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Adescare minori attraverso le app, ecco le nuove frontiere dei cyber-pedofili

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Adescare minori attraverso le app, ecco le nuove frontiere dei cyber-pedofili

(Fotogramma)

Alla ricerca di minori da adescare attraverso le più comuni app presenti sui telefonini. Da Instagram al popolare gioco 'Clash of Clan', le nuove frontiere della pedofilia si estendono infatti al web e, soprattutto, alle applicazioni per cellulari ritenute finora sicure dai genitori di tutto il mondo. A rivelare nuovi, inquietanti scenari dell'abuso sui minori è un'inchiesta del Manchester Evening News che riporta dati e indagini della Greater Manchester Police, impegnata e attiva sul territorio nella lotta alla cyber-pedofilia.


Agghiaccianti i numeri riportati dal quotidiano britannico: sono circa 400 i bambini sotto i 7 anni adescati attraverso social media, app e giochi per telefonini, chat. 389 il totale delle segnalazioni alla polizia di Manchester negli ultimi tre anni, più di un terzo avvenute solamente nel 2015. La maggior parte dei crimini riguardano bimbe e ragazze adolescenti, ma la percentuale si è nettamente abbassata nell'ultimo anno quando, ad essere molestati, sono stati soprattutto i maschi, tra le vittime più giovani mai registrate.

Tra i casi più clamorosi riportati dalla polizia, un bimbo di 9 anni circuito nella chat del gioco 'Clash of Clans', oltre alla più giovane fra le vittime, un maschietto di soli 7 anni individuato attraverso Instagram e abusato sessualmente da quello che per ora rimane solo un sospetto data l'impossibilità di un'identificazione certa. Nonostante gli sforzi degli inquirenti, infatti, sono ancora molti i casi in cui l'aggressore non può essere identificato o viene rilasciato per insufficienza di prove.

Tra i social 'prediletti' dai predatori ci sono anche Facebook e WhatsApp - spiega ancora il Manchester Evening News -, ma la caccia al minore è ugualmente presente su piattaforme come Snapchat, BBM, Skype e Oovoo. E il tutto nonostante i gestori tentino in ogni modo di scongiurare pericoli di ogni sorta, imponendo paletti sull'età dei propri iscritti, evitando la chat privata nei giochi, offrendo la possibilità agli utenti di segnalare eventuali comportamenti ritenuti inappropriati e 'bannando' per sempre i frequentatori molesti.

"I contatti online con gli aggressori sessuali sono un enorme problema - commenta un portavoce della National Society for the Prevention of Cruelty to Children - e i bambini possono essere intercettati da qualunque parte nel mondo, con metodi a volte molto sofisticati. Nel 2014-2015, circa 400 bambini hanno chiamato la linea per i minori per adescamento online, un incremento delle chiamate di circa il 50% rispetto agli anni passati".

"I predatori online possono pescare nei social network - continua il portavoce -, nei giochi e in altre aree popolari fra i bambini per avere contatti con loro - colpendo centinaia di bambini alla volta. Questa è una sfida particolare per gli investigatori a causa della posizione geografica di alcuni delinquenti e degli sforzi per nascondere l'identità. Le indagini possono essere complesse e lunghe ma le operazioni di alto profilo e le condanne dimostrano come questi criminali possano essere rintracciati per affrontare la giustizia".



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