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Nagorno, missile su case in Azerbaigian: almeno 13 morti

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Nagorno, missile su case in Azerbaigian: almeno 13 morti

(Foto Afp)

Sono almeno 13 i civili uccisi e più di 50 i feriti nella città azera di Ganja in seguito all'esplosione di un missile armeno, ha denunciato il ministero della Difesa a Baku. Il missile ha colpito un edificio, rimasto distrutto, dove vivevano almeno 20 famiglie. L'Azerbaigian rivendica nel frattempo la conquista di diversi villaggi occupati dall'Armenia dopo la guerra terminata nel 1994. Mentre l'Armenia denuncia, sempre in violazione del cessate il fuoco introdotto a partire da sabato scorso largamente disatteso da entrambe le parti, attacchi contro Stepanekert, 'capitale' del Nagorno Karabakh, con tre civili rimsti feriti.


L'Armenia sta commettendo "crimini di guerra" nel conflitto sul Nagorno Karabakh e deve essere chiamata a rispondere per le "atrocità" di cui è responsabile, denuncia il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu in un tweet.

L'Azerbaigian anticipa che, 'sulla base dei meccanismi del diritto nazionale e internazionale, gli autori del crimine saranno chiamati a risponderne di fronte alla giustizia. Il ministero degli Esteri azero, denuncia che "la leadership politico militare armena ha la responsabilità dell'ordine impartito per il lancio del missile che ha colpito civili". Si tratta del terzo attacco consecutivo alla seconda città più grande dell'Azerbaigian dall'inizio della guerra, il terzo attacco contro una città che si trova molto lontano dalla linea del fronte, si precisa.

"Il deliberato e indiscriminato obiettivo dell'Armenia contro i civili, in palese violazione delle norme e dei principi del diritto internazionale, incluso il diritto internazionale umanitario, così come il cessate il fuoco umanitario dichiarato a partire da sabato scorso, l'uccisione intenzionale di civili, costituisce un crimine di guerra e un crimine contro l'umanità e la leadership dell'Armenia ha la piena responsabilità di questo crimine".

Ambasciatore azero: "Italia non sia indifferente"

"Governo, membri del Parlamento, partiti politici, opinione pubblica e media in Italia non siano indifferenti all'aggressione militare dell'Armenia contro l'Azerbaigian e ai crimini di guerra commessi contro la popolazione civile azerbaigiana", ha dichiarato l'ambasciatore azero a Roma, Mammad Ahmadzada dopo il bombardamento armeno di Ganja, precisando che "se l'Armenia vuole davvero la pace deve ritirare le sue forze armate dai territori occupati dell'Azerbaigian", occupazione "che costituisce la più grande minaccia alla pace nella regione". "Coloro che credono nelle bugie della parte armena e sostengono ciecamente le rivendicazioni dell'Armenia traggano le giuste conclusioni dai crimini di guerra commessi dalle forze armate dell'Armenia contro la popolazione civile questa notte a Ganja, la seconda città più grande dell'Azerbaigian, usando l'artiglieria pesante, razzi a grappolo", ha aggiunto.

"Dal 27 settembre fino ad oggi i missili lanciati dall'Armenia sugli insediamenti civili dell'Azerbaigain hanno tolto la vita a 60 civili azerbaigiani e 270 civili sono rimasti feriti", ricorda il diplomatico sollecitando "la fine di pregiudizi e doppi standard, del considerare la questione ideologicamente, del fare divisioni fra 'armeni cristiani' e 'azerbaigiani musulmani'. "E' necessario comprendere finalmente che questo conflitto non ha nulla a che fare con la religione, che l'Armenia non vuole la pace, che l'Armenia vuole proseguire l'occupazione militare dei territori dell'Azerbaigian. E' necessario comprendere che l'Armenia non vuole che più di 1 milione di rifugiati e sfollati interni azerbaigiani, espulsi dai territori occupati, ritornino nelle loro terre storiche", ha sottolineato l'ambasciatore.



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