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Migranti, l'ultimatum del ministro tedesco

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Migranti, l'ultimatum del ministro tedesco

(Afp)

Il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer non intende fare marcia indietro nella sua disputa con la cancelliera Angela Merkel sui migranti. "Se il summit Ue non porterà a soluzioni efficaci, i migranti già registrati in un altro Paese verranno respinti", ha ribadito oggi in un'intervista concessa alla Sueddeutsche Zeitung. Seehofer ha sottolineato di non aver mai chiesto la chiusura totale dei confini. "Si tratta - ha detto - di essere in grado di condurre respingimenti in maniera efficace".


Seehofer ha detto di ritenere che sarebbe inusuale se la cancelliera facesse uso del suo potere di veto per fermare il suo piano. "Non permetteremo che ciò accada", ha proseguito, accusando la Merkel di aver "fatto di un sassolino una montagna".

La disputa fra la cancelliera e Seehofer, leader della Csu, ramo bavarese della Cdu della Merkel, rischia di provocare una grave crisi in seno alla coalizione di governo tedesca. Se la Csu dovesse uscire, l'alleanza Cdu-Spd non avrebbe più la maggioranza.

Una disputa che sta "danneggiando il Paese" ha ammonito il socialdemocratico Olaf Scholz, vice cancelliere e ministro delle Finanze del governo tedesco, che scarta l'ipotesi di elezioni anticipate.

Un duro attacco è arrivato dalla leader dell'Spd, Andrea Nahles, contro i partner di governo della Csu bavarese, accusati di avviarsi verso "una Brexit tedesca". In un discorso ai membri del partito socialdemocratico del land del Nord Reno Vestfalia, Nahles ha definito il ministro dell'Interno Horst Seehofer "un pericolo per l'Europa".

La leader dell'Spd ha fatto un parallelo fra lo scontro sui migranti in seno al governo tedesco e la retorica dei conservatori britannici prima del referendum sulla Brexit, dicendo di non voler permettere che la vicenda spacchi il governo ad appena cento giorni dal suo insediamento.

I leader della coalizione di governo si incontreranno martedì per discutere della crisi in corso. L'incontro avverrà dopo il prevertice europeo di domani a Bruxelles e alla vigilia del summit europeo del 28 e 29 giugno.



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