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Fuga finita, Battisti in volo per l'Italia

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Fuga finita, Battisti in volo per l'Italia

Finisce la fuga per Cesare Battisti. L'ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) è stato catturato a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, dall'Interpol e da agenti dell'Aise. Condannato in Italia a due ergastoli per quattro omicidi, Battisti si era reso irreperibile dal dicembre scorso, dopo l'ordine di arresto emesso da Luiz Fux, giudice del Tribunale Supremo brasiliano e il decreto di estradizione firmato dal presidente uscente Michel Temer.


IL RIENTRO IN ITALIA - L'aereo con a bordo Cesare Battisti è decollato "in direzione Italia. Sono orgoglioso e commosso!" ha annunciato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che sarà alle 12.30 all'aeroporto di Ciampino dove è previsto l'arrivo del volo. "È fatta: è appena decollato da Santa Cruz l’aereo diretto a Roma con a bordo Cesare Battisti" ha twittato anche il premier Giuseppe Conte.

Sceso dall'aereo Battisti verrà condotto nel carcere di Rebibbia, dove inizierà a scontare la sua pena. In precedenza era stato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, a spiegare su Twitter che "Battisti tornerà in Italia direttamente dalla Bolivia. In questo modo, l'ex terrorista sconterà la pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana: l'ergastolo".

'SALTA' TAPPA IN BRASILE - La decisione di trasferire direttamente dalla Bolivia all’Italia Cesare Battisti, senza fare un passaggio in Brasile, è stata presa dopo che le autorità di La Paz hanno emesso un decreto di espulsione immediata dal Paese. Lo spiegano all’Adnkronos fonti informate, sottolineando che da parte del premier Giuseppe Conte, nel corso di una telefonata con il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, era stata data la più ampia disponibilità all’ipotesi del trasferimento in Brasile dell’ex terrorista per poi estradarlo da lì in Italia. Ma dopo la telefonata, da La Paz è arrivata la notizia del decreto di espulsione immediata nei confronti di Battisti, cui si è ritenuto di dover dare seguito per evitare di aprire un ulteriore problema legale. Tra l’altro, l’ex terrorista è in stato di fermo, che nel caso in cui fossero passate troppe ore avrebbe dovuto essere tramutato in stato di arresto, con il rischio di un ulteriore allungamento dei tempi. Mentre l’obiettivo delle autorità italiane è di riportarlo al più presto a Roma.

Il presidente Bolsonaro è "molto contento" che Cesare Battisti "possa così scontare l’ergastolo in Italia" ha detto all’Adnkronos il deputato della Lega Luis Lorenzato, nato a San Paolo, eletto nella circoscrizione America meridionale, cui il ministro degli Esteri brasiliano Ernesto Araujo ha confidato lo stato d’animo del presidente. Bolsonaro, ha sottolineato, "preferisce che Battisti parta da Santa Cruz e resti tutta la vita in carcere, che Battisti sconti per intero la pena cui era stato condannato in Italia". In base a un accordo del 2017 tra Roma e Brasilia, dal momento che in Brasile non esiste l’ergastolo, era stato stabilito che l’ex terrorista avrebbe scontato la pena massima dell’ordinamento brasiliano, 30 anni di carcere.

LA DINAMICA DELLA CATTURA - Mail e telefonate, così è stato beccato Battisti dagli uomini della polizia di Milano che erano sulle sue tracce con l'Interpol e l'intelligence. L'ex terrorista si nascondeva in casa di alcuni conoscenti boliviani. Gli investigatori sarebbero arrivati a lui dopo la segnalazione di un vicino di casa in Bolivia, che lo avrebbe riconosciuto - apprende l'Adnkronos da fonti investigative - grazie alla foto segnaletica numero tre diffusa tra gli identikit dall'Interpol. "A incastrarlo diciamo che sono state le indagini tecniche - spiegano fonti della polizia milanese all'Adnkronos - D'altra parte, Battisti non lo abbiamo mai mollato. Lo teniamo sotto controllo da sempre, lui e il suo entourage" e, anche se cambiava telefonini in continuazione, il monitoraggio della sua rete di protezione ha aiutato a non perderne le tracce. Decisivo per la cattura dell'ex terrorista, riferiscono ancora fonti dell'intelligence, è stato l'intervento del presidente brasiliano. "Bolsonaro - dicono le stesse fonti - ha costretto Battisti a fuggire, consentendo a noi di prenderlo". Gli agenti dell'Aise sono stati sulle tracce di Battisti "da subito dopo la fuga" dal Brasile e "da giorni gli 007 avevano individuato il rifugio del leader dei Pac in Bolivia". Una volta lì, Battisti "si sentiva al sicuro" e, anzi, "sperava nell'aiuto" del Paese sudamericano. La cattura è stata resa possibile anche perché "lo hanno mollato, ha perso tutte le sue protezioni". Battisti aveva pianificato la sua fuga da mesi, anche grazie alla protezione degli amici della sinistra brasiliana, ma poi, una volta arrivato in Bolivia, si è ritrovato isolato. La svolta che ha consentito la cattura è arrivata "nelle ultime ore". Secondo quanto riferisce il sito Globo.com i servizi d'intelligence della polizia federale brasiliana avevano avvertito nelle ultime settimane le autorità di La Paz che Cesare Battisti si era rifugiato in Bolivia.

