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Cameron presenta il suo governo, riconferme e volti nuovi

Rimane fuori Boris Johnson, ma prenderà parte alle riunioni politiche dell'esecutivo

ESTERI
Cameron presenta il suo governo, riconferme e volti nuovi

Il premier David Cameron alla Camera dei Comuni con i neo-eletti deputati del Partito conservatore.

Dopo avere trascorso il weekend a limare gli ultimi dettagli, David Cameron ha presentato oggi gran parte dei nomi che andranno a riempire le caselle del suo nuovo governo, il primo dal 1992 nel quale i Conservatori hanno la totalità delle poltrone ministeriali. Tra le novità, l'aumentata presenza di ministri donna e il "ruolo politico" ritagliato per il sindaco di Londra Boris Johnson, tornato sui banchi del Parlamento dopo sette anni di assenza.


Pur senza assumere un ruolo ministeriale, Johnson, che ha ribadito la volontà di rimanere alla guida della capitale britannica fino alla scadenza del suo mandato nel maggio 2016, parteciperà alle riunioni politiche dell'esecutivo, che si tengono settimanalmente dopo le riunioni operative del governo.

Come già annunciato, in quattro dei ministeri chiave, Tesoro, Interno, Esteri e Difesa, sono stati riconfermati rispettivamente il cancelliere dello Scacchiere George Osborne, Theresa May, Philip Hammond e Michael Fallon. Osborne assume anche il ruolo di primo segretario di stato, divenendo in pratica il vice di Cameron. Riconfermato alla guida del dicastero del Lavoro e delle Previdenza anche Ian Duncan Smith, al quale spetterà il compito di effettuare nuovi tagli al welfare per 12 miliardi di sterline nell'ambito del programma di austerity per ridurre il pesante deficit dei conti pubblici.

Dopo l'incarico di ministro dell'Istruzione nel precedente governo, Michael Gove è stato promosso alla guida del ministero della Giustizia. Tra i suoi incarichi, quello di abrogare l'attuale legge britannica sui Diritti umani, lo Human Rights Act, così come promesso dai Tories nel loro programma elettorale, per sostituirla con un Bill of Rights che "spezzi il legame formale tra i tribunali britannici e la Corte europea dei Diritti umani".

Molti dei volti nuovi del governo vanno a sostituire i posti lasciati liberi dai Liberal democratici, rimasti fuori dalla coalizione dopo il disastroso risultato elettorale. Amber Rudd è stata scelta per guidare il ministero dell'Energia e dei Cambiamenti climatici, mentre Priti Patel, figlia di immigrati indiani fuggiti dall'Uganda di Idi Amin negli anni '60, prenderà parte alle riunioni di governo in veste di ministro del Lavoro.

Una promozione di rilievo è andata anche a Sajid Javid, astro nascente dei Tories, figlio di un conducente di autobus pakistano, nuovo ministro del Commercio e dell'Industria e in precedenza alla guida del dicastero della Cultura, dove viene rimpiazzato dal veterano John Whittingdale. Ex segretario privato di Margaret Thatcher, Whittingdale negli ultimi cinque anni ha presieduto la commissione Cultura della Camera dei Comuni, sovrintendendo all'inchiesta parlamentare sullo scandalo delle intercettazioni. La baronessa Tina Wendy Stowell è stata invece riconfermata leader della Camera dei Lord.



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