"Manovra non cambia", governo tira dritto

POLITICA
Manovra non cambia, governo tira dritto

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Vertice economico per fare il punto sul Def alle 17 a Palazzo Chigi, a quanto apprende l'AdnKronos. Attorno al tavolo, oltre al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ci sarà il ministro dell'Economia Giovanni Tria. E non è escluso che all'incontro possa prender parte anche il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi.

Le stesse fonti assicurano che i contenuti della manovra non sono in discussione, compreso il rapporto deficit/Pil fissato al 2.4%. Il governo "lavora compatto" sul testo. Il vertice economico potrebbe far slittare la cabina di regia, sempre prevista a Palazzo Chigi, finalizzata a monitorare e realizzare il piano di investimenti pubblici che il governo ha in cantiere.

DI MAIO - "Siamo in una fase particolare per il Paese - ha detto Luigi Di Maio, a proposito delle tensioni con Bruxelles sul Def -. A qualcuno dà fastidio che l'Italia abbia cominciato a rialzare la testa e che qualcuno inizi a rispettare le promesse fatte in campagna elettorale. Noi non ci fermiamo davanti alle minacce, questo è un governo sostenuto dal 60 per cento degli elettori e non ci fermiamo davanti a una Commissione che non rappresenta neanche l'1 per cento del consenso popolare".

"Il 2,4 fa scalpore ma quando gli altri, prima di noi, hanno fatto tutto quello che volevano" nessuno ha detto niente, ha aggiunto il vicepremier, ora "ci criticano la manovra senza averla neppure letta, devo pensare che ci sia un pregiudizio".


MANOVRA SOTTO LENTE UE - La manovra dell'Italia è intanto sotto la lente dell'Unione europea: per la Commissione, ha spiegato il vicepresidente Valdis Dombrovskis, "il problema ora è che non il documento programmatico di bilancio, che non è stato presentato alla Commissione, ma le discussioni sul documento programmatico di bilancio sembrano avviarsi in una direzione che va al di là della flessibilità" prevista per l'applicazione del patto di stabilità, "e in modo sostanziale".

"Juncker ha detto che dobbiamo essere rigorosi, ma equi. E dobbiamo applicare equamente le regole: come Commissione Europea, abbiamo introdotto una comunicazione sul migliore uso della flessibilità all'interno del patto di stabilità. E l'Italia è stata il Paese che più ha beneficiato di questa flessibilità. Quello che il presidente Juncker ha sottolineato è che noi dobbiamo applicare le regole, dobbiamo applicare il patto di stabilità ed è quello che la Commissione è pronta a fare", ha concluso Dombrovskis.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro delle Finanze austriaco Hartwig Loeger, che ha la presidenza di turno dell'Ecofin, a margine della riunione a Lussemburgo. Nell'Eurozona "abbiamo delle regole: abbiamo l'Ue, l'Eurogruppo e regole comuni. Quello che mi aspetto è che il ministro Giovanni Tria, dopo i bilaterali che abbiamo avuto con lui, sia pronto a rafforzare le discussioni anche a livello italiano" ha affermato. "Decideremo quale forma avrà la nostra reazione quando il bilancio verrà presentato formalmente". Agli investitori "direi di tenere a mente che il 14-15 ottobre sarà il momento giusto per decidere in quale forma reagiremo".

"Quando sentiamo dire che le regole verranno violate, ci aspettiamo che la Commissione Europea dia una risposta chiara. E' quello che ho sentito dagli Stati membri nelle discussioni degli ultimi due giorni. Quindi penso che la maggioranza degli Stati membri chiederà chiaramente che queste regole vengano rispettate" ha sottolineato ancora il ministro austriaco, chiarendo che gli Stati membri dell'Eurozona sostengono la Commissione nel chiedere all'Italia il rispetto delle regole di bilancio.

"Naturalmente - ha continuato Loeger - c'è anche una discussione tra gli Stati membri, sul fatto che c'è la necessità di chiarire che l'Eurogruppo è un'unione monetaria, in cui noi stiamo insieme in questa famiglia e dobbiamo risolvere la situazione insieme". Pertanto, "da parte nostra abbiamo" fatto presente al ministro dell'Economia "Giovanni Tria, nelle discussioni che avrà in Italia", la necessità che "chiarisca" a Roma "che la nostra aspettativa è tuttora che, se abbiamo regole a livello europeo, vengano rispettate. Questa - ha concluso - è la nostra aspettativa".



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