GLI ISTANTI PRIMA DELLA CATTURA - Occhiali scuri e pizzetto, Battisti camminava per le strade di Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, quando è stato catturato. In un video diffuso dal profilo twitter della Polizia, si vede l'ex leader dei Proletari armati per il comunismo, maglietta nera e jeans, camminare spedito tra i negozi pochi istanti prima che lo prendessero: sulle sue tracce un team di poliziotti di Criminalpol, Antiterrorismo e Digos Milano che, con la collaborazione dell'intelligence italiana, lo ha pedinato fino all'arresto.

LE REAZIONI - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso "la sua soddisfazione" per l'arresto di Battisti". Su Twitter il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha fatto le sue "congratulazioni ai responsabili della cattura" dell'ex terrorista. "Finalmente sarà fatta giustizia", ha aggiunto. Mentre il figlio, il deputato federale Eduardo Bolsonaro, rivolgendosi a Salvini, ha scritto: "Il 'piccolo regalo' è in arrivo". Soddisfatto anche l'ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini . "Battisti è stato preso! La democrazia è più forte del terrorismo" ha commentato su Twitter.

I FAMILIARI DELLE VITTIME - La notizia della cattura di Battisti è stata accolta con gioia dai familiari delle vittime dei Pac. "Molto contento dell'arresto" Adriano Sabbadin, il figlio di Lino Sabbadin, il macellaio trucidato di Pac il 16 febbraio 1979. "Speriamo che sia la volta buona che sconti la sua pena, solo questo - ha detto all'Adnkronos - Battisti è una persona squallida che l'ha sempre fatta franca, e merita di scontare in Italia la pena giusta per quello che ha fatto". A fargli eco Maurizio Campagna, fratello di Andrea, agente della Digos ucciso dai Pac a Milano nel 1979. "Ovviamente noi parenti siamo contenti perché finalmente questo terrorista è stato arrestato", ha affermato all'Adnkronos. Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso il 16 febbraio 1979 dai Pac, nel corso di una sparatoria in cui lui stesso rimase colpito e paralizzato, ha dichiarato: "Penso che mio padre, il padre di Sabbadin e il fratello di Campagna, dopo 40 anni possano finalmente riposare in pace".

LA VICENDA - Ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo, Battisti è stato condannato in Italia a due ergastoli per quattro omicidi: in due di essi, quello del maresciallo Antonio Santoro, avvenuto a Udine il 6 giugno del '78, e quello dell'agente Andrea Campagna, avvenuto a Milano il 19 aprile del 1979, il terrorista sparò materialmente. Nell'uccisione del macellaio Lino Sabbadin, a Mestre, il 16 febbraio del '79, invece, Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini e, nel caso dell'uccisione del gioielliere Pierluigi Torregiani, avvenuta a Milano il 16 febbraio del '79, venne condannato come co-ideatore e co-organizzatore. In quest'ultimo caso, poi, all'omicidio si aggiunse un'ulteriore tragedia: nel corso della colluttazione, il figlio del gioielliere Alberto fu colpito da una pallottola sfuggita al padre prima che questi cadesse e da allora, paraplegico, è sulla sedia a rotelle.

Dopo essere evaso da un carcere italiano, Battisti si è rifugiato in Francia, Messico e poi in Brasile dove nel 2007 venne catturato dalla polizia brasiliana e dagli agenti venuti da Parigi. Due anni più tardi il Tribunale Supremo Federale (Stf) autorizzò la sua estradizione in Italia ma la decisione venne bloccata dall'allora presidente brasiliano Lula. Battisti restò in carcere a Brasilia fino al giugno 2011, quando venne scarcerato ottenendo il permesso di residenza permanente. Il presidente brasiliano uscente Michel Temer aveva manifestato l'anno scorso l'intenzione di estradare Battisti in Italia. E anche il nuovo presidente Jair Bolsonaro aveva promesso la sua estradizione. Pur riconoscendo di aver fatto parte dei Pac, Battisti si è sempre detto innocente.



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