato De Luca - quello che abbiamo davanti non è un mese di grandissima vivacità anche sul piano commerciale. Se dobbiamo chiudere, meglio chiudere oggi, questa è la mia convinzione. Mi sono chiari i motivi di sofferenza, di disagio, di pesantezza di vita che queste decisioni determinano per le singole persone, per le famiglie e per le attività economiche. Rivolgo a tutti la domanda di sempre: qual è l'alternativa? Non abbiamo alternative se vogliamo tutelare i nostri figli, i nostri anziani, le nostre famiglie".

CONTACT TRACING - "Quando abbiamo questi numeri il contact tracing, l'indagine cioè che si fa sui contatti stretti che ha avuto il positivo, è diventato ormai impossibile". "Quando hai migliaia di nuovi positivi al giorno - conclude - non c'è struttura sanitaria che regga, diventa impossibile andare a ricostruire tutta la rete dei contagi. Questo vuol dire che bisogna essere ancora di più responsabili e corretti".



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