Vitalizi, il M5S prova a rinunciare

POLITICA
Vitalizi, il M5S prova a rinunciare

(Foto Fotogramma)

"Oggi scatta il vitalizio per tutti i parlamentari perché il Pd si è rifiutato di approvare la nostra proposta. Il MoVimento 5 Stelle è pronto a rinunciare: come gruppi Camera e Senato invieremo una lettera ai presidenti di Camera e Senato" per "chiedere di rinunciare al privilegio".


"Con questo atto decidiamo di rinunciare alla pensione privilegiata: è una rinuncia di cui i presidenti della Camere devono solo prendere atto", ha detto in conferenza stampa alla Camera Luigi Di Maio. "Questo - ha sottolineato l'esponente M5S - è l'Armageddon dei partiti" perché "apre uno squarcio nello scenario politico italiano". "Questo palazzo si è rivelato il palazzo del Medioevo della politica: i partiti, da Lega a Pd passando per Fi, sono fermi al Medioevo politico e vogliono che anche l'M5S si comporti come loro" ma "non ci lasceremo trascinare", ha rimarcato il vicepresidente della Camera.

"Il D-Day dei partiti è giunto. Oggi deputati e senatori hanno maturato la loro pensione privilegiata a cui accederanno mentre tutti gli altri cittadini italiani saranno costretti ancora a lavorare per chissà quanti anni per avere un trattamento pensionistico misero. Quindi la maschera è caduta, dopo aver incagliato la 'legge Richetti' nei banchi di nebbia del Senato, i parlamentari che sono al primo mandato otterranno la pensione a 65 anni - chi è al secondo o terzo giro a 60 anni - anche se per il resto della loro vita non faranno più nulla. Noi no. I capigruppo del MoVimento 5 Stelle in Camera e Senato hanno firmato la rinuncia al privilegio a nome di tutti i nostri parlamentari". Lo sottolinea l'M5S in un post sul blog di Beppe Grillo.

Scatta la pensione per 600 parlamentari

"Con una lettera indirizzata ai presidenti delle due Camere, Laura Boldrini e Piero Grasso, chiediamo di prendere atto della nostra volontà e di trovare il modo con cui si possa applicare, a tutti i portavoce del MoVimento, la legge Fornero. Esattamente come accade fuori dai palazzi dorati a tutti i cittadini italiani. Significa andare in pensione alla stessa età in cui ci vanno tutti i cittadini non privilegiati. Significa - insistono i 5 Stelle - che i nostri portavoce dovranno continuare a lavorare per raggiungere la somma di contributi necessari ad accedere alla pensione. Esattamente come tutti gli altri".

"'Non si può fare' ci diranno, perché sono coscienti che non avrebbero più scampo. Perché se lo può fare un portavoce del MoVimento, perché non lo possono fare anche gli onorevoli dei partiti? Ma tante volte ci siamo sentiti dire questa frase. Non si poteva fare di tagliarsi gli stipendi. Non si poteva fare di tagliare nettamente le spese degli affitti passivi di Montecitorio. Non si poteva fare di restituire le eccedenze delle diarie per il fondo del microcredito alle imprese. E invece si può fare, eccome", aggiunge l'M5S.

"Perché quando c'è da mettere la tagliola per regalare 7,5 miliardi a Bankitalia allora vale l'autodichia. Quando c'è da applicare il 'canguro' per impedire il dibattito in Senato, allora vale l'autodichia. E allora se vale per tutti questi casi, deve valere anche quando si decide di rinunciare a un ingiusto privilegio. Oggi - si legge infine nel post - è l'armageddon dei partiti, non avrete scampo".



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