Entro giugno leggi su cittadinanza e unioni civili. Delrio assicura: ''Il Paese è pronto''

POLITICA
Entro giugno leggi su cittadinanza e unioni civili. Delrio assicura: ''Il Paese è pronto''

Graziano Delrio

Leggi sulla cittadinanza e unioni civili: Graziano Delrio anticipa quelli che, dopo aver portato a casa il riassetto del bicameralismo e le modifiche al Titolo V della Costituzione, dovrebbero essere i prossimi obiettivi del governo. Il sottosegretario non chiarisce, in un convegno sulla cittadinanza che si è svolto nel pomeriggio alla Camera, promosso dalle organizzazioni sociali che sostengono la campagna "L’Italia sono anch'io", se ci sarà un intervento legislativo diretto del governo o se lo stesso esecutivo lascerà la pratica al confronto parlamentare.


Qualcosa in più aggiunge invece la presidente Laura Boldrini che, ha ricordato, partecipando anch'essa all'incontro, che sulla riforma delle norme sulla cittadinanza alla Camera sono state da tempo presentate una pdl di iniziativa popolare e varie proposte dei deputati, sulle quali si sta lavorando per elaborare un testo unico. L'auspicio è che si arrivi a una larga convergenza parlamentare. Quel che è certo, e qui rientra in gioco Delrio, il governo intende arrivare a dama entro giugno o, al massimo, prima della pausa estiva dei lavori del Parlamento.

"E' un impegno che il governo ha preso e intende mantenere -ha assicurato Delrio- credo che l'Italia sia matura per una legge". In particolare quello della cittadinanza "è un problema che esiste e sarebbe infantile evitarlo - ha detto ancora il sottosegretario alla presidenza - come ben sanno i sindaci delle città che, non a caso, hanno sottoscritto la pdl popolare in materia". "Il presidente del consiglio non ha inteso frenare sull'approvazione della legge. Ha cercato di dire che la riforma va fatta e che, come tutte le riforme di sistema, sarebbe molto utile avere in Parlamento un'ampia convergenza. Credo che già ora vi sia una maggioranza abbastanza solida", per raggiungere l'obiettivo.

"L'Italia deve essere all'altezza della sfida. Il Paese è in mezzo a una crisi molto profonda e, purtroppo, come vediamo già adesso, questo dibattito sarà influenzato dalla crisi economica che - ha proseguito Delrio - tende a enfatizzare gli elementi difensivi o fintamente identitari. Il governo vuole dare una indicazione chiara e netta di direzione. Abbiamo una grandissima occasione che è quella di ritrovare il senso della Nazione, sono convinto che il Parlamento non mancherà l'appuntamento di darci entro giugno, entro l'estate, una legge vera e seria, che ci restituisca l'orgoglio di essere italiani. Io - ha concluso Delrio- per quello che conta, sicuramente l'appoggerò".

Convinta e non da oggi dell'urgenza della legge, Laura Boldrini pensa che gli italiani siano molto più avanti di chi li rappresenta in Parlamento. "Fatico a capire - ha detto la presidente della Camera - quali siano gli ostacoli che impediscono di approvare una legge basata sullo ius sanguinis - che andrebbe pur bene - ma, ancor meglio, sullo ius soli. Penso che noi dovremmo arrivare a un testo condiviso. Non sarà facile perché la contrapposizione - che io continuo a non capire a chi giovi, non di certo al Paese - è tale per cui dovremo fare i conti con le pregiudiziali ideologiche".

"La presenza dei migranti in Italia è un bene prezioso dal punto di vista umano, culturale, sociale e anche economico - ha infine osservato la presidente della Camera - una presenza che vale 10 punti di pil e che versa ogni anno nelle casse dello Stato 16.7 mld di euro in termini di gettito fiscale e quote Inps. Dov'è il pericolo di coinvolgere tutti in una società composita, più armoniosa? Vorrei che la politica non si avviluppasse nelle contraddizioni ideologiche, come è avvenuto in passato e che non ci ha portato da nessuna parte".



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