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Il 'midterm' di Erdogan

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Il 'midterm' di Erdogan

(Afp)

Un test per il sultano Recep Tayyip Erdogan. Un test per misurare il grado di felicità della Turchia a due anni dal passaggio al 'presidenzialismo alla turca' fortemente voluto da Erdogan con la promessa di un Paese più forte. Le elezioni amministrative in programma oggi in Turchia sono in qualche modo molto più di un voto locale. Il presidente e il suo partito, l'Akp, si giocano la partita ad Ankara e Istanbul.


Per settimane Erdogan ha fatto campagna elettorale in lungo e in largo per il Paese, senza risparmiare attacchi all'opposizione, e ha così trasformato le amministrative in un voto sulla sua popolarità. Agli osservatori più attenti non è sfuggita una retorica senza precedenti per elezioni locali.

Ci sono sondaggi che prospettano una scottante sconfitta per l'Akp nella capitale, che come Istanbul è governata dal partito di Erdogan dal 1994. Il sultano, che ha iniziato la sua ascesa politica da sindaco nella città sul Bosforo e che ha descritto il voto come "una questione di sopravvivenza", ha cercato di conquistare i cuori degli elettori di Istanbul giocando la carta di Santa Sofia.

Ex basilica bizantina tra i luoghi simbolo della città sul Bosforo, oggi museo, per il presidente può essere restituita al culto islamico, può tornare a essere una moschea e può essere "addirittura chiamata moschea di Santa Sofia". Ma da tempo ormai l'opinione pubblica sembra più preoccupata dall'economia che da altro e il quadro economico del Paese potrebbe essere cruciale nell'orientare il voto.

Il voto di oggi arriva a quasi tre anni dal fallito golpe del luglio 2016 e dalle colossali epurazioni che ne sono seguite, arriva dopo due elezioni presidenziali e tre parlamentari, più il referendum costituzionale del 2017. Alle amministrative del marzo 2014, l'Akp conquistò il 45,6% dei voti. Il partito, che fa i conti con un calo di consensi, si presenta al voto di domenica insieme ai nazionalisti dell'Mhp con la coalizione Alleanza della Nazione.

I numeri garantiranno a Erdogan un dominio indiscusso fino alle elezioni del 2023? Il voto non avrà forte impatto sulla politica della Turchia, ma quello che accadrà nelle grandi città e la mappa del voto potrebbero restituire un quadro nuovo del Paese ed essere linfa vitale per l'opposizione.



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