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Roma, il candidato di Casapound Di Stefano: "Rimpatriare rom stranieri"

POLITICA
Roma, il candidato di Casapound Di Stefano: Rimpatriare rom stranieri /Video

Simone Di Stefano

"Si può sgombrare un campo rom e poi li ritroviamo in tante altre parti di Roma. Se vogliamo veramente risolvere il problema e smetterla con le chiacchiere dobbiamo, quando si sgombera un campo rom, prendere tutti i rom che sono cittadini stranieri metterli su un pullman e la mattina dopo farli svegliare nel loro paese, oltre confine". Lo ha detto Simone Di Stefano, candidato sindaco di Roma per Casapound, intervistato nel corso dello speciale dedicato alle elezioni amministrative 'Adnkronos Comunali 2016' a breve on line sul sito www.adnkronos.com.


"Non è fantascienza: gli italiani che non hanno lavoro in Germania la Merkel dopo sei mesi che sei disoccupato ti fa il voglio di via e ti manda fuori dalla Germania e noi non riusciamo a cacciare chi magari sta qui da 20-30 anni senza fare nulla - ha aggiunto - I rom italiani, quelli che ne hanno titolo, si mettono nelle liste delle case popolari, magari le ricominciamo a costruire... Quelli che hanno la Mercedes o le catenine d'oro, e conti correnti abbastanza particolari, invece si devono comprare la casa come tutti gli altri. A Roma non si può vivere nelle baraccopoli o nelle favelas, per cui o ti trovi una casa oppure te ne vai anche se sei cittadino italiano. Il foglio di via lo può firmare tranquillamente il sindaco o il prefetto, non c'è nessun problema. Anche se italiani volete vivere nelle baracche? Non dentro Roma".

REFERENDUM - "Non diciamo sempre di no ma nel nostro programma c'è un punto specifico che parla della difesa della Costituzione. La Boschi ha perfettamente ragione a dire che chi vota no vota insieme a Casapound, però non se ne faccia un dramma a sinistra. Si vota insieme a Casapound su alcune cose, si vota contro Casapound su altre. Non possiamo essere utilizzati come mostri della politica come paradigma del male".

STADIO - "Sì allo stadio della Roma però sopra l'ex cinodromo e poi uno stadio anche per la Lazio. Ma non sui terreni del costruttore Parnasi, noi lo vorremmo spostare sopra l'ex cinodromo. Oggi c'è una struttura occupata dai centri sociali, era già uno stadio, intorno ci sono i mercatini rom abusivi, spianiamo tutto e lì facciamo lo stadio della Roma e portiamo i tifosi su viale Marconi alla metro San Paolo e non alla fermata Tor di Valle del trenino Roma-Lido. L'idea di mettere 70mila persone sul trenino Roma-Lido il sabato o la domenica è una cosa impensabile".



